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gli appelli degli artisti, da Fedez a Mahmood

Non solo Fedez, non solo Elodie. Sono sempre di più le voci degli artisti che si schierano a favore dell’approvazione del disegno di legge Zan, la legge contro l’omotransfobia.

Uno degli interventi più recenti è stato quello di Mahmood. Il vincitore di Sanremo 2019 ha detto che è di fondamentale importanza approvare la legge Zan: «Ho sempre pensato che episodi di discriminazione basati sul sesso, sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale debbano essere condannati».

Elodie era stata la prima a rompere il silenzio attaccando soprattutto i senatori leghisti pronti a fermare la legge.

«Siete indegni», ha scritto la cantante, «questa gente non dovrebbe essere in parlamento. Questa gente è omotransfobica».

Lo stesso sentimento è di Fedez: «Vorrei entrare nel merito delle priorità del senatore e del Ddl Zan. Cos’è? È un disegno di legge che attua nuove misure di prevenzione e contrasto alla discriminazione e alla violenza per motivi fondati sul sesso, l’orientamento sessuale, l’identità di genere e la disabilità. In sostanza dà più diritti ha chi non ne ha». Il cantante cita il senatore Pillon che dice che la legge non va bene perché darebbe il via libera agli uteri in affitto, «Che è un bel titolo, il tema è che nel Ddl Zan non si parla di uteri in affitto».

Fedez ha attaccato la Lega sulla campagna vaccinale in Lombardia e su tutta la gestione della pandemia e ha criticato Pillon citando anche il figlio: «Le dico una cosa da padre: mio figlio gioca con le bambole e la cosa non desta alcun tipo di turbamento in me. E non desterebbe turbamento neanche se un giorno dovesse avvertire l’esigenza di truccarsi, mettersi il rossetto o una gonna, perché ha il diritto di esprimersi come meglio crede. La cosa che mi destabilizzerebbe è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese».

Qui sopra la diretta fatta da Fedez con Alessandro Zan il relatore della proposta di legge già passata alla Camera e ancora in attesa del via libera del Senato.

@SimoPillon non è mai tardi per iniziare un percorso di terapia che la aiuti a comprendere l’importanza dell’altro, il diritto dell’altro a essere chi vuole(liberamente) e il dovere di uno stato a tutelarne la libertà. #omotransfobia

— Levante (@levantecanta) March 31, 2021

«Ognuno ha il diritto di essere chi vuole» ha scritto Levante. Anche lei si rivolge a Pilon. «Non è mai tardi per iniziare un percorso di terapia che la aiuti a comprendere l’importanza dell’altro, il diritto dell’altro a essere chi vuole (liberamente) e il dovere di uno stato a tutelarne la libertà».

In un Paese normale Pillon farebbe un altro mestiere

— Paola Turci (@paolaturci) April 1, 2021

«In un Paese normale Pillon farebbe un altro mestiere» ha twittato Paola Turci.

Michele Bravi ha detto la sua opinione intervistato dal Fatto Quotidiano. «Dover affermare la necessità di una legge che difenda da atti discriminatori e violenti è dire un’ovvietà. Eppure, si continua ad affrontare l’omotransfobia come un atto archiviato e risolto. E questo è pericoloso e imprudente. Quando si parla di diritti umani non c’è un “più importante” o un “meno importante”, esiste solo la speranza di chi affida nelle mani dello Stato la necessità di riconoscere una protezione alla propria libertà e quindi dar modo ad un disegno di legge di attuarsi concretamente senza interruzioni ingiustificate».

Lo Stato Sociale si aggiunge agli altri. Intervistato da Repubblica, Alberto Guidetti, a nome di tutti, ha detto che è «desolante non solo che una legge contro l’omotransfobia ancora non esista, ma anche che se ne stia bloccando l’approvazione». Spiega anche che il Ddl Zan non è liberticida. «Chiunque può avere la propria opinione: la legge vuol combattere solo chi la sua opinione la vuol far prevalere con la violenza. E purtroppo queste persone non sono poche. Se fossimo in un Paese civile non ci sarebbe bisogno di una legge così. Invece serve, e con urgenza».

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