Sono quattro ragazzi che a Bologna hanno deciso di aprire un ristorante Thai e neanche la zona rossa può fermarli. Ma a quanto pare non può fermare neanche la voglia di lavorare: in pochi giorni i titolari hanno già ricevuto 200 curricula.

Il Covid non ferma tutti: domani aprirà Kinkhao, il primo ristorante Thailandese a Bologna dopo un anno esatto di tira e molla. I titolari hanno deciso di non rinunciare al loro sogno orientale, nonostante i timori legati alla pandemia, alle incertezze e ai dubbi di chiusure parziali o totali. All’inizio offriranno il servizio d’asporto dal ristorante, col ritiro consentito soltanto a chi vive in zona, per poi proseguire con il servizio vero e proprio, quando si tornerà in zona gialla o bianca.

Lo staff è composto da quattro ragazzi sui trent’anni con esperienze internazionali e un lungo affiancamento a chef thailandesi: Ximena Stempkowski, Alessandro Zanelli e i cuochi Ermanno Orsi e Giancarlo Bruzzi.

“Non molliamo e alziamo la serranda nonostante la situazione non sia certo delle migliori”, ha spiegato Alessandro Zanelli, rappresentante legale del locale, raccontando come sia nata l’idea del ristorante Thai. “L’impresa è nata per volontà dei miei zii, esperti viaggiatori e appassionati di cultura asiatica, tanto da spingerli ad aprire delle attività e scegliere degli chef del luogo per formare i cuochi che poi avrebbero seguito le cucine. Bologna era nei piani con un progetto nato proprio poco prima della pandemia e quindi subito interrotto. Adesso però basta, domani apriamo”.

E proprio dal momento che è stata annunciata l’apertura, dalla pagina Facebook del ristorante sono arrivati in pochissimi giorni circa 200 curriculum vitae. Complice anche la curiosità di poter lavorare nell’unico ristorante in città con cucina autentica e non fusion?

[ Fonte: BolognaToday ]