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Draghi: “In arrivo un altro decreto Sostegni sopra i 30 miliardi”

ROMA – Il prossimo scostamento di bilancio “sarà superiore al precedente”. Il premier Mario Draghi annuncia un secondo decreto Sostegni, dopo il primo da 32 miliardi appena varato e ora in discussione al Senato. Ma non sarà solo un provvedimento di ristori e sussidi, “conterrà anche misure economiche per la ripartenza”. Draghi ne illustra l’iter: “Il ministro dell’Economia Franco presenterà prima il Def – il Documento di economia e finanza – dove viene definito lo scostamento, il Parlamento dovrà votare e poi presenteremo il decreto”.

Licenziamenti

Alla richiesta dei sindacati di prorogare per tutte le imprese – non solo le piccole – il blocco dei licenziamenti al 31 ottobre, il premier risponde in modo netto: “La posizione del governo non cambia: sblocco a giugno per le imprese dotate di ammortizzatori sociali e a ottobre per le altre”.

Alitalia

Il premier interviene anche su Alitalia: “Siamo in piena trattativa con la Commissione europea su Alitalia”. E sull’ok all’ingresso pubblico del governo francese e olandese in AirFrance concesso dall’Ue: “Non possiamo accettare asimmetrie ingiusticate. Se ci sono ragioni per maltrattare Alitalia le vedremo, ma non accetteremo discriminazioni arbitrarie. Ora il punto centrale è creare una società che si chiamerà Ita e che avrà una discontinuità con il passato”. Il premier poi si concede un rammarico e una battuta: “Mi spiace che non si chiamerà più Alitalia, ho quasi sempre viaggiato in Alitalia e la considero come una di famiglia. Un po’ costosa, ma una di famiglia. Ora serve partire immediatamente con una società nuova e forte per la stagione estiva che si regga sulle sue ali, senza sussidi. Speriamo in un esito positivo con la Commissione”.

Recovery Plan

“Il Pnrr – il Piano nazionale di ripresa e resilienza – sarà consegnato come previsto a Bruxelles entro il 30 aprile”, assicura il premier. “Ci sarà una struttura centrale che coordina, ma gli enti attuatori – come Regioni e Comuni – saranno i responsabili dei progetti”. Il Pnrr dovrà “colmare il gap di genere, di digitalizzazione e di istruzione nel Paese”. Draghi dà per scontato il reclutamento di personale: “È fuori discussione che il Pnrr chieda assunzioni di nuove competenze e formazione e aggiornamento di competenze attuali”.

 

L’incontro con le Regioni sul Recovery

A pochi giorni dalla scadenza (fine mese) del tempo per consegnare il Pnrr all’Europa, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha fatto il punto sul Recovery plan italiano agli enti locali spiegando innanzitutto quale sarà la governance per gestire gli oltre 200 miliardi del programma.

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La supervisione politica del Recovery plan è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti, ha spiegato Draghi illustrando un modello organizzativo a due livelli. La struttura di coordinamento centrale supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione europea, a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti. Accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono una struttura di valutazione e una struttura di controllo. Le amministrazioni sono invece responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme. Inviano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale, per garantire le successive richieste di pagamento alla Commissione europea. Il governo intende inoltre costituire delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure.

Secondo quanto referito, all’incontro con gli enti locali il premier avrebbe sferzato: “Noi italiani abbiamo perso credibilità per la capacità di investire, dobbiamo riconquistarla. Dobbiamo cambiare tutto”. Durante la Conferenza unificata Stato-Regioni, che si aggiorna il 14 aprile, l’ex presidente Bce ha chiarito le priorità: “Il governo ha come priorità aiutare le fasce più povere della popolazione, spesso le più esposte alla crisi del Covid. Quindi nel piano è presente anche un importante intervento di rigenerazione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale. Queste misure, insieme al rafforzamento del ruolo dei servizi sociali nazionali e al recupero delle infrastrutture sportive, sono mirate a intervenire sui fenomeni di emarginazione e degrado sociale e ridurre i divari tra le varie aree del Paese”.

Alcuni capitoli sono stati approfonditi: “Nell’ambito della missione “Istruzione e ricerca” potenziamo l’offerta di asili nido e scuole materne, che sono fondamentali per raggiungere una vera parità di genere”, ha spiegato Draghi. “Per quanto riguarda la digitalizzazione, puntiamo a una diffusione capillare della fibra ottica su tutto il territorio e in particolare nel Mezzogiorno”. Con uno sguardo al turismo: “Sosteniamo i settori culturali e creativi del Paese, duramente colpiti dalla pandemia. Ad esempio, vogliamo rendere le imprese del settore turistico più competitive, e permettere loro di digitalizzare i propri servizi”.

Parlando di una “occasione unica” e di una sfida che si vince “insieme”, ha rimarcato che “un’opportunità che dobbiamo cogliere” è in particolare quella della transizione ecologica e digitale. “Dobbiamo essere consapevoli – ha sottolineato – della portata storica di questo piano, è un’occasione unica” per migliorare le scuole e modernizzare la burocrazia. “E’ importantissimo spendere e spender bene”. “Nell’ambito della transizione ecologica – ha aggiunto – investiamo nella tutela del territorio e delle risorse idriche. In particolare, intendiamo prevenire e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e accelerare, in maniera decisa, la ricostruzione nelle aree che hanno subito gravi eventi sismici negli ultimi decenni”.

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