sabato, Maggio 8, 2021
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Daisy Edgar-Jones, la gioia della condivisione nella campagna Simone Rocha x H&M

Negli ultimi dodici mesi, tra le consapevolezze a cui milioni di persone si sono riavvicinate – o hanno scoperto – troviamo senza dubbio l’importanza della vicinanza con la natura e la gioia di condividere piccoli e grandi momenti con il prossimo. Un senso di comunità e connessione che vive nella campagna di Simone Rocha x H&M: è la stilista irlandese, infatti, la protagonista dell’attesa capsule collection annuale, portando la sua visione romantica e contemporanea all’interno del colosso svedese. Maniche a sbuffo, fantasie floreali, chiffon, chemisier e tessuti tartan sono solo alcune delle parole chiave della collezione, immortalata da Tyler Mitchell nelle campagne di Northiam, nell’East Sussex. Un’ode all’amicizia e all’inclusività, ma soprattutto ai momenti di unione che sino a qualche tempo fa tutti noi davamo per scontati.

La campagna vuole veicolare infatti un messaggio di speranza sulla gioia che arriverà quando potremo nuovamente incontrarci e condividere momenti di relax e divertimento, rendendo protagonisti una serie di giovani personalità dinamiche e carismatiche: la ballerina del Royal Ballet Francesca Hayward, l’artista Faye Wei Wei, le affascinanti Mouchette Bell e Aramish Mangi e il musicista Kelsey Lu, che ha realizzato anche la colonna sonora per il film della campagna. Ma anche modelle e attiviste care a Simone Rocha, come Tess McMillan e le sorelle Adwoa Aboah e Kesewa Aboah, seguiti dagli attori Micheal Ward e Daisy Edgar-Jones: l’artista britannica è uno degli astri nascenti del grande e piccolo schermo, dalla serie Cold Feet alla miniserie Normal People, con cui ha conquistato una nomination ai Critics’ Choice Awards e ai Golden Globes. In occasione del lancio della capsule collection di Simone Rocha x H&M, in arrivo l’11 marzo, abbiamo avuto modo di parlare con l’attrice della sua partecipazione alla campagna, ma anche delle consapevolezze di questo momento storico e, ovviamente, di stile .

La campagna di cui è protagonista esprime uno splendido senso di comunità e condivisione: cosa rappresentano per lei questi due valori?

«Sono senza dubbio due delle parole chiave della campagna Simone Rocha x H&M, ed è stato molto divertente esserne parte, soprattutto in questo momento storico, avendo la possibilità di incontrare nuove persone e collaborare con loro. Ma sono anche due valori di grande importanza per me: si impara sempre qualcosa da chi ci circonda, e nel mio lavoro questo mi accade continuamente, condividendo idee, visioni e prospettive narrative. Penso che sia fantastico avere la possibilità di creare questo senso di comunità ogni volta che se ne ha l’occasione.

Com’è stato essere parte di una campagna moda in questo periodo così particolare?

«Per me è stato un grandissimo onore farne parte: sono una grande fan del lavoro di Simone Rocha da anni, e quando mi hanno chiesto di partecipare allo shooting sono stata felicissima. Quando ho visto gli abiti poi, e compreso la visione che voleva realizzare per la campagna con H&M, mi sono sentita ancora più orgogliosa, perché esprime una leggerezza e gioia di cui tutti hanno bisogno in questo momento».

Come si sente di fronte agli obiettivi fotografici, rispetto alle telecamere del suo lavoro come attrice?

«Penso che per me sia fondamentale l’interpretare qualcosa o qualcuno anche nel caso dei servizi fotografici, per giocare con le sfumature di ciò che voglio trasmettere in quel contesto. Quindi è senza dubbio qualcosa di simile rispetto a ciò che faccio come attrice di fronte alle telecamere, dove però mi viene molto più naturale ed è più semplice sentirsi sicura di sé e rilassata. Se, di fronte agli obiettivi, dovessi semplicemente essere me stessa, mi sentirei un po’ strana e imbarazzata! (ride)».

Il set della campagna pubblicitaria è molto bucolico e sognante: anche lei, come molti nell’ultimo anno, si è trovata a rivalutare l’importanza della connessione con la natura ?

«Assolutamente sì, come tutti nell’ultimo anno ho avuto l’opportunità e il tempo di riflettere molto, valutando l’importanza delle piccole cose. Ad esempio, durante il lockdown il momento più atteso per me era la mia camminata giornaliera, e penso che stare in mezzo alla natura permetta di mantenere il proprio equilibrio mentale: stare semplicemente in mezzo agli alberi, o ammirare il cielo, a volte basta per avere una prospettiva più ampia sulla realtà. Una connessione che ha risvegliato anche quella verso il prossimo, avendo cura di chi e cosa ci circonda».

Le creazioni della capsule collection sono estremamente romantiche e senza tempo: uno stile che sembra rappresentarla molto bene.

«È vero, mi ritrovo tantissimo nell’estetica di Simone Rocha, e in generale amo i capi d’abbigliamento originali… e la moda . Mi piace qualsiasi dettaglio di stile che possa caratterizzare in maniera unica qualsiasi look, e questo equilibrio tra modernità e classicità, come frutto di una continua ricerca creativa, è ciò che ritroviamo nella capsule collection per H&M. Indosserei sempre le sue creazioni!».

Per lei la moda è uno strumento? In che modo le piace usarlo?

«Sì, penso che la moda abbia un enorme potere come strumento, soprattutto nella capacità di farci sentire diversamente quando indossiamo qualcosa, ed è qualcosa che uso soprattutto nel mio lavoro. Attraverso i costumi, riesco a capire molto meglio il personaggio che dovrò interpretare, ed è come se ogni volta che vestissi letteralmente dei nuovi panni dicessi a me stessa: “Ah, ora ho capito!”. La moda è una manifestazione di ciò che si sente o che si vuole comunicare in un dato momento. Ed è estremamente interessante anche nella mia quotidianità perché a volte, semplicemente ricordando come mi sono vestita qualche settimana prima, rimango estremamente sorpresa e mi domando il perché!».

Come definirebbe il suo stile personale e quali sono i suoi capisaldi?

«È difficilissimo per me definirlo in maniera precisa perché adoro cambiare in continuazione: ci sono dei periodi in cui vestirei solo con abiti carini, collant e scarpe bellissime, e altri in cui indosserei solo T-shirt vintage, mum jeans e Dr. Martens. Il minimo comune denominatore tuttavia, sono spesso le ispirazioni anni ’60. I capi per me irrinunciabili invece, sono le giacche e i cappotti: penso che con uno splendido cappotto, qualsiasi look possa avere un upgrade, anche una semplice felpa oversize, un paio di pantaloni confortevoli e degli anfibi».

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