sabato, Luglio 24, 2021
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Rigamonti (bresaola) raddoppia la produzione e punta sulle carni italiane

Un piano industriale che fa leva sul raddoppio dei volumi di vendita grazie alla realizzazione di un nuovo stabilimento in Valtellina, una politica di diversificazione che riserva più spazio alle materie prime made in Italy a cui si aggiunge la decisione di puntare sull’offerta di affettati, segmento di prodotti che segna trend di crescita a due cifre. Per finire il Gruppo Rigamonti, leader mondiale nella produzione di bresaola, punta a tornare a crescere sui mercati esteri con l’obiettivo di un incremento delle vendite del 20% annuo per i prossimi cinque anni.

Questi gli annunci che ha fatto Claudio Palladi, amministratore delegato del Gruppo Rigamonti che punta all’aumento della produzione con un investimenti di 35 milioni nei prossimi tre anni. Fondi che serviranno a rinnovare lo stabilimento di Mazzo mentre verrà costruito un nuovo sito a Montagna di Valtellina che rimpiazzerà quello di Poggiridenti. Il nuovo stabilimento sarà green in linea con le best practice di sostenibilità ambientale ed energetica.

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«Questi investimenti sono l’espressione della fiducia che la casa madre, il gruppo brasiliano Jbs, ripone nel nostro progetto – dice Claudio Palladi, amministratore delegato del Gruppo Rigamenti – ed esprimono la volontà inequivocabile di continuare a fare della Valtellina il nostro headquarter. Rappresentano inoltre un volano per l’economia di questa valle, portando ricadute positive sul territorio, anche in termini di indotto».

Per quanto riguarda l’offerta nell’ultimo anno è emersa la preferenza dei consumatori per i prodotti in vaschetta con un +15% a volume nel 2020. Analizzando i vari segmenti di prodotto spicca il +40% del carpaccio di bresaola, +15% di bresaola di black angus, il +20% di bresaola 100% italiana per finire con il +10% della bresaola della Valtellina Igp. Il Gruppo rafforza le filiere e la filiera dei salumi biologici, che nel marchio Brianza salumi ha registrato un incremento del 20%.

In questo scenario un ruolo chiave lo giocherà proprio lo stabilimento di Brianza Salumi, che supporta la politica di diversificazione della società. «Punteremo sempre di più sui salumi italiani dalla filiera tracciata e garantita e sul biologico – anticipa Palladi – che quest’anno è cresciuto del 20%. L’obiettivo è arrivare a raddoppiare i volumi produttivi nei prossimi 5 anni, puntando su salumi di alta gamma, non solo bresaola, 100% italiani, dalle filiere tracciate e garantite».

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