mercoledì, Agosto 4, 2021
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Vaccini, flop nel weekend di Pasqua. Astrazeneca non decolla

Poche vaccinazioni rispetto ai programmi, meno rispetto al fine settimana precedente. Nel weekend di Pasqua la campagna vaccinale ha subito un arresto che non era previsto. Sabato le somministrazioni sono state 211.650 (erano 235.256 il sabato precedente), domenica meno di 100mila. E ieri, lunedì di Pasquetta circa 150. Nei tre giorni di festa, da sabato a lunedì, in totale, (anche se i dati sono ancora parziali) sono state somministrate circa 500 mila dosi.

Una delle ragioni di questo calo, sembra essere la sfiducia verso il vaccino Astrazeneca. Secondo gli ultimi dati a disposizione, a ieri erano state somministrate il 96% delle dosi di Pfizer, ma solo il 54% di Astrazeneca. Ma il ministero della Salute ribadisce che «il 18 marzo l’Ema, ha analizzato approfonditamente tutti i dati con il supporto di esperti di malattie tromboemboliche. E solo a quel punto ha confermato che il vaccino Covid-19 AstraZeneca, al pari degli altri autorizzati da Ema, è un vaccino sicuro ed efficace. E non è associato ad aumento del rischio complessivo di malattia tromboembolica nella popolazione generale».

L’altra ragione, come spiegano le Regioni, è la mancanza delle dosi. Anche se il Governo assicura che i vaccini verranno forniti (8 milioni arriveranno ad aprile) e che, negli hub regionali, ci sono tra i 2,3 e i 2,9 milioni di vaccini ancora nei frigoriferi. Secondo fonti del Governo, i piani di alcune regioni sono ancora poco chiari e lenti: gli ultra 80enni non vengono vaccinati a domicilio e non sono ancora cominciate le vaccinazioni per gli ultra 70enni.

Gli obiettivi previsti, così, sono ancora lontani. Al 3 aprile avrebbero dovuto essere stati somministrati 13milioni e 600mila di dosi, mentre al 5 di aprile il totale è di 11 milioni e 215 mila: circa due milioni e mezzo in meno. Il piano prevedeva tra le 300 mila e le 500 mila dosi al giorno. Finora, però, le 300 mila dosi non sono ancora state raggiunte, e i ritardi si accumulano. Come ha spiegato a Repubblica il professor Davide Tosi, docente alla Bocconi, «andando avanti con questi ritmi una percentuale sufficiente di vaccinati si avrà soltanto all’inizio del prossimo anno. Non a settembre».

Secondo il piano del ministro Speranza, il 31 marzo gli immunizzati avrebbero dovuto essere 6 milioni e 416 mila. Invece sono solo quasi 3 milioni e mezzo, il 6,8% degli over 16.

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