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Borse di oggi, 5 aprile 2021. Wall Street da record con la ripresa degli Usa. Yellen: “Serve una tassa minima globale alle multinazionali”

MILANO – I listini globali, in assenza di riferimenti in Europa, si muovono al rialzo dopo i dati di venerdì scorso del lavoro americano, migliori delle aspettative. Wall Street segna nuovi record dopo i guadagni che si sono registrati in Asia: a spingere i listini americani ci sono anche i dati dell’Ism dei servizi, indicatore anticipatore dell’attività del terziario, che è salito a 60,4 punti a marzo risultando sopra le stime del consensus e confermando l’ottimo stato di salute del comparto. Il Dow Jones sale di un punto percentuale, il Nasdaq cresce dell’1,2 per cento.

Anche sul mercato obbligazionario si è arrestato il flusso di vendite che si era registrato nelle ultime sedute e il rendimento dei Treasury si è assestato, comunque ai massimi da oltre un anno, poco sopra l’1,7%. Il piano Biden da oltre 2.000 miliardi di dollari per lo sviluppo delle infrastrutture Usa e i dati macro avevano messo le ali in particolare allo S&P 500, che ha terminato per la prima volta le contrattazioni sopra i 4.000 punti.

Questa mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, con l’indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,79% a 30.089 punti.

Dagli Stati Uniti si registrano le parole del segretario al Tesoro americano, Janet Yellen, che apre a una tassa minima mondiale sulle società per evitare che si trasferiscano per motivi fiscali: “Stiamo lavorando con i paesi del G20 per un accordo su una tassa minima globale che possa fermare la corsa al ribasso”, afferma Yellen secondo le anticipazioni del discorso che terrà più avanti nel corso della giornata al Chicago Council on Global Affairs. Secondo Yellen la creazione di un’imposta minima globale aiuterà a portare stabilità e favorirà la concorrenza.

Scivolano i prezzi del petrolio azzerando così i forti guadagni registrati nella sessione precedente, pagando il disegno dell’OPEC+ di allentare gradualmente i tagli alla produzione tra maggio e luglio, anche sotto la spinta dell’amministrazione di Washington che spinge per mantenere condizioni favorevoli per i consumatori e l’industria. I futures sul greggio Brent con consegna a giugno sono scesi di 96 centesimi, o 1,5%, e si posizionano a 63,90 dollari al barile, mentre il greggio West Texas Intermediate degli Stati Uniti con consegna a maggio passa di mano a 60,56 dollari al barile, in calo di 89 centesimi, ossia dell’1,5%.

Sul fronte valutario, come registra Bloomberg la sterlina si sta apprezzando ai massimi da due settimane contro il dollaro con la spinta del premier Boris Johnson per le riaperture dell’economia a seguito della buona campagna vaccinale.

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