martedì, Giugno 15, 2021
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Meitu, azienda di Hong-Kong, possiede ora 100 milioni di dollari in BTC ed ETH

Meitu, azienda tech con sede a Hong-Kong, possiede ora criptovalute per un valore di circa 100 milioni di dollari, in seguito al recente annuncio dell’acquisto di altri Bitcoin (BTC) per 10 milioni di dollari.

Meitu HK, società controllata e posseduta interamente da Meitu Inc., ha acquistato 175,67798279 Bitcoin per un controvalore di 10 milioni di dollari, lasciando quindi intendere un prezzo di 57.000$ per unità. La transazione è stata effettuata usando le riserve liquide dell’azienda.

Lo scorso mese, Meitu aveva investito circa 90 milioni di dollari in criptovalute, divisi tra Bitcoin ed Ether (ETH). In seguito all’ultimo acquisto di giovedì, la società ora possiede 49,5 milioni di dollari in BTC e 50,5 milioni di dollari in ETH.

L’azienda aveva precedentemente dichiarato che non avrebbe potuto procedere al suo primo acquisto senza l’aiuto dell’exchange statunitense Coinbase. L’ultimo annuncio non fa tuttavia alcun riferimento alla nota piattaforma di trading.

Il documento ha esposto le ragioni che hanno portato l’azienda ad avvicinarsi a Bitcoin, comparando l’impatto potenziale della tecnologia a quello di Internet mobile:

“Il consiglio d’amministrazione ritiene che la tecnologia blockchain abbia il potenziale per rivoluzionare gli attuali settori finanziari e tecnologici, in maniera simile a come Internet mobile ha sconvolto l’industria di Internet su PC e altri settori offline.”

La dichiarazione evidenzia l’uso di Bitcoin come riserva di valore, una caratteristica dovuta dal suo numero limitato di unità. In aggiunta sono state menzionate anche la sua portabilità e il suo ruolo di copertura contro l’inflazione, causata dalla continua stampa di moneta da parte delle banche centrali.

Il testo sottolinea:

“Alcune di queste caratteristiche rendono Bitcoin migliore rispetto ad altri beni rifugio quali l’oro, pietre preziose e immobili. Essendo una riserva di valore alternativa, è il suo prezzo è principalmente una funziona della domanda futura, guidata dal consenso fra gli investitori e il grande pubblico.”

In Cina, la regolamentazione del settore crypto rimane incerta. Il Paese riconosce gli asset digitali come beni, ma non li considera valute utilizzabili nella vita di tutti i giorni. Il loro scambio con valuta fiat è infatti vietato, ma la loro classificazione come bene digitale permette agli investitori di scambiare criptovalute fra loro.

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