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Anche il mercato dell’arte va online: nel 2020 affari per 50 miliardi, i collezionisti a caccia di opere su Instagram

MILANO – Anche i cacciatori di tesori artistici si sono spostati online nel corso del 2020, così come lo hanno fatto i consumatori di beni quotidiani per le imposizioni della pandemia. Nel quinto Art Basel e UBS Global Art Market Report emergono le più recenti tendenze del mercato dell’arte e dell’antiquariato, un segmento che l’anno passato ha registrato vendite per 50,1 miliardi di dollari: un calo del 22% rispetto al 2019. Se tutti noi abbiamo imparato a fare la spesa online, anche i Paperoni.collezionisti (sono 2.569 i detentori di grandi patrimoni finiti nella lente della banca svizzera) si sono orientati sul web e sui social network per ricercare i pezzi più pregiati.

Dall’indagine emerge infatti che i social media hanno continuato ad essere un canale chiave utilizzato dal mercato dell’arte. Tra un post di influencer e di attori preferiti, circa un terzo dei collezionisti ha acquistato arte utilizzando Instagram. Dato che precipita all’1% per gli italiani, evidentemente più tradizionalisti da questo punto di vista.

In un panorama in cui i collezionisti dicono per due terzi di avere incrementato il proprio interesse per l’arte (e per questo ci si aspetta un 2021 con affari in ripresa), le vendite online hanno raggiunto un record di 12,4 miliardi di dollari, raddoppiando di valore rispetto al 2019. Ormai pesano per un quarto del mercato e per la prima volta la quota di e-commerce nel mercato dell’arte ha superato quella del retail generale. Si tratta soprattutto di affari da donne: le collezioniste hanno visto salire del 13% la loro spesa media nel 2020, mentre la generazione che apre di più il portafoglio è quella dei Millennials: il 30% di loro ha investito più di 1 milione di dollari in arte.

A livello globale, il calo di quasi un quarto del mercato è assai intenso ma bisogna ricordare che la grande recessione del 2009, quella nata dagli azzardi della Borsa e poi esplosa in tutto il mondo, fu ben peggiore: allora le vendite precipitarono del 36% scendendo a un minimo di 39,5 miliardi di dollari. Gli Usa restrano i leader assoluti: negli Stati Uniti avviene il 42% degli affari, seguiti da Cina e Uk per il 20% ciascuno. Ma Pechino ha superato gli Stati Uniti per diventare il più grande mercato di aste pubbliche, con una quota del 36% del valore delle vendite.

Il numero di opere comprate da collezionisti italiani è rimasto stabile a quota 11, con un valore medio in leggera diminuzione a 135 mila dollari. Gli italiani faticano a “vedere” le donne tra i loro artisti preferiti: in media nelle loro collezioni c’è solo il 34% di opere femminili, seconda percentuale più bassa tra i dieci Paesi analizzati.

 

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