lunedì, Aprile 12, 2021
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Comunità di Bose, papa Francesco interviene di persona per sanare la situazione

La vicenda del monastero di Bose, nel Biellese, resta ancora aperta, tanto che papa Francesco oggi ha deciso di intervenire in prima persona per sanare una situazione che ormai si trascina da mesi e che vede parte della Comunità contrapposta al suo fondatore Enzo Bianchi. Papa Francesco ha infatti ricevuto in Vaticano padre Amedeo Cencini, delegato pontificio per la Comunità monastica di Bose, con il priore Luciano Manicardi.

 

A Bose è tuttora aperta la questione sul trasferimento del fondatore Enzo Bianchi. Secondo l’indicazione del delegato del Papa, Bianchi avrebbe dovuto trasferirsi dal monastero in Piemonte ad una sede in Toscana. Ma, come reso noto dalla stessa Comunità, questo trasferimento non è mai avvenuto.

Il Papa, secondo quanto si apprende, avrebbe sentito in questi giorni anche lo stesso Bianchi per cercare di ricomporre una situazione che mostra tutta la profonda divisione che si è creata. Sempre secondo fonti vicine al dossier della Comunità, lo stesso Pontefice avrebbe fatto sapere a Bianchi, tramite una terza persona, nei giorni scorsi, che era alla ricerca di una soluzione e dunque di attendere prima del trasferimento che doveva realizzarsi prima dell’inizio della Quaresima.

I fatti sono noti: i dissidi tra il fondatore e la nuova guida della comunità, la visita apostolica nel 2019, l’ordine a Bianchi, a maggio 2020, di allontanarsi dalla comunità e infine l’ultima disposizione che prevedeva il trasferimento di Bianchi a Cellole, in Toscana, in un monastero che la Comunità cedeva al fondatore in comodato d’uso. Un trasferimento che doveva realizzarsi prima dell’inizio della Quaresima e che includeva anche piccoli dettagli difficili da accettare, e infatti il fondatore non si è mosso.

Oggi il confronto con il Papa, il suo delegato e l’attuale priore. Un incontro sul quale il Vaticano ha mantenuto il riserbo ma è evidente che l’obiettivo è quello di preservare una realtà di punta della Chiesa, importante soprattutto sotto il profilo del dialogo ecumenico.

Enzo Bianchi in queste settimane comunque ha continuato a fare sentire la sua presenza. Ha commentato per esempio la richiesta del Sinodo da parte di papa Francesco alla Chiesa italiana. Su Twitter poi qualche giorno fa scriveva: “Essere spinti fuori dai recinti può significare scoprire tanti amici che non supponevamo di avere, essere scartati può far male, ma può diventare una beatitudine: la beatitudine di chi conosce gli ampi spazi delle terre senza confini e senza appartenenze”.

 

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