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Ion Capital: dopo Cedacri muove su Cerved. Tramite Castor lancia un’Opa da 1,85 miliardi

MILANO – Una nuova operazione finalizzata al delisting di una società quotata arriva su Piazza Affari. Castor, che fa capo ad Andrea Pignataro, lancia un’opa su Cerved a 9,5 euro per azione. Il corrispettivo (1,855 miliardi come totale massimo) offre un premio pari al 34,9% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni alla data del 5 marzo e un premio del 43% rispetto alla media aritmetica ponderata dei prezzi ufficiali registrati dalle azioni nei dodici mesi precedenti a questa comunicazione.

Lo si legge in una nota diffusa all’indomani del balzo del titolo che ha guadagnato il 14,8%, a 8,01 euro, sui massimi da oltre un anno, sull’attesa di una cessione della sola divisione di recupero crediti. Oggi l’azione Cerved (segui in diretta) fatica a fare prezzo in avvio, dopo la notizia dell’Opa, e quando entra agli scambi segna il +20% allineandosi all’offerta.

Cerved aveva infatti confermato le trattative in corso per la cessione di una parte del business, senza vincolo di esclusiva, con fondi di private equity, identificati – da indiscrezioni di stampa – in Centerbridge, Prelios, Apollo e Apax per la sua divisione che avrebbe una valutazione di circa 400 milioni, “un valore corretto” a detta degli analisti d Mediobanca, anche se inferiore ai 450-480 milioni offerti da Intrum prima dello scoppio della pandemia di Covid.

Commentando questa possibile cessione, gli analisti di Equita ieri scrivevano che “poiché Cerved è una public company, riteniamo che l’eventuale cessione della divisione npl possa aumentare l’appeal speculativo sulla società” per la quale i fondi Advent nel 2019 avanzarono una manifestazione di interesse da 1,85 miliardi di euro.

Pignataro è un imprenditore che lega il suo nome a ION group, l’investitore che ha appena sottoscritto un accordo con le banche per acquistare Cedacri, la società di servizi tecnologici per l’industria finanziaria partecipata anche da Fsi.

Castor ha strutturato l’offerta con una srl, controllata da Castor bidco holdings, a sua volta interamente controllata da Fermion investment group, partecipata da Ion capital partners per l’85,75% e da Gic private limited, un fondo di investimento sovrano fondato dal governo di Singapore nel 1981 per il 10%. Il restante 4,25% è in mano a investitori istituzionali.

Nel documento pubblicato prima dell’apertura dei mercati si legge che proprio Fsi Sgr agisce di concerto con Castor, in quanto il 7 marzo FermION ha sottoscritto un accordo con la sgr con l’impegno di Fsi a sottoscrivere per 150 milioni uno strumento riscattabile o convertibile in azioni di categoria speciale della società che lancia l’offerta su Cerved, con intese annesse anche sulla governance. “Riteniamo che la presenza di FSI nel capitale riduca la possibilità di rilievi in tema di Golden Power”, annotano gli analisti di Equita commentando l’operazione.

L’opa lanciata su Cerved ha come obiettivo il delisting della società quotata a Piazza Affari e controllata da una serie di fondi: il controvalore massimo previsto è di 1.855 milioni. Nel documento si specifica che “qualora il delisting non fosse raggiunto al termine dell’Offerta e l’Offerente rinunciasse alla Condizione Soglia (come in seguito definita)”, Castor si riserva di portare Cerved fuori dalla Borsa “mediante la fusione di Cerved nell’Offerente o in altra società non quotata facente parte del gruppo riconducibile ad AP (il “Gruppo ION”), con conseguente Delisting dell’Emittente”.

Quanto ai progetti post-Opa, l’intendimento di Castor è di “sostenere l’attuale piano industriale di Cerved. Al riguardo, il Gruppo ION è pronto a contribuire alla crescita dell’Emittente facendo leva sull’esperienza che vanta nei settori dei software, dell’analisi di dati e allo scopo di raggiungere taluni degli obiettivi di crescita previsti dalla strategia di Cerved resa nota al pubblico. A tal fine, l’Offerente non esclude la possibilità di valutare in futuro la realizzazione di operazioni straordinarie e/o di riorganizzazione societaria (ulteriori rispetto alla possibile fusione di Cerved nell’Offerente o in altra società sopra menzionata) e di business che si ritenessero opportune, in linea con gli obiettivi e le motivazioni dell’Offerta, nonché con gli obiettivi di crescita e sviluppo dell’Emittente”.

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