giovedì, Luglio 29, 2021
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E l’Università di Foggia chiude in un recinto quattro docenti ribelli

ROMA – Fuori dal recinto protetto. Quattro docenti dell’Università di Foggia, rei di aver contestato un concorso dell’ateneo, Dipartimento di Agraria, di aver portato a giudizio due colleghi che avevano partecipato a bandi in regime di incompatibilità, colpevoli soprattutto di aver portato in procura la gestione delle risorse universitarie da parte dei suoi vertici, sono stati espulsi dal Dipartimento di cui fanno parte. Meglio, il Senato accademico ha soppresso il Dipartimento originario – Safe, Scienze agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente -, ne ha organizzato uno nuovo, che si chiama Dafne (e alle Scienze agrarie, agli Alimenti e alle Risorse naturali aggunge Ingegneria), vi ha trasferito 56 docenti di Agraria e ne ha lasciato fuori quattro. I belligeranti, appunto. Due professori ordinari, Matteo Alessandro Del Nobile e Diego Centonze, e due ricercatrici che con loro collaborano, Amalia Conte e Carmen Palermo. 

Il Senato accademico, con una pronuncia che è del 10 febbraio scorso, ha voluto “tutelare la salute dei restanti docenti”, visti i rapporti conflittuali, e si presume deteriorati, con i quattro ora ghettizzati.

Nel verbale di seduta, il rettore dell’Università di Foggia, Pierpaolo Limone, mette per iscritto: “L’elemento legato all’evidenziato stress lavorativo appare dirimente con riferimento all’obbligo imposto a carico del datore in materia di tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro”. Al rettore la struttura, ricorda il verbale, ha messo in evidenza “il difficile clima che si era creato nel Safe, soprattutto in conseguenza delle azioni legali promosse in sede amministrativa e penale dai professori Centonze, Del Nobile e Conte nei confronti di molti docenti del dipartimento oltre che delle reiterate richieste di accesso agli atti, che ha determinato negli anni profondo disagio e stress lavorativo vissuto in un contesto caratterizzato da livelli non fisiologici di elevata conflittualità”. Ancora: “Le predette azioni legali, in massima parte non ancora concluse, introdurrebbero anche negli organi del Dipartimento Dafne situazioni di conflitto di interesse che intralcerebbero pesantemente la regolare attività degli stessi con immaginabili ricadute sull’efficiente svolgimento delle attività amministrative, formative e di ricerca”.

Ecco, “la costituzione della nuova facoltà avrebbe consentito ai docenti afferenti”, i 56 salvati, “di lavorare nelle condizioni di benessere psicofisico e di sereno clima organizzativo”. Per questo il 10 febbraio è stata respinta la richiesta dei quattro studiosi agitatori di rientrare nel Dipartimento che loro compete. Dovranno, invece, continuare a sostenere lezioni ed erogare sapere nel vecchio Safe in via di estinzione e sono comunque liberi di fare richiesta per entrare in qualsisia altra facoltà, non in quella che attiene alle loro discipline. Non si era mai vista, nel sistema universitario italiano, una decisione di questo genere.

Va detto che la scelta dell’Università di Foggia è in realtà difficilmente spiegabile con l’urgenza del buon svolgimento di didattica e ricerca, visto che il professor Del Nobile è un’autorità nel campo. Docente ordinario del corso di Scienze e tecnologie alimentari, è autore o co-autore di oltre duecento lavori sulla scienza degli alimenti, ha depositato brevetti e nella classifica stilata dal professor John P.A. Ioannidis su Plos Biology Matteo Alessandro Del Nobile risulta il 27° studioso al mondo per pubblicazioni e loro diffusione nella sua disciplina. Quando la classifica diventò pubblica, il rettore Limone disse entusiasta: “E’ un risultato che ci onora come Università di Foggia”. Ora, su spinta degli accademici chiamati a rispondere dei loro bandi, e dei vertici chiamati a rispondere della gestione dei fondi, il Magnifico ha chiuso il luminare e i suoi collaboratori in un dipartimento fantasma.  

Sono quattro le denunce penali fin qui avanzate dal gruppo messo in disparte, nel recente passato allontanato anche dal Dottorato di ricerca in Medicina traslazionale e alimenti.

Giambattista Scirè, amministratore dell’Associazione Trasparenza e merito, sulla vicenda scrive: “L’università italiana non prende provvedimenti, sulla base del codice etico di comportamento, contro quei docenti che commettono abusi, ma lo fa nei confronti di chi denuncia gli illeciti per conto della collettività”.

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