giovedì, Agosto 5, 2021
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Rivoluzione AstraZeneca: cosa cambia in Italia per il vaccino di Oxford

I richiami

Tutto confermato per chi ha già ricevuto la prima dose

Quanti under 60 sono in attesa del richiamo con AstraZeneca?
Ad aver ricevuto quel vaccino, tra chi ha meno di 60 anni, sono stati prevalentemente dipendenti della scuola e dell’università (887mila) e delle forze dell’ordine (222mila). In pochissimi hanno già fatto il richiamo, previsto dopo 12 settimane. Ci sono perciò almeno un milione di cittadini che hanno ricevuto il farmaco di Oxford e devono ancora concludere il ciclo vaccinale.
Con quale vaccino è previsto il richiamo?
I tecnici di ministero e Aifa hanno detto che per la seconda dose si utilizzerà ancora AstraZeneca. Non ci sono prove che dia problemi, è stato detto, anche perché c’è poca casistica. Altri Paesi, a partire dalla Germania, hanno invece già deciso di utilizzare vaccini a Mrna, come Pfizer e Moderna, per il richiamo.
Si potrà rifiutare la seconda dose di AstraZeneca?
Resta la regola dell’impossibilità di scegliere quale vaccino farsi somministrare. Ieri i sindacati della scuola hanno però messo in guardia il governo, sostenendo che molti operatori, per paura, potrebbero non presentarsi all’appuntamento per la seconda inoculazione.

Chi esce

Piano da rifare per 29 milioni di under sessanta

Per quanti under 60 era previsto AstraZeneca?
Teoricamente erano destinato a tutti coloro che hanno tra i 19 e i 59 anni, anche se arriveranno anche altri vaccini per contribuire alla copertura di questa fascia di popolazione. Tolti i circa 3,3 milioni di italiani che sono già stati vaccinati con almeno una dose dello stesso AstraZeneca (o, se lavorano nella sanità, di Pfizer e Moderna), restano circa 28,7 milioni di italiani.
Quale vaccino verrà offerto a queste persone?
Si conta intanto su quello di Janssen, che è atteso per il secondo trimestre 2021. Le dosi nei 90 giorni non saranno però sufficienti per una copertura accettabile, visto che saranno 7,3 milioni. La prima consegna è attesa intorno a metà aprile ma a quanto risulta alle Regioni non sarà molto sostanziosa.
Potrebbero essere usati anche vaccini a Mrna per i più giovani?
Teoricamente sì, ma intanto si lavora per coprire con questi medicinali i soggetti più anziani, cioè gli over 80. A ieri erano circa 3 milioni su 4,6 quelli che avevano ricevuto almeno la prima dose. Pfizer e Moderna sono usati anche per i super fragili, per il personale sanitario e per le Rsa, categorie ancora non del tutto coperte.

Chi entra

Lo riceveranno tutti gli italiani tra 60 e 79 anni

Chi deve ancora ricevere AstraZeneca?
Tutti coloro che hanno tra 60 e 79 anni e non sono lavoratori della sanità oppure ospiti o operatori delle Rsa, visto che a queste categorie spettano i vaccini a Rna messaggero. Escludendo chi è stato già vaccinato, restano ancora da proteggere circa dieci milioni e mezzo di persone in quella fascia di età, quindi servono circa 21 milioni di dosi considerando anche quelle necessarie per i richiami.
Quante dosi del vaccino inglese arriveranno?
Nel secondo e nel terzo trimestre dell’anno ne sono attesi 34 milioni. L’azienda inglese però già varie volte non ha rispettato i tempi e soprattutto le quantità previste per le consegne.
A che punto sono le Regioni con i settantenni?
La fascia di età che fino a qualche settimana fa era rimasta più indietro adesso inizia ad essere coperta. Soprattutto realtà come il Lazio, la Toscana e l’Emilia-Romagna sono partite bene con la vaccinazione. Sono circa 1,2 milioni le dosi già somministrate, una quantità che finalmente ha permesso ai settantenni di superare ventenni e trentenni in fatto di copertura.

Le reazioni

Le trombosi rare osservate soprattutto in donne giovani

Come ha fatto l’Ema a fissare un legame probabile fra AstraZeneca e le trombosi?
Il numero di trombosi in generale non è più alto con AstraZeneca. Quello che è più frequente è un tipo di trombosi particolare, che avviene nelle vene del cervello (meno spesso dell’addome) ed è associato a un calo delle piastrine. Normalmente se ne osserva una ogni milione di persone, fra i vaccinati ne è stata osservata una ogni 100mila, stando al dato della Germania, circa un quarto fatali. Il problema è molto raro, ma l’Ema deve valutarlo.
Quanti casi si sono registrati?
L’Ema ha valutato 86 casi, 18 fatali. In tutto ci sono state 222 segnalazioni su 34 milioni di vaccinazioni. L’Italia ne ha 13, ancora sotto esame.
Ci sono categorie più a rischio?
Il problema è stato osservato soprattutto nelle donne sotto ai 60 anni e con età media di 30 anni. Non si sa perché, né si conoscono fattori di rischio. Sono stati esclusi legami con le predisposizioni genetiche alla coagulazione o con l’uso della pillola.
Perché fare il richiamo con AstraZeneca è ritenuto sicuro?
Non ci sono stati casi con i richiami, almeno in Italia, anche se le seconde sono state per ora solo 600mila. Germania e Francia useranno Pfizer per i richiami.

I sintomi

Ecco i segnali di una possibile reazione avversa

Chi ha già ricevuto AstraZeneca cosa deve fare?
Nulla, i casi di trombosi sono estremamente rari. L’Ema raccomanda per scrupolo di prestare attenzione a eventuali sintomi sospetti, che possono emergere fino a due settimane dopo l’iniezione.
Quali sono?
L’elenco dell’Ema ne comprende vari. Alcuni — gonfiore alle gambe e dolore intenso al petto — sono tipici delle trombosi tradizionali, non di quelle legate al vaccino, che colpiscono cervello o addome. I sintomi di queste ultime sono un dolore molto intenso alla testa o alla pancia, che non scompare con gli analgesici e si manifesta insieme a sintomi neurologici come sopore, disturbi della parola, del movimento o della vista, perdita di sensibilità agli arti. Il calo delle piastrine può manifestarsi con lividi che compaiono senza causa.
Se presa in tempo questa trombosi è curabile?
Riconoscerla in tempo permette prima di tutto di non sbagliare la terapia: con le trombosi normali si usano eparina o altri anticoagulanti, ma l’eparina non è consigliata in questi casi. Le possibili terapie (non efficaci al 100%) sono immunoglobuline e cortisonici.

I dati

Nessun episodio con i vaccini a base di Rna

Perché si parla degli effetti collaterali di AstraZeneca e non di quelli di altri vaccini?
La rara forma di trombosi è stata osservata solo con AstraZeneca, in proporzioni superiori al normale. Moderna, secondo i dati dell’Ema, non ha registrato nessun caso, mentre con Pfizer ne sono avvenuti 0,2 per milione di vaccinati, senza eccessi rispetto alla norma.
Qual è la possibile spiegazione?
AstraZeneca usa il metodo del vittore virale. Pfizer e Moderna quello dell’Rna messaggero. Il metodo del vettore virale consiste nell’inoculare l’adenovirus di un primate, reso inoffensivo, cui è stata aggiunta la sequenza genetica della spike del coronavirus. Non esiste comunque alcuna motivazione nota per cui il metodo possa causare trombosi.
Abbiamo altri vaccini che usano il vettore virale?
Non ancora, ma stiamo per ricevere Johnson&Johnson. Già usato negli Usa, questo vaccino ha fatto registrare 3 casi della speciale forma di trombosi su 5 milioni di iniezioni, secondo i dati dell’Ema. Altri vaccini che usano il metodo sono Sputnik, in valutazione da parte dell’Ema, e ReiThera, nella fase due delle sperimentazioni. Nulla per ora fa prevedere problemi per loro.

Nel mondo

Il Regno Unito lo dà a tutti gli over 30. Gli Stati Uniti vogliono farne a meno

Come si stanno regolando gli altri Paesi europei?
Quasi tutti hanno posto dei limiti d’età al di sotto dei quali AstraZeneca non può essere somministrato, o comunque non è raccomandato. Per la Francia e il Belgio è 55 anni, per Germania, Spagna, Olanda e Portogallo, come per l’Italia, 60; Svezia e Finlandia hanno scelto i 65. In generale, non sono stati osservati casi sopra ai 60 anni, quindi ogni Paese decide di adottare maggiore o minore cautela a seconda della diffusione del Covid e degli effetti sulla sua campagna vaccinale.
Perché la Gran Bretagna ha fissato l’asticella molto più in basso, cioè a 30 anni?
La Gran Bretagna, avendo usato di più questo vaccino, ha la statistica più ampia. Ha osservato che l’età media delle persone colpite è più vicina ai 30 anni che non ai 60. Delle sue 19 vittime, 11 avevano meno di 50 anni e tre meno di 30 anni. Ha allora deciso di fissare un limite di età basso per continuare a marciare speditamente con la campagna vaccinale.
Cosa accade nel resto del mondo?
Molti Paesi anche al di fuori dell’Unione europea hanno fissato limiti d’età: il Canada a 60 anni, l’Australia a 50. Gli Stati Uniti, che hanno già somministrato almeno una dose di vaccino a 110 milioni di persone, un terzo della popolazione, non hanno ancora approvato AstraZeneca; in questi giorni hanno fatto capire per bocca dell’immunologo Anthony Fauci che potrebbero fare a meno del tutto di questo vaccino.

 

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