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Borse di oggi 30 marzo 2021: andamento listini europei e mondiali

MILANO – Ore 12:40. Le Borse mondiali recuperano terreno dopo la scossa di ieri legata al default dell’hedge fund Archegos. Gli indici europei confermano a metò giornata il rialzo delle prime battute: Milano sale dello 0,5%, Londra dello 0,4%, Francoforte cresce dello 0,7% e Parigi dello 0,7%.

In Asia i listini si sono mossi in positivo, con Tokyo che ha concluso gli scambi a +0,16%, con il titolo della banca nipponica Nomura, fortemente esposto sul crac del fondo Usa, che ha chiuso a -0,56% dopo lo storico -16,3% messo a segno ieri. Chiusura mista ieri per gli indici a Wall Street, con il Dow Jones in salita dello 0,3%, il Nasdaq giù dello 0,6% e l’S&P500 dello 0,08%. Oggi i future sulla Borsa americana fluttuano sulla parità.

Il collasso del fondo Archegos fa tremare le grandi banche

di

Andrea Greco

29 Marzo 2021

L’euro apre sotto quota 1,18 dollari avvicinandosi mentre non si arresta la salita dei rendimenti Usa, cresciuti fino all’1,76%, ai massimi da 14 mesi sulle scia delle aspettative di un brusco rialzo dell’inflazione legato a una ripartenza dell’economia più robusta delle attese. La moneta europea passa di mano a 1,1764 dollari e 129,36 yen mentre il cambio dollaro Dollaro/yen è a 109,95.

In lieve discesa lo spread. Il differenziale Btp/Bund parte da quota 96 punti con il rendimento del titolo decennale allo 0,67%. Il Tesoro, che ieri ha presentato la nuova operazione Btp Futura, ha assegnato in asta Btp a 5 anni per 4 miliardi, con rendimento lordo in calo allo 0,05%, a fronte di una richiesta di oltre 5,3 miliardi. Fa il pieno anche l’asta del Btp a 10 anni, assegnati per 3 miliardi, con rendimento in salita allo 0,72%, a fronte di una richiesta di oltre 4,2 miliardi. Assegnato interamente, infine, anche l’importo massimo offerto per il Ccteu 6 anni: 1,5 miliardi con rendimento a -0,08 per cento.

I prezzi del petrolio sono in calo, dopo la riapertura del canale di Suez e in attesa della riunione dell’Opec+ di giovedì prossimo. Sui prezzi pesa il rialzo del dollaro. Sul circuito elettronico i future sul Light crude Wti cedono dello 0,7% a 61,11 dollari e quelli sul Brent arretrano dello 0,5% a 64,64 dollari. Poichè il prezzo del greggio è in dollari, un biglietto verde più forte rende la merce più costosa per i detentori di altre valute. In vista della riumione del primo aprile l’Arabia Saudita è pronta a sostenere l’estensione dei tagli del petrolio da parte dell’Opec e dei suoi alleati a maggio e giugno ed è anche pronta a estendere i propri tagli volontari per aumentare i prezzi del petrolio. Anche la Russia si starebbe orientando in questo senso.

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