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Vacanze d’estate, c’è chi pregusta il sold-out: al via le prenotazioni

Incertezza, ma anche qualche inatteso segnale di ritorno, persino dall’estero. E persino la fatidica espressione “tutto esaurito”, dall’Emilia Romagna. Alla vigilia di una Pasqua ancora di quasi totale clausura, di un aprile che ovunque non sarà meno che arancione, le diverse realtà turistiche del Belpaese provano a guardare avanti, all’estate che verrà. E se da più parti si pone l’accento sulla necessità di indicazioni chiare dall’alto sui tempi e sulle modalità della riapertura, c’è qualche segnale sorprendentemente positivo. E se da un lato la Pasqua dove vuoi sembra definitivamente sfumata, anche per quei pochi che erano pronti ad osare oltreconfine, con l’ultimo decreto Speranza, c’è chi prova a guardare al futuro. Come il Sib, Sindacato italiano balneari, che per bocca del suo presidente Antonio Capacchione parla di “fiducia” verso la prossima stagione estiva, confidando “nel successo della campagna vaccinale”, supportata dal “vaccino naturale” rappresentato dalle “temperature più calde”.

Emilia Romagna: “Tutto esaurito a luglio e agosto”

Il segnale di massimo ottimismo arriva dall’Emilia Romagna, dove l’assessore regionale al turismo si esprime senza diplomazia. “Ci sono già moltissime prenotazioni, quasi da tutto esaurito per luglio e agosto su riviera e appennino”, spiega Andrea Corsini, prospettando “un raggio di luce in fondo a questo tunnel”. Le prenotazioni, per ora, sono soprattutto di italiani.

Turismo, la Riviera romagnola scommette sul tutto esaurito

di

Micol Lavinia Lundari e Marco Bettazzi

31 Marzo 2021

“Giugno, per il momento, un po’ meno, ma io sono molto fiducioso. Non appena le condizioni ci consentiranno di ripartire, il turismo sarà un elemento e un fattore determinante per ripresa economica del Paese”, aggiunge Corsini.

 

Indicazioni molto incoraggianti arrivano anche dalla Toscana, tanto per la Versila che per le città d’arte e i borghi. Con tanto di stranieri già prenotati.

Toscana, l’estate è già sold out: la Versilia va a ruba e negli hotel di Firenze si rivedono i turisti stranieri

di

Giuseppe Calabrese

31 Marzo 2021

Liguria: la sorpresa degli svizzeri

 “Ci sono i classici italiani per quanto riguarda le prenotazioni stagionali. Come stranieri, invece, abbiamo già riscontro a partire da maggio per molti svizzeri e, poi, tedeschi. Sulla Svizzera il dato è curioso, perchè sono stati i primi a chiudersi e ora vogliono muoversi prima che vi sia la certezza delle zone libere”. Così si esprime Gianmarco Oneglio, presidente FIBA (Federazione Italiana Imprese Balneari) Confesercenti Liguria, raccontando come il mondo balneare si sta preparando ad un’ennesima stagione pronta a partire, ma ancora costellata di incertezze.

“Ormai le nostre prenotazioni sono tutte ‘salvo Covid’, quindi si può disdire anche all’ultimo, come succede per le grandi agenzie di viaggio online”, spiega. I numeri ancora non sono ben definiti, ma qualcosa si muove in vista dell’estate, sia sul fronte delle prenotazioni, sia sul fronte della preparazione degli stabilimenti. Tra i temi, oltre a quelli consueti della normativa antiassembramento, quello del vaccinati sì o no: potrà diventare anche quello uno strumento di contingentamento degli ingressi negli stabilimenti balneari? Non secondo il presidente ligure della FIBA Confesercenti: “Creerebbe troppe problematiche di gestione e anche disuguaglianze. Su questa materia serve una regia del governo e delle regioni, qualcosa che disciplini in maniera univoca il tema a livello nazionale. Diversamente – sottolinea Oneglio – ci sarebbero difformità tra regioni, tra comuni che creerebbero paradossi: se uno stabilimento chiede questo requisito e un altro a 100 metri da quest’ultimo non lo fa ma la zona di mare è la stessa, la promiscuità si verrebbe comunque a creare. Oppure se si contingenta l’ingresso in spiaggia, ma non lo si fa in albergo, a cosa servirebbe? Occorre una cabina di regia, condivisa ma unitaria. Colui che comanda deve però dare opzioni che abbiano una certa ragionevolezza”.

E la cabina di regia dovrebbe esistere anche a livello europeo, anche alla luce delle disparità che si stanno vedendo in questi giorni, con la possibilità di volare all’estero, ma l’impossibilità di spostarsi tra regioni italiane: “La condivisione europea la auspichiamo, certo – dice Oneglio – ma ci siamo già resi conto dallo scorso anno che non è così. Lo scorso settembre la Svizzera ci aveva inserito nella black list, Francia e Germania ci avevano chiuso. Siamo ben consci che questa Europa è ben lontana da un’uniformità di questo genere, specie tra nazioni confinanti. In Francia gli accessi sono con tampone, ma i francesi hanno libertà di accesso all’Italia, senza che nessuno li controlli alla frontiera, non di certo la gendarmerie. Io abito ad Imperia e sabato e domenica era pieno di francesi: che fossero tutti lì per lavoro sabato e domenica, la vedo difficile”.

Confturismo. Torna voglia di viaggi , ma incertezze da Covid bloccano 20 milioni di italiani

26 Marzo 2021

Puglia attrae, incertezza e pochi voli gli handicap

Salento, Valle d’Itria e Gargano sono le destinazioni pugliesi verso le quali si concentra il maggiore interesse dei turisti italiani e stranieri, “ma le prenotazioni che riceviamo non sono garanzia di presenze reali in questo clima di forte incertezza e possono essere cancellate da un momento all’altro”, spiega il presidente di Federaberghi Puglia, Francesco Caizzi. La regione è attualmente zona rossa, con restrizioni  aggiuntive imposte a livello locale nel tentativo di contrastare la preoccupante diffusione dei contagi da Covid-19.

Il punto debole dell’intera regione per il turismo in ingresso è ancora quello dei collegamenti aerei, troppo pochi a causa delle limitazioni imposte agli spostamenti che hanno costretto i vettori a ridurre in maniera drastica i voli. “La nostra regione vantava 18-19 milioni di presenze turistiche che oggi sono un miraggio – dice Caizzi – perchè il mercato è condizionato dall’estrema incertezza dovuta al persistere della pandemia. C’è interesse verso Salento, Valle d’Itria e Gargano da parte di italiani, tedeschi, americani e inglesi, ma le prenotazioni che arrivano non ci danno certezze. La situazione, francamente, sembra peggiore rispetto a quella dello scorso anno, quando il nostro turismo è stato salvato dal mercato domestico”.

“Il sistema era già cambiato nel 2020 con prenotazioni che giungevano 15 giorni prima del giorno di arrivo e che adesso sono sempre più sotto data. Negli aeroporti di Bari e Brindisi, prima della pandemia, si muoveva un traffico assai elevato, fino a circa 50 aerei al giorno, mentre oggi solo a Bari se ne vedono due – tre al giorno. Puntiamo alle vaccinazioni – conclude il presidente pugliese di Federalberghi – che sembrano essere l’unica via d’uscita”.                                

Lazio volano i prezzi delle case-vacanza, Circeo al top

Nel Lazio si registrano prezzi in crescita anche fino al 40% per le case vacanza nelle località più frequentate del litorale, e villini di pregio già prenotati per i mesi estivi. La crisi economica legata al Covid morde ma non per tutti, chi ha la possibilità sta già organizzando le vacanze estive per non rimanere sprovvisto di un ‘buen ritiro’ in Italia nei mesi più caldi, ritenendo che sarà difficile poter fuggire all’estero viste le limitazioni agli spostamenti dettate dalla pandemia.

Buona parte delle prenotazioni avvenute finora, spiegano agenzie di affitti e associazioni alberghiere e dei balneari, viene dall’Italia. Qualche turista straniero, soprattutto inglesi e statunitensi, potrebbe tornare ad affacciarsi nelle città d’arte, a partire da Roma, solo da settembre

Tra le località al top della ricerca quelle del basso Lazio: San Felice Circeo, Terracina, Sperlonga e Sabaudia. I prezzi oscillano molto, si va dai 1.000 euro al mese per poche decine di metri con giardino a Sabaudia, ai 3 mila euro per una casa vacanze a Terracina fino a 18/20mila euro al mese a San Felice ad agosto. “Con la pandemia il valore degli affitti è cresciuto e le persone prenotano prima, nei giorni scorsi abbiamo affittato una villa di 380 metri quadri con piscina al Circeo per il mese di luglio, lo scorso anno veniva 10mila euro, quest’anno e’ stata locata a 14mila”, spiega il titolare di una agenzia immobiliare. Più  contenuti ma comunque in crescita i prezzi sul litorale etrusco: dai 1.000 euro al mese di Santa Marinella ai 1.500 di Tarquinia e Montalto Marina.

Olbia, all’aeroporto Costa Smeralda il primo hub per test all’ingresso in Italia

31 Marzo 2021

I prezzi lievitano anche perché il numero di case in affitto si e’ ridotto rispetto agli scorsi anni, con diversi proprietari che hanno scelto di utilizzare gli immobili in prima persona nell’impossibilità di raggiungere altre localita’ turistiche. Un primo test avverrà a Pasqua: “Abbiamo meno case da proporre e quindi i prezzi salgono – spiega la titolare di una agenzia che tratta locazioni nell’alto Lazio. 

Piu’ complicata la situazione a Roma. “Per Pasqua molti alberghi stanno chiudendo per assenza di prenotazioni e turisti, nessuno ci ha ancora chiarito né la logica delle disposizioni che permettevano di recarsi in altri Paesi ma non di spostarsi in Italia, ne’ di quelle successive riguardanti l’obbligo di quarantena di 5 giorni al rientro dall’estero”, incalza Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma. “In città negli hotel c’e’ qualche prenotazione sporadica di americani ed inglesi – prosegue – ma da settembre in poi, inoltre con il fatto che ora tutte sono cancellabili senza problemi bisogna vedere quante ne verranno confermate”.

Calabria confida nel vaccino per ripresa

Con il ponte pasquale “saltato” per le note ragioni, gli albergatori calabresi non si sbilanciano in previsioni sulla prossima stagione balneare, ma emerge la preoccupazione per le restrizioni imposte dalla pandemia.  Si confida nel vaccino affinchè una buona fetta di popolazione si senta al sicuro dal Covid e possa programmare le sue vacanze, ma emerge il dissenso rispetto alle ultime disposizioni che, consentendo i viaggi all’estero, priverebbero l’industria delle vacanze dell’apporto del turismo interno che potrebbe essere indotto a guardare oltre frontiera.

Il ministro Garavaglia oggi all’inaugurazione dell’Health Testing Center dell’aeroporto “Costa Smeralda” (ansa)

“Le incognite, quest’anno – dice il presidente della Federalberghi regionale, Fabrizio D’Agostino – sono legate, ad esempio, al numero di persone che saranno vaccinate entro giugno. Si parla di 10 milioni di persone in gran parte over 70, cioè una fascia di popolazione che si sposta poco. Un’altra variabile è legata alla possibilità per i non vaccinati di muoversi. Lo scorso anno, grazie anche al caldo, il Covid è stato rallentato e il turismo interno ha aiutato molto. Quest’anno i voli charter prenotati sono in gran parte da confermare e questo è un altro elemento di incertezza, poi c’è la mobilità regionale bloccata a fronte della possibilità di viaggiare all’estero”.

Nel comprensorio di Capo Vaticano, nel Vibonese, tra i capisaldi dell’industria alberghiera locale,  nonostante tutto, si guarda  avanti con un pò di ottimismo. “Il mio obiettivo – dice Pasquale Loiacono, titolare di 3 strutture ricettive e presidente del consorzio turistico Cogetur – è aprire a maggio, pandemia permettendo. Stiamo facendo marketing e booking per promuovere la nostra realtà. Lo scorso anno ci trovavamo nella stessa situazione, ma ora, oltre al caldo, contiamo che sia il vaccino anti Covid a darci una mano.

Nel 2020 abbiamo limitato i danni, riuscendo a raggiungere il 70-80% delle presenze usuali. Mancheranno i turisti stranieri – aggiunge – che vengono qui soprattutto dall’Olanda, dai paesi scandinavi, dalla Germania, dall’Austria, dalla Russia e dall’Ucraina, ma contiamo di avere presenze dall’Italia e già ci sono le prime prenotazioni. Certo la Calabria è zona rossa e ci penalizza il fatto che gli italiani non possono spostarsi sul territorio nazionale pur potendo recarsi all’estero. Ci stiamo comunque attrezzando per preparare al meglio il territorio” Le prime giornate di bel tempo hanno indotto qualche cliente affezionato a prenotare la vacanza, ma sarà la campagna vaccinale a dare la spinta decisiva. “Per il momento le richieste sono poche a causa del timore del virus. Speriamo – dice Loiacono – che si possa raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno la metà della popolazione. Questo dovrebbe ridurre l’incertezza che pesa sul nostro lavoro”.

Vittorio Caminiti, ex presidente della Federalberghi, docente e titolare di un’importante struttura alberghiera di Villa San Giovanni (RC), conferma che la principale difficoltà è legata al blocco degli spostamenti sul territorio nazionale.  “Il 90% del turismo, in Calabria – spiega – è costituito da un’utenza nazionale, il 30% da turisti della regione e il 10% da stranieri. Se non sarà riaperta la mobilità fra le regioni saremo messi male. Servirebbe una migliore gestione della pandemia (la Calabria è penultima fra le regioni italiani per numero di vaccini somministrati, ndr). Il nostro – aggiunge – è un turismo quasi esclusivamente familiare. Recenti studi ci dicono che il 40% degli italiani non riesce a pagare il fitto e il 30% ha difficoltà con il mutuo. La nostra regione ha i villaggi più grandi d’Italia e le camere più grandi, le famiglie li prediligono per portarvi i loro figli, ma, difficoltà economiche a parte, non ci aiutano nè la gestione della pandemia nè le notizie che circolano sull’efficienza del nostro sistema sanitario. Non so, in questo scenario – dichiara Caminiti – quanti turisti avremo in Calabria. Pesa anche l’immagine di una regione disorganizzata, priva di strategie turistiche efficaci – osserva – e non a caso avranno meno problemi le strutture che non hanno mai fatto grande affidamento sulle istituzioni, organizzandosi da sole”.

 

Sardegna. Primavera “bruciata e pochi segnali estivi

Tra le indicazioni meno incoraggianti vi sono quelle della Sardegna, dove proprio oggi a Olbia è stato inaugurato dal ministro del Turismo Garavaglia il primo hub aeroportuale attrezzato per eseguire test di ingresso.  “Non c’è più tempo: non possiamo aspettare per programmare la stagione 2021: nei prossimi giorni dovremo per forza mettere a sistema ogni paletto che ci consentirà di gestire il 2021 come una stagione migliore di quella precedente”. Così si è espresso il presidente di Federalberghi Sardegna, Paolo Manca che ha partecipato all’inaugurazione del suddetto Health Testing Cente, allestito dalla società di gestione dello scalo, la Geasar, e dall’ospedale privato del Qatar Mater Olbia. “L’Htc è il modello in cui noi crediamo e che abbiamo sempre proposto – aggiunge – l’interlocuzione odierna col ministro è stata positiva, ha dato risposte coerenti con quello che è un progetto strutturale”. Ora però, precisa Manca, “aspettiamo di vedere effettivamente se le risposte si trasformeranno in azioni”.

La Sardegna, al momento, ha davanti una stagione turistica incerta, con qualche timida prospettiva di prenotazioni fra luglio e agosto. Ma intanto i mesi da aprile a giugno, prediletti in particolare dagli stranieri, sono considerati “bruciati” dagli operatori del comparto. “Le prime richiestecompaiono dalla seconda metà di giugno”, riferisce Stefano Visconti, presidente della Camera di commercio di Sassari. “Prima di allora non ci sono prenotazioni turistiche”, a differenza dell’era pre-Covid.

“Il settore alberghiero o riparte programmando l’anno entro i prossimi 20 giorni, tentando una stagione migliore del 2020 o, altrimenti, sarà un disastro e molte aziende saranno costrette a sopravvivere a un’estate come quella dell’anno scorso”, dice ancora Manca. Nel mirino l’incertezza sulle regole e l’incognita sulla data di partenza. “I bilanci sono inesorabilmente in perdita”, conferma Visconti. “Gli albergatori stanno lavorando sui mesi di luglio e agosto che tecnicamente restano aperti a possibilità di prenotazioni, ma è chiaro che aprile, maggio e metà giugno sono bruciati”.

Nel Nord-ovest della Sardegna è aperto appena il 10 per cento delle strutture che sopravvivono con i lavoratori pendolari, segnala il presidente della Camera di commercio di Sassari. “Lavorano con il 20 per cento delle camere a disposizione grazie al business to business”. La speranza tra gli operatori è di fare bene a luglio e ad agosto e sperare in un buon settembre, con la consapevolezza che potrebbe essere un’estate simile a quella del 2020, come ipotizzato stamane dal ministro Garavaglia che, però, confida in un prolungamento della stagione. “Le prenotazioni risentono dell’andamento ancora troppo lento della campagna vaccinale”, sottolinea Stefano Lubrano, albergatore ed ex sindaco di Alghero (Sassari). “Ci sono due elementi fondamentali per far partire le prenotazioni: per la domanda serve una forte accelerazione dei vaccini entro la prima metà di maggio e per l’offerta sono necessarie norme standard per gli spostamenti che consentano agli operatori garanzie per programmare”.

Trentino Alto Adige: richieste sì, ma regna incertezza

Da una parte fiducia, dall’altra ancora grande incertezza con una specifica richiesta: cancellazioni delle prenotazioni senza penale. In Trentino Alto Adige analizzando le richieste che stanno arrivando nelle diverse associazioni turistiche e singole agenzie di viaggio c’è una moderata fiducia per l’estate 2021. Le montagne e i laghi della regione più settentrionale d’Italia sono sempre molto richieste e la stagione, pandemia di coronavirus permettendo, dovrebbe iniziare attorno al 20 maggio in concomitanza con il ponte di Pentecoste, festività fortemente rispettata in Provincia di Bolzano, Austria e Germania.

Turismo organizzato contro Speranza: “Ordinanza su quarantena ennesimo sfregio al settore”

31 Marzo 2021

Rispetto al 2019, considerata dagli operatori turistici “un’ottima estate”, le prenotazioni dal mercato tedesco registrano un calo di almeno il 60% e da quello italiano addirittura di oltre il 70%. “Prima di pensare alle prenotazioni e richieste, la domanda principale è: quando possiamo aprire?”. Se lo chiede Matthias Wieser dell’agenzia di viaggio A Travel Factory di Varna nei pressi di Bressanone, specializzata nelle prenotazioni per destinazioni nel Nord Italia per il mercato estero. “Il mercato tedesco da quando la cancelliera Merkel ha comunicato che non potranno fare vacanze all’estero sono completamente ferme. Ferme anche le richieste da Belgio, Olanda e Danimarca – dice Wieser -. I clienti italiani interessati al Trentino, all’Alto Adige e all’Austria ci sono ma pochi e tutti chiedono regole precisi di cancellazione. Da metà maggio ci sono prenotazioni ma regna, soprattutto nel cliente tedesco, tanta incertezza. Secondo me il vero boom del turismo non si avrà prima del 2022”.

A Bolzano si guarda con fiducia al futuro, addirittura all’inverno prossimo, al Mercatino di Natale. “Il Mercatino tornerà, ci sarà, stiamo lavorando per farlo anche se non sarà come quello del passato: tutto dipenderà dalla pandemia – dice all’AGI, Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano – per quest’estate le richieste stanno arrivando, in particolare da metà-fine giugno. Abbiamo richieste da Svizzera, Austria e soprattutto Germania. C’è la percezione di tanta voglia di viaggiare. Se i numeri saranno confermati e soprattutto incrementati la stagione estiva dovrebbe andare bene. Tariffe delle strutture alloggiative in crescita? No, mi risulta siano rimaste uguali”. Nella vicina Merano c’è fiducia per una buona ripartenza già da fine maggio. “La nostra ripartenza sarà in coincidenza con ponte di Pentecoste ma soprattutto le prospettive di crescita sono legate al vaccino e al passaporto vaccinale – dice Daniela Zadra, direttrice dell’Azienda di soggiorno d Merano -. Nel 2020 abbiamo avuto un calo di pernottamenti del 47% ma la perdita sarebbe stata ancora più forte se non avessimo avuto un’estate eccellente.  Ci aspettiamo un maggior turismo nazionale, un turismo di vicinato da Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, ma anche da Svizzera e Baviera”.

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