giovedì, Agosto 5, 2021
Disponibile su Google Play
HomeNotizieUn nuovo colpo nella guerra navale segreta tra Iran e Israele: raid...

Un nuovo colpo nella guerra navale segreta tra Iran e Israele: raid contro il mercantile dei pasdaran

Occhio per occhio. La guerra navale segreta tra Iran e Israele segna un nuovo colpo. Meno di due settimane fa un mercantile appartenente a una compagnia di Haifa era stato centrato da un missile a largo della Tanzania. Adesso è arrivata la risposta: una serie di esplosioni ha danneggiato la Saviz, un cargo considerato la base galleggiante dei Guardiani della Rivoluzione per le operazioni nel Mar Rosso.

Stando alle fonti iraniane, la Savit è stata attaccata con mine magnetiche: ordigni piazzati sulle fiancate da incursori subacquei. E’ quello che viene chiamato “the italian job”, una tecnica che i commandos israeliani dello Shayetet 13 hanno appreso dalle lezioni di Fiorenzo Caprotti, l’ufficiale della Regia Marina reduce dai raid contro la flotta britannica a Malta nel 1941. Anche in questo caso, le bombe con innesco a tempo sono state posizionate in modo da non affondare l’obiettivo: la Savit è riuscita a proseguire la navigazione.

Dal 2017 il mercantile iraniano incrocia nel Mar Rosso, dove secondo l’intelligence occidentale raccoglie le informazioni chiave per gli assalti marini delle milizie sciite yemenite degli Houthi, impegnate in un conflitto sempre più tecnologico. I sauditi sostengono che sia stata la Savit a fornire le coordinate per gli attacchi missilistici condotti dagli Houthi. In almeno un’occasione sul suo ponte sono stati fotografati barchini esplosivi, identici a quelli impiegati dalla formazione yemenita contro una fregata saudita. 

Nonostante le denunce, la nave era rimasta indisturbata in acque internazionali: secondo Al Arabya, l’incursione che l’ha danneggiata sarebbe scattata davanti alle coste dell’Eritrea. Gli Stati Uniti hanno smentito di essere responsabili dell’azione mentre la Difesa israeliana non ha voluto rilasciare commenti.

La guerra segreta dei mari tra Iran e Israele

di

Gianluca Di Feo

25 Marzo 2021

L’operazione contro la Savit è avvenuta mentre a Vienna c’è stato il primo incontro tra la delegazione statunitense e quella iraniana per discutere la ripresa delle trattative sull’accordo nucleare, sospeso dall’amministrazione Trump. E poco prima del vertice viennese, il primo ministro Benjamin Netanyahu, ribadendo la pericolosità dell’intesa con Teheran, aveva dichiarato: “In parallelo dobbiamo continuare a difenderci dall’ingerenza dei servizi segreti iraniani nella nostra regione. Questa non è una minaccia teorica e non lo dico in modo retorico. Dobbiamo agire contro il regime fanatico dell’Iran, che ci vuole spazzare via dalla faccia della Terra”. 

Lo scontro nell’ombra tra le due flotte va avanti ormai da due anni. Un mese fa le inchieste giornalistiche del Washington Post e di Hareetz hanno rivelato che l’intelligence israeliana ha avviato una campagna di azioni coperte contro le petroliere iraniane che esportano greggio in violazione dell’embargo: un traffico che permette al regime siriano di sopravvivere e che fornisce i finanziamenti per le attività dei Guardiani della Rivoluzione di Teheran. Le petroliere sarebbero state colpite nel Mediterraneo e nel Mar Rosso, utilizzando quasi sempre mine magnetiche – limpet ossia molluschi in inglese – che causano danni o incendi senza distruggere i bersagli. 

Missile iraniano colpisce nave israeliana nel Mar Arabico

25 Marzo 2021

La rappresaglia iraniana è arrivata con un ordigno simile nella notte tra il 24 e il 25 febbraio scorso, quando la Mv Helios Ray è stata squarciata da un’esplosione a largo dell’Oman. Il mercantile, di proprietà di un imprenditore di Tel Aviv, è stato costretto a raggiungere il porto più vicino per riparazioni. In quell’occasione Netanyahu ha accusato l’Iran, che a sua volta ha negato qualsiasi responsabilità. Poi è stata la volta della Lori, equipaggio scandinavo e intestata a una società di Haifa, salpata da Dar Es Salam con destinazione Mundra. In quest’occasione, sarebbe stato usato un missile forse lanciato da una piccola vedetta iraniana. E non escluso che la Savit abbia fatto da nave madre per quell’attacco, condotto troppo lontano da qualsiasi porto degli Houthi o di altre formazioni filoiraniane.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews