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Borse di oggi 5 marzo: andamento listini europei e mondiali

MILANO – Le Borse euoropee chiudono in calo in una giornata cominiciata condizionata negativamente dalle parole di ieri del presidente della Fed Jerome Powell, che ha spiegato di non essere preoccupato per il recente rialzo dell’inflazione Usa. Powell ha anche sottolineto che un aumento sopra il target del 2% per un paio di trimestri o più non avrebbe ripercussioni nel lungo periodo e che la Banca centrale sarà “paziente” prima di cambiare le sue politiche accomodanti, visto che l’aumento dei prezzi sarà transitorio. Indicazioni che hanno alimentato preoccupazioni tra gli investitori con i rendimenti dei bond Usa che sono balzati ai massimi da un anno, con il decennale oltre l’1,5%. Le preoccupazioni tra gli investitori sono proseguite anche nel corso della giornata malgrado i numeri incoraggianti arrivati dal mercato del lavoro Usa, con i 379 mila nuovi posti di lavoro registrati a febbraio.

L’inflazione Usa che fa molto male all’Europa

di

Giovanni Pons

04 Marzo 2021

In Europa, Milano chiude a -05,5%, Francoforte perde  lo 0,82%, Parigi lo 0,96% e Londra lo 0,31%. Soffre anche Wall Street: alla chiusura degli scambi nel Vecchio Continente, il Dow Jones perde lo 0,27% e il Nasdaq l’1,5%. Deboli gli scambi in Asia, con i riflettori puntati soprattutto sul dato sul Pil cinese atteso per quest’anno: nella relazione del premier Li Keqian messa a punto in occasione dell’apertura dei lavori annuali del Congresso nazionale del popolo, il governo si attende per quest’anno una crescita del 6%. Tra gli indici principali, Tokyo ha concluso gli scambi a -0,23%.

Stabile  lo spread. Il differenziale Btp/Bund chiude oggi da 106 punti, con il rendimento del decennale italiano allo 0,76% sul mercato secondario. Sul fronte delle valute continua a indebolirsi l’euro, che scende sotto quota 1,2 dollari e  vale 1,1911.

Petrolio, Opec e Russia mantengono i tagli alla produzione e ora i prezzi spingono l’inflazione

di

Luca Pagni

05 Marzo 2021

Ancora in rialzo invece i prezzi del petrolio, dopo la decisione a sorresa di ieri dei Paesi Opec+ di mantenere invariata la produzione ad aprile.  Il contratto consegna maggio sul Brent del mare del Nord sale del 2,85% a 68,64 dollari al barile e quello consegna aprile sul Wti del 2,66% a 65,53 dollari al barile. Continua invece la discesa dell’oro, ora  sotto i 1.700 dollari l’oncia per la prima volta da giugno 2020

 

 

 

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