lunedì, Giugno 14, 2021
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con il nuovo numero, Vanity Fair scende in campo a favore del Ddl Zan

Vanity Fair prende posizione sui diritti civili e invita tutta la sua community a farlo. Mentre la cronaca ci racconta la storia di Malika, una ragazza di 22 anni di Firenze, cacciata di casa dai genitori dopo aver loro confessato che ama un’altra donna (e che il direttore di Vanity Fair Simone Marchetti ha intervistato in una seguitissima diretta instagram lunedì 12 aprile), e mentre in Senato viene rinviata la discussione in Commissione Giustizia del Ddl Zan, la proposta di legge contro omofobia, transfobia, misoginia e abilismo, il settimanale esce in edicola con in copertina un invito: #diamociunamano.

A lanciarlo Alice Pagani, 23 anni, già protagonista della serie Netflix di successo Baby e del thriller romantico in uscita Non mi uccidere. Nell’intervista l’attrice si unisce al coro di voci che, dal mondo dello spettacolo italiano all’imprenditoria, da Fedez a Carlo Cracco, chiede che si approvi velocemente un disegno di legge che è contro la violenza e l’odio verso persone omosessuali, trans e disabili, e promuove il rispetto di tutti, al di là di orientamento sessuale e condizioni fisiche. Una presa di posizione in linea con il sentimento della generazione Z, che vede un Paese molto più avanti della sua classe politica, e con la sua storia personale di persona bisessuale, che racconta a Vanity Fair per la prima volta.

Perché parlare del Ddl Zan ora, durante la pandemia, in un momento in cui le persone ancora si ammalano, muoiono e perdono il lavoro? Come spiega il direttore Simone Marchetti nell’editoriale: «Non c’è mai un momento buono per parlare dei diritti e del diritto di essere diversi dagli altri. È sempre il momento giusto. Un Paese civile, un Paese democratico tutela i diritti delle minoranze e dei più deboli, perché farlo non significa indebolire le maggioranze, ma rafforzare tutti».

Accanto alla voce di Alice Pagani, le interviste al deputato Alessandro Zan, promotore del disegno di legge, al senatore Simone Pillon, avversario della stessa, e a tutta una serie di giovani tiktoker molto seguiti e impegnati nella diffusione di una nuova consapevolezza sui diritti civili.

Voci che ritroviamo sui canali social del magazine, che si fa promotore di una campagna digitale con l’hashtag #diamociunamano: un’iniziativa che prende il via dalla copertina e continua sul digitale con un invito ai lettori a postare una loro foto con la scritta Ddl Zan sulla mano aperta. Un gesto condiviso dalla redazione e supportato da tanti amici di Vanity Fair: cantanti, attori, imprenditori, artisti, creativi che sosterranno il progetto con i loro contributi fotografici.

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