domenica, Aprile 11, 2021
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Marsiglia, l’assalto dei 3 milioni al Parco delle Calanques. Il turismo di prossimità ha messo in ginocchio l’eden del Sud della Francia

La pandemia come strumento per ridisegnare il turismo mondiale in chiave slow, senza eccessi da overtourism. Molto più facile a dirsi che a farsi. Tra chiusure e parziali riaperture molte aree hanno sperimentato gli effetti nefasti di inattese concentazioni di turisti “di prossimità”. Un esempio vicino riguarda la celebrata Fiorita di inizio luglio sull’altopiano di Castelluccio di Norcia, che ha ritrovato calche e sovraffollamento come non li vedeva più dai tempi del tragico terremoto. Un altro caso è stato ben documentato a Hong Kong, nella cosiddetta “Isola Erbosa”, piccola oasi di natura dove i milioni di residenti della vicina metropoli, impossibilitati a raggiungere le mete internazionali del Pacifico, vi si sono letteralmente ammassati, con grave danno per l’ecosistema.

Adesso, un nuovo grido d’allarme viene dal parco nazionale delle Calanques, una splendida area naturale tra mare e monti a ridosso di Marsiglia. Passato il periodo del lockdown stretto, con i primi spiragli di libertà di movimento, i francesi, e in particolare i quasi due milioni di residenti nell’area metropolitana della seconda città transalpina – il cui centro città dista non più di 5 chilometri in linea d’aria dal parco – vi si sono letteralmente riversati. Code, parcheggio selvaggio, sovraffollamento, ammassarsi di rifiuti, senza contare i danni alla flora sistematicamente calpestata da troppi piedi. L’anno scorso, il parco delle Calanques ha attirato 3 milioni di visitatori, che sono ben 2 in più rispetto alla norma delle stagioni precedenti. E le autorità hanno deciso di mettere un freno.

Nuove restirizioni, addirittura strumenti per segnalare anche sul web il sovraffollamento, in modo da dissuadere nuovi ospiti all’ingresso e quote di presenza nelle diverse aree. Questi sono alcuni dei provvedimenti adottati per preservare questa zona di spettacolari insenature (calanques, appunto), dove le acque azzurro intenso del Mediterraneo si infrangono letteralmetne su iconiche scogliere bianche e frastagliate.

Marsiglia. Il Parco delle Calanques sovraffollato dai turisti “di prossimità”

 

“I numeri del parco sono probabilmente più alti rispetto a quelli di entità simili per la sua estrema vicinanza ad una grande città”, ha spiegato a France Presse il direttore delle Calanques, François Bland. Tra le scene che sono state viste di recente nell’area, quella di una spiaggia di non più di 50 metri, a ridosso di una delle piccole baie, affollata da 1.200 persone, con tanto di coda per cercare di andarsi a bagnare in mare. In un’altra delle immagini immortalati dagli addetti si assiste al transito incessante di imbarcazioni da diporto, in prossimità della riva.

“Dobbiamo agire in fretta e prendere contromisure per regolare il traffico, in modo da cambiare le abitudini dei visitatori, il loro stesso modo di essere ‘utenti'”, conclude Bland.

Alcune delle norme già introdotte mirano a contenere il danneggamento e l’erosione di un terreno assai fragile e quello della flora marina nei bassi fondali. Sarà ad esempio proibito gettare l’ancora in alcune insenature: gli ormeggi verranno autorizzati solo nelle aree dove non danneggiano la posidonia, pianta aquatica fondamentale per la tutela dell’ecosistema; i kayaker che si palesano direttamente dal mare non potranno più “sbarcare” usando i marciapiedi naturali formati dal litofillo fossilizzato. Nuovi cammini verranno disegnati per ordinare i flussi dei trekker. Il parco ha anche avviato una sorta di strategia di demarketing, postando sul suo sito – seppure non in modo eclatante – le immagini di code e spiagge sovraffollate all’interno dell’area.

 

L’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) ha recentemente lanciato l’allarme sul potenziale impatto negativo che gli stili di vita acquisiti durante e dopo la pandemia potranno avere sulla tutela dell’ambiente a livello globale. Bland non disdegnerebbe vedere una maggiore attività di promozione da parte delle attrazioni naturali limitrofe, in modo da distribuire i flussi.

Una tra le sfide è quella di riuscire a motivare i turisti, affinché lascino a casa la macchina per raggiungere il parco in bicicletta o con i mezzi pubblici. Ma per ora si è potuto fare molto, anche per il canonico rimbalzo di attribuzioni di responsabilità tra l’ente parco e le autorità locali, comunale e dell’area metropolitana. Il vicesindaco di Marsiglia, Yannick Ohanessian, sostiene che in materia di sicurezza e strade sono l’area metropolitana (Aix-Marsiglia-Provenza) e lo stesso Parco a dovere mettere sul tavolo nuove opzioni. “Se vogliamo meno traffico, dobbiamo garantire trasporto pubblico”, dice Ohanessian, aggiungendo che Marsiglia, per quanto di sua competenza, ha già fatto abbastanza per limitare l’accesso stradale alle Calanques, chiudendo le strade sempre in piena estate, nei weekend per i mesi di maggio, giugno e settembre.

Martine Vassal, presidente dell’area metropolitana ha aggiunto che “tutti sono d’accordo sulla necessità di regolamentare il traffico nel parco”, aggiungendo che la sua strategia ideale sarebbe quella di concentrarsi sul parcheggio, che al momento descrive come “anarchico”. L’idea di Vassal è quella di allestire un sistema park&ride – auto più bici – in un’un’area industriale vicino al sito. E questo è il punto: per alcuni è “troppo” vicino.

I tempi sono stretti, però. L’estate è alle porte e dal parco chiedono con urgenza di agire prima delle vacanze

(afp)

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