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L’Africa in mostra si fa colore e movimento

Un bambina incorniciata da un abito dai colori accesi come suoi occhi. È l’Africa raccontata dal fotografo e documentarista Pietro Cannizzaro nella mostra «Racconti d’Africa», a cura di Glauco Dattini, che inaugurerà il 10 marzo al Palazzo Merulana di Roma e resterà in esposizione fino al 9 aprile.

L’Africa fotografata da Cannizzaro non è polemica o dimostrativa ma sceglie, come afferma la scrittrice Dacia Maraini, «la strada dello sguardo che si fa colore e movimento». Le immagini che compongono la mostra sono una selezione di oltre 40 fotografie, scattate durante le riprese del documentario «Storie d’Africa», di cui è autore lo stesso Cannizzaro, prodotto dalla Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in collaborazione con l’OIM, nell’Africa dell’ovest, tra il Senegal, la Costa d’Avorio e la Guinea.

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Ci sono sguardi in camera, mani che dipingono, i colori sgargianti dei mercati, la vita che scorre in un Paese spesso mostrato per la violenza che lo spacca. In particolare, le foto mostrano la parte positiva del documentario, che racconta storie di persone che avevano tentato di raggiungere l’Europa senza riuscirci e altre che ne erano tornate.

«Con le foto ho voluto dare un volto a chi generalmente vediamo come massa indistinta sui barconi, in apparenza senza identità e dignità» spiega ancora Cannizzaro.  «Chi parte, come chi ritorna, è figlio della sorte e gioca con essa: se ce la fa vuol dire che è il suo momento, se non ce la fa era il tuo destino. Nei villaggi, salvo pochi casi, non c’è disperazione. Chi decide di partire, spesso, non è il più povero: servono soldi per partire».

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 12.00 alle ore 19.00, sabato e domenica chiuso. Gli accessi alle sale espositive saranno limitati a 40 persone per fascia oraria, pertanto è consigliata la prenotazione, che comunque non è obbligatoria (prenotazione on line e presso la biglietteria del Palazzo nei giorni e negli orari di apertura). Il biglietto di ingresso consentirà l’accesso alla Collezione Cerasi.

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