Aumentano i casi di disturbi alimentari in Italia: complici i lockdown, zone rosse, arancioni e didattica a distanza, sono sempre di più le richieste d’aiuto, anche da parte dei più giovani e degli adolescenti.

Oggi è la Giornata nazionale del fiocchetto lilla, che si celebra proprio per la prevenzione e la sensibilizzazione sui disturbi legati all’alimentazione. In occasione di questa giornata, l’Ambulatorio dei Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Paolo ha voluto rilasciare un dato impressionante: sono aumentati i casi di esordio della malattia ex novo, si sono aggravati quelli preesistenti e si è abbassata la fascia di età colpita. Ora a soffrire di questi disturbi ci sono sempre più anche bambini.

I dati confermano (purtroppo) quanto stimato alla fine dell’anno scorso: per colpa del Covid i casi di disturbi alimentari sono in aumento del 30%, ma l’Ospedale San Paolo ha visto persino un ulteriore incremento del 19% dei casi seguiti rispetto all’anno precedente, più un abbassamento dell’età media delle persone che hanno chiesto aiuto. Sara Bertelli, responsabile del Servizio Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Paolo, ha dichiarato che: “gli adolescenti hanno risentito della sospensione delle attività sociali e scolastiche, della mancanza di amici e delle tensioni famigliari, con un aggravarsi del rischio di ricaduta“.

Secondo i dati resi noti dal Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, nei primi 6 mesi del 2020 in Italia ci sono stati 230.458 nuovi casi a fronte dei 163.547 dello stesso periodo del 2o19. Il primo lockdown, avvenuto proprio a Marzo dell’anno scorso, ha evidenziato un aumento di sintomi legati all’ansia e alla depressione di chi soffre di questi disturbi. Per cercare di sostenere chi soffre di questi disturbi, ricordiamo che è possibile chiamare il numero verde Sos disturbi alimentari (800180969), un servizio gratuito attivo dal 2011 e gestito dagli operatori del Centro per i disturbi del comportamento alimentare di Todi. Inoltre è possibile trovare indicazioni su strutture e associazioni dedicate sul sito www.disturbialimentarionline.it oppure ci si può rivolgere all’Asl di riferimento e chiedere informazioni sui centri.

[ Fonte: Il Fatto quotidiano ]