giovedì, Maggio 6, 2021
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Genova, i bambini e il Covid, il Gaslini ferma il tampone rapido

Essere l’unica regione del Nord rimasta in zona gialla non basta a far dormire sonni tranquilli alla sanità ligure. Perché se è vero che pure il ministero della Salute ieri ha riconosciuto che contagi e ricoveri in Liguria stanno aumentando meno drammaticamente che altrove, l’impennata dei nuovi positivi da Coronavirus nella fascia 5-19 anni per colpa dell’ormai nota “variante inglese” sta portando alle prime contromisure.
Da pochi giorni l’ospedale Gaslini, riferimento per tutti i pediatri del genovese e oltre, è «tornato all’antica», come spiega il direttore di Malattie Infettive Elio Castagnola. Se prima ai giovani e giovanissimi con qualche sintomo – e senza legami accertati con positivi al Covid – veniva fatto un tampone rapido antigenico, ora si è tornati al “classico” molecolare: «C’è ancora incertezza scientifica sulla capacità degli antigenici di individuare il virus se questo presenta le nuove varianti – dice Castagnola – e per non rischiare abbiamo fatto un passo indietro. Fino a febbraio chi presentava sintomi leggeri era sottoposto a tampone antigenico, se risultava positivo veniva fatto subito il molecolare per conferma, se negativo i test si fermavano lì. Ora questa procedura è considerata poco prudente, non si può correre il rischio di mandare a casa persone colpite da un virus tra l’altro molto più contagioso di quello che conoscevano fino a qualche mese fa».

I test antigenici

Un tema, quello dell’attendibilità dei test antigenici in presenza di varianti, destinato a essere preso in considerazione da tutta la popolazione, non soltanto in riferimento ai più piccoli che certamente in questo periodo sono portatori dei classici malanni di stagione. Lo stesso ministero della Salute ha messo in guardia da questa spiacevole “evoluzione” del Covid, e dalla grande cautela che va prestata quando si utilizzano i test rapidi che negli ultimi mesi hanno preso sempre più campo: «E’ una questione dibattuta in tutta Italia – chiarisce Castagnola – noi abbiamo scelto una linea di massima prudenza».
Essere tornati indietro comporta per forza di cose una maggiore lentezza nell’ottenere i risultati dei test, come hanno provato in questi giorni tante famiglie finite al Gaslini per sospetto Covid: «Se con un rapido basta mezz’ora, ora bisogna aspettare 24 ore circa, e nel frattempo osservare la quarantena».
Gli antigenici non sono ovviamente del tutto banditi dal Gaslini. Sono utilizzati in tutti i casi di screening, quando ci si trova di fronte ad esempio a soggetti sani che devono fare una visita o un esame, mentre per particolari urgenze c’è la possibilità di fare tamponi molecolari che danno risultato pressoché immediato: «Ma la macchina è in grado di processarne solo uno all’ora».

Le scuole

In ogni caso la cautela è d’obbligo. Mentre regioni confinanti come la Lombardia hanno già chiuso tutte le scuole di ogni ordine e grado, i dati illustrati dal direttore della Prevenzione di Alisa Filippo Ansaldi sono evidenti: «Tra i 5 e 19 anni, dal 27 dicembre scorso al 25 febbraio si è passati da circa 10 casi ogni cento abitanti a più di 25». Va ribadito però che non c’è alcun segno di aumentata “cattiveria” del virus, né sugli anziani né sui bambini, tanto che se i positivi riscontrati al Gaslini sono in crescita costante, non vale lo stesso per i ricoveri. Ma «bambini e ragazzi tra i cinque e i 19 anni rappresentano ora la fascia d’età con l’incidenza peggiore, seguita dalle persone tra 20 e 64 anni», chiarisce Ansaldi. Il presidente della Regione Toti ha poi specificato che «l’incidenza nelle scuole sta crescendo molto, soprattutto nei ragazzi tra i 13 e i 19 anni».

Discorso del tutto opposto per gli over 80, dove i dati del contagio sono in picchiata anche in Liguria grazie alla vaccinazione. Non è un caso se a Ventimiglia e Sanremo, dove restano le misure restrittive compresa la chiusura delle scuole, martedì si comincerà a somministrare il vaccino anche al personale docente. Nel frattempo nell’estremo ponente i dati sul contagio cominciano a calare, anche se a Sanremo oggi aprirà un nuovo reparto di terapia intensiva.

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