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Il Rosso Conero vira su rosati e bollicine e adotta la tanica in cartone per conquistare il Nord Europa

VINI DOC e DOCG

Il Consorzio va verso nuove forme di vinificazione e ha fatto richiesta per il riconoscimento della bag-in-box nel disciplinare

di Giambattista Marchetto

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Il Consorzio va verso nuove forme di vinificazione e ha fatto richiesta per il riconoscimento della bag-in-box nel disciplinare

3′ di lettura

Riforma del disciplinare in vista per i vini del Conero. Da un lato, infatti, la Doc marchigiana punta a spingere il rosato e la spumantizzazione con metodo classico (integrandoli nella Docg) e dall’altro ha già depositato a Roma la modifica che introduce il bag-in-box -la tanica con rubinetto ricoperta da una scatola di cartone) come alternativa alla bottiglia anche per i vini a denominazione – puntando sui mercati del Nord Europa, ma anche su ecologia e risparmio energetico.

Vendemmia difficile e rilancio

“Il Conero è la Doc che attraversa il momento più difficile nel vigneto-Marche”, riferisce il direttore del superconsorzio IMT Alberto Mazzoni. La vendemmia 2020 è stata scarsa “dato che la siccità ha portato un abbassamento della produzione (che in questo momento non ha fatto che bene) e alla fine, gestendo la sovramaturazione, potrebbe uscirne un’annata bellissima – aggiunge -. Rimane però la necessità di uno scatto di reni per ritrovare dinamismo”.Ecco allora l’evoluzione nella vinificazione. Con i rosati, che stanno prendendo sempre più quota sul mercato e “si gestiscono con la vendemmia precoce e possono guadagnare dalla salinità e dai terreni calcarei, che rendono peculiare l’espressione di aromi importanti del Montepulciano”, osserva Mazzoni. “Puntiamo a metterlo nella Docg – aggiunge – in fin dei conti se l’ha fatto il Prosecco…”.

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Spumanti e rosati dunque pensati per arricchire la denominazione e valorizzare il territorio. Guarda invece al fronte-mercato l’introduzione della bag-in-box come contenitore a denominazione. “Non è più solo una questione di posizionamento all’estero – chiosa Mazzoni -. Oggi ci sono confezioni bellissime, che rappresentano un’offerta ecosostenibile e capace di tutelare il vino”.

Rosso Conero, prima denominazione regionale

Dalle bellezze naturalistiche alle attrazioni storico-culturali, senza dimenticare le eccellenze agroalimentari e le specialità culinarie. Quello del Conero è un territorio simbolo delle Marche e si esprime attraverso la tipicità delle sue produzioni locali, a partire dal Rosso Conero Doc, vino simbolo della zona e prima denominazione regionale (istituita nel 1967, cui è seguita nel 2004 la Docg Conero Riserva Docg).Composto per un minimo di 85% da Montepulciano e per un massimo di 15% da Sangiovese, il Rosso Conero Doc è un vino rosso “affacciato sul mare” e un caposaldo della viticoltura marchigiana, che esprime fortemente la territorialità di Ancona e del comprensorio del Monte Conero, unico promontorio della costa italiana adriatica compresa tra Trieste ed il Gargano. Circa 260 gli ettari vitati, distribuiti nei comuni di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo, in un ambiente caratterizzato da terreno calcareo e da una specifica esposizione alla luce e alle brezze marine che permette al vitigno Montepulciano di esprimere una tipicità unica e irripetibile altrove. Di colore rosso rubino, il Rosso Conero ha corpo e una discreta tannicità, due caratteristiche che si confondono nella fragranza dell’esuberanza giovanile. Per il suo affinamento non viene necessariamente impiegato il legno, poiché è capace di una buona evoluzione in bottiglia.

Dal 2004 è riconosciuta la Docg Riserva, che può esprimere tutto il potenziale del vitigno e per cui può essere utilizzato il Montepulciano in purezza. La selezione delle uve e la raccolta posticipata rispetto alla Doc permettono in questo caso una maturazione ottimale con piena concentrazione degli zuccheri nell’acino. L’affinamento, che richiede 24 mesi, consente di ottenere un vino di buona caratura, capace di mantenersi per lunghi anni.Autentica eccellenza regionale, la Doc Rosso Conero conta appena 15 aziende impegnate nella vinificazione e 21 imbottigliatori.

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