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Rete unica, Gubitosi (Tim): Open Fiber non ha rispettato i suoi impegni. Bassanini: “No al ritorno del monopolio”

ROMA – Chiamate forse un giorno a collaborare per la costruzione della rete in fibra ottica del Paese, per il momento Open Fiber e Tim continuano a darsele di santa ragione. L’ad della Tim Luigi Gubitosi accusa Open Fiber di non aver realizzato del tutto la copertura delle zone con pochi abitanti (le aree bianche). Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, teme inveve che Tim possa ritrovare una posizione di dominanza – addirittura di monopolio – stavolta nelle connessioni Internet veloci.

Al convegno che Fratelli d’Italia organizza sul tema, batte un colpo anche Vittorio Colao (ministro dell’Innovazione tecnologica): spetta noi garantire la concorrenza nel settore – dice – e lo faremo.

Gubitosi, dunque, contesta a Open Fiber di aver portato la fibra, in modo lacunoso e timido, nelle aree bianche malgrado si fosse impegnato a raggiungerle dopo aver vinto le gare pubbliche. Dice Gubitosi: “Un piano del governo per le aree bianche c’era, ma non è stato rispettato ed è inaccettabile che ci siano zone senza copertura. Molte risentono della mancata attuazione dei bandi”.

Gubitosi accusa Open Fiber di scarsa trasparenza sui suoi effettivi risultati: “Non riusciamo a ritrovarci – insiste – sui numeri che questa società fornisce”.

A differenza di Vodafone, Wind Tre e Fastweb – insiste Gubitosi – Tim è l’unico soggetto italiano in campo ed è anche il più avanti negli investimenti per la fibra. Un cavo in fibra che spesso raggiunge direttamente le case e gli uffici dei clienti “senza fermarsi 40 metri prima” (altra stoccata, questa, a Open Fiber).

Rete Internet, il fondo KKR e Fastweb in FiberCop. Società operativa. Il Garante impone due paletti

di

Aldo Fontanarosa

01 Aprile 2021

Gubitosi nega anche che Tim lavori per riprendersi la vecchia posizione di monopolio e difende il progetto FiberCop. Questa nuova società della fibra – che vede insieme Tim, Fastweb e il fondo d’investimento KKR – ha adottato un modello di “coinvestimento”.

In altre parole apre il suo capitale ad altre imprese che volessero condividere i rischi e i vantaggi di questa avventura. Le imprese che non volessero investire potranno – dice Gubitosi senza discriminazioni – alla fibra che FiberCop installerà.

Un modello simile – che chiama dentro altre aziende – non “crea certo un nuovo monopolio”.

Ma il rischio di monopolio esiste per davvero. E il progetto di rete unica – cui lavora il governo – potrebbe riproporre condizioni di dominanza in capo a Tim. Ne è convinto Bassanini, che avverte: “Una rete unica potrebbe essere utile al Paese”.

Il ruolo troppo forte di Tim, però, potrebbe rappresentare un “ritorno al monopolio verticalmente integrato” che andrebbe incontro inevitabilemente al no delle autorità garanti delle concorrenza, nazionali ed europee.

Bassanini teme anche che Tim non sarebbe così convinta e deterninata nella posa della rete in fibra ottica perché il suo principala asset aziendale è la vecchia rete in rame.

Gubitosi nega che la sua società sia affezionata alla rete in rame e che voglia conservarla. Certo, l’importante debito di Tim è garantito anche dalla rete in rame. Ma questo sarebbe un falso problema. La nuova strategia industriale di Tim – giura Gubitosi – farà sì “che il debito non sia più un problema tra soli tre anni”.

Fdi, al convegno di Giorgia sulle Tlc sfilata di ministri

di

Emanuele Lauria

08 Aprile 2021

Ecco allora il ministro Colao: “Dobbiamo mantenere la concorrenza, garantire che non si creino posizioni dominanti e che i cittadini possano continuare a scegliere”.

“Sappiamo che non siamo dove dovremo essere. Con il ministro Giorgietti abbiamo cominciato il lavoro per il piano Italia 1 Giga, il piano che vuole portare la banda ultralarga in tutte le case, le scuole, le strutture sanitarie, le isole e i territori interni, ovunque insomma”. Il piano sarà pronto entro l’estate.

Pa, Colao al Consiglio dei ministri: “Piena cittadinanza digitale nel 2026”

25 Marzo 2021

“È un piano che vuole arrivare al 2026 in buona forma. Seguiremo tre principi- aggiunge Colao – Celerità: accelerare processi che normalmente hanno preso molto tempo; Neutralità tecnologica: non sposare una tecnologia ma garantire qualunque tecnologia (sta arrivando un 5G molto potente, possiamo usarlo e possiamo usare la fibra); mantenere la concorrenza”.

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