domenica, Aprile 11, 2021
Disponibile su Google Play
HomeScienzaCovid: perché la variante inglese è più infettiva

Covid: perché la variante inglese è più infettiva

Lo abbiamo imparato a nostre spese: la variante B.1.1.7 di coronavirus (meglio conosciuta come “variante inglese”, dal nome del Paese che l’ha individuata per primo) si trasmette più facilmente rispetto alle precedenti. Ma questa facilità di contagio non si deve a una maggiore capacità del virus di sopravvivere nell’aria: fortunatamente, la variante inglese di SARS-CoV-2 ha una resistenza al chiuso e all’aperto paragonabile a quella del primo ceppo isolato a Wuhan.

Il tempo è nostro alleato. Un gruppo di scienziati del National Biodefense Analysis and Countermeasures Center (USA) ha testato la capacità di sopravvivenza delle varianti di SARS-CoV-2 in aerosol artificiali creati in laboratorio, che imitano quelli emessi dalle vie respiratorie profonde dell’uomo. In questo modo è stato possibile studiare la resistenza del virus in condizioni controllate di temperatura, luce e umidità.

Proprio come il ceppo originario di Wuhan, il coronavirus nella variante inglese ha perso il 90% della propria infettività dopo 6,2 ore in un ambiente buio. In condizioni che simulavano una giornata di sole, invece, il 90% della carica infettiva è stata dissipata in 11 minuti per entrambe le varianti. Un’ottima notizia: significa che dopo alcuni minuti al sole e all’aria aperta il virus viene quasi completamente depotenziato.

Performance simili. La tendenza è stata confermata dall’analisi di altre due varianti, una recante una mutazione collegata a una maggiore trasmissibilità presente anche nella variante inglese, e un’altra avente una mutazione legata a una maggiore capacità di infettare le cellule umane. Entrambe queste versioni del virus hanno una resistenza all’aria paragonabile alla B.1.1.7 e al virus di Wuhan, anche se perdono gran parte dell’infettività dopo 7-8 minuti di esposizione solare – una piccola ma significativa differenza con le precedenti.

Varianti di successo. A cosa si deve allora, la diffusione a macchia d’olio della variante inglese e delle altre forme più facilmente trasmissibili di coronavirus? Non a una maggiore permanenza del virus nell’aria ma a due possibili altre ragioni: o a una maggiore quantità virale nelle vie aeree, che fa sì che i contagiati diffondano maggiori concentrazioni di virus, oppure a una migliore capacità di infettare le cellule, che fa sì che bastino meno particelle virali (cioè una minore dose virale) per stabilire un’infezione nell’organismo contagiato. Distanziamento e mascherine dovrebbero proteggerci efficacemente in attesa della vaccinazione.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews