sabato, Luglio 24, 2021
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il film animato, di una bellezza struggente, realizzato in ospedale da 15 adolescenti

Non è facile, ma proviamoci. Proviamo a immaginare come si può sentire, oggi, un ragazzo tra i 13 e i 16 anni che, per i più svariati motivi (ansia, depressione, disturbi alimentari), è ricoverato in ospedale.
Se pensate che parliamo di casi isolati, vi sbagliate. Un dato nazionale per ora non esiste – siamo in piena emergenza – ma basta fare un veloce lavoro di ricerca, attraverso le principali aziende ospedaliere regionali e incrociare gli articoli di cronaca della stampa locale per avere un’idea del fenomeno.

Da Milano a Pavia, da Udine a Roma, passando per Napoli e Bari, i ricoveri nei reparti di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza sono, ovunque, raddoppiati.

La combinazione pandemia + lockdown + Dad (a proposito, la Comunità di Sant’Egidio ha rilevato in Italia un tasso di dispersione scolastica del 13%, significa che ogni anno 50mila alunni mollano la scuola…) è la ‘tempesta perfetta’.
Sofferenti, spesso inascoltati, sempre ai margini del dibattito politico, talvolta persino irrisi (come Anita, la ragazzina di Torino che protestava per poter tornare a scuola), molti ragazzi sono stati risucchiati in “buchi neri” dell’anima da cui non è semplice uscire.

Talvolta, sono costretti al ricovero in ospedale. Che, in epoca Covid, significa visite azzerate e personale in reparto risicato perché in prima linea su altro. Pochi contatti, poca speranza. Che buio può avvertire un adolescente in questa situazione? In che stato possono essere i suoi genitori?
Ci vuole allora tutta l’energia e la creatività possibile per provare a riaccendere la luce. A Brescia, nel reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale dei Bambini, ci sono riusciti, grazie a ‘Cartoni animati in corsia’, un progetto ormai quasi decennale dell’Associazione Avisco che non si è scoraggiata davanti alle complesse procedure di distanziamento e ha offerto a ragazzi in difficoltà un orizzonte visivo e poetico “oltre” la corsia.

Il risultato è ‘Rime della luce’, un breve film di animazione realizzato tra gennaio e febbraio dai giovani pazienti del reparto, 15 ragazzi tra i 13 e i 16 anni, che hanno tradotto in disegni in movimento le proprie emozioni, lavorando con una penna grafica su un tablet, lascandosi ispirare ad alcuni versi del poeta friuliano Pierluigi Cappello (li ha pubblicati Rizzoli qualche anno fa, con il titolo Ogni goccia balla il tango. Rime per Chiara e per altri pulcini).

Di una bellezza struggente, è nato in maniera spontanea. «Sul finire del 2020 – racconta Irene Tedeschi, operatrice dell’associazione Avisco che ha condotto il laboratorio – i temi della leggerezza e della luce hanno iniziato a emergere sempre più spesso: stelle, fiori, fiammelle e farfalle facevano capolino nelle sperimentazioni libere dei ragazzi. Ho sfogliato il libro di Cappello, insieme a molti altri, cercando un testo che potesse contenere e rinforzare queste immagini e “Rime della luce” è stato un incontro… illuminante! L’ho proposta al gruppo, l’abbiamo letta insieme e dopo qualche secondo di silenzio, Paola ha sussurrato: “Io ho visto qualcosa”. Abbiamo chiuso gli occhi e ognuno ha raccontato al gruppo le immagini nate durante la lettura. Il film è nato così, si è acceso dentro il buio e il silenzio di ciascuno di noi. Una volta aperti gli occhi, dopo un breve momento di progettazione, siamo passati al disegno in fase, cioè alla realizzazione (in digitale) di tanti disegni leggermente diversi tra loro che riprodotti in sequenza creano l’effetto di movimento».
Dice Marvisa, una delle giovani autrici: «All’inizio mi sembrava una cosa impossibile, ma strada facendo, ho capito che era fattibile. È stato un lavoro di gruppo, ognuno di noi ha animato un verso. Io ho provveduto all’ultimo. Non era un verso facile! (“…luce vola più in là dei pensieri/ se parte ora/ poi torna ieri”, ndr) . Abbiamo immaginato un buco nero da cui escono tanti uccellini colorati che fanno un giro e tornano indietro».

Rime della luce sarà presentato in anteprima nazionale all’interno della sezione Kino Club della 39a edizione di Bergamo Film Meeting, un programma gratuito dedicato alle scuole e dal 26 aprile al 30 aprile sarà disponibile online sulla piattaforma della Cineteca di Milano.

Se avete ora un minuto di tempo, prendetevi questa #pausabellezza:

 

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