lunedì, Luglio 26, 2021
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«Leonardo», Caterina da Cremona è davvero esistita? La risposta è sì

Caterina da Cremona, il personaggio interpretato da Matilda De Angelis, è esistita davvero? Certo! Ma era una cortigiana, o per usare il linguaggio tipico del Rinascimento, una «donna da conio»: ciò vuol dire che si faceva pagare in moneta sonante. Lo affermava il grande studioso Carlo Pedretti, forse il maggior esperto di Leonardo da Vinci del secolo scorso. Negli scritti del genio, ma anche nelle testimonianze di altri autori importanti, il nome di questa bellissima donna compare insieme alla somma a lei dovuta, con l’aggiunta che Leonardo non disprezzava affatto i piaceri del sesso e da Cremona otteneva “grandi diletti”.

Caterina da Cremona è dunque proprio la “Cremona” di cui leggiamo il nome negli scritti di Leonardo? Probabilmente sì. La rivelazione può sembrare sconcertante al grande pubblico, specialmente guardando quanto raffinata e dolce risulta la sensualità di Matilda De Angelis. Questo accade perché molte persone sono abituate a considerare le meretrici in un’ottica negativa, specialmente pensando al passato: in una società molto repressiva come quella del Rinascimento, nella quale le persone avevano la fobia del sesso a causa della rigidissima morale imposta dalla Chiesa, la prostituta appare senz’altro come una donnaccia, una persona “sporca” e disprezzabile.

Ma non era esattamente così. In un certo senso, la mentalità del tempo funzionava al contrario. Le donne “virtuose”, insomma quelle da sposare, erano considerate alla stregua di oggetti di valore perché a loro spettava il compito di perpetuare la stirpe con figli legittimi. Il dovere fondamentale di quelle antiche società: è l’adulterio la colpa peggiore per loro, un peccato imperdonabile. Ma proprio perché le donne “oneste” devono restare pure e intoccabili, ecco che si crea lo spazio per un’altra categoria di donna, più libera ed emancipata. Le cortigiane del Rinascimento come la nostra Cremona (o Caterina da Cremona, secondo la fiction), erano persone raffinate e spesso ben istruite, avevano ricevuto un’educazione simile a quella degli uomini, privilegio dal quale erano escluse le signore destinate a fare figli per i rispettivi mariti. Come le etère dell’antica Grecia o le geishe del Giappone, le cortigiane vivevano in modo ben diverso dalle povere donne costrette dalla miseria a vendersi per strada; le loro dimore erano confortevoli e arredate con gusto, perché rappresentavano oasi di piaceri per gli uomini ricchi che andavano a cercare tra quelle mura non solo il sesso, ma anche buona compagnia, una conversazione brillante, divertimento, musica , ottimo cibo , persino un briciolo di cultura .

Sapevano suonare, cantare, danzare in modo ammaliante, recitare poesie. Erano artiste, prima ancora che professioniste del piacere, che comunque dispensavano con generosità e anche fantasia: non dimentichiamoci che la morale del tempo era severissima in fatto di amore fisico, ogni genere di gioco erotico (anche ciò che a noi oggi sembra innocente) era censurato sotto minaccia del fuoco eterno. Non avevano nulla di volgare, le cortigiane, e benché molte di loro facessero da modelle per i pittori, non è affatto scontato che fossero belle come la nostra deliziosa Matilda.

Se Caterina fosse il suo vero nome non lo sappiamo; di fatto, però, la stupenda modella di Leonardo da Vinci era una persona affermata e padrona di sé stessa, una delle poche donne veramente libere del suo tempo.

 

*Barbara Frale è una storica del Medioevo, nota in tutto il mondo per le sue ricerche sui Templari. Autrice di varie mono-grafie, ha partecipato a trasmissioni televisive e documentari storici. Ha curato la consulenza storica per la serie I Medici. Masters of Florence in onda sulla rai ed è autrice, insieme a Franco Cardini, del saggio La Congiura. Per Newton Compton ha pubblicato con successo I sotterranei di Notre-Dame, In nome dei Medici, Cospirazione Medici, La torre maledetta dei templari e il saggio I grandi imperi del Medioevo.

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