domenica, Aprile 11, 2021
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Città che sprofondano sotto il loro peso

L’innalzamento del livello dei mari non è l’unica minaccia con la quale devono fare i conti le città costiere: secondo un recente studio, le megalopoli costruite lungo le coste stanno sprofondando anche a causa del loro immenso peso, aggravando così ulteriormente la situazione.

questione di centimetri. Tom Parsons, geofisico dello United States Geological Survey (USGS), ha studiato la città di San Francisco, scoprendo che nel corso dei secoli si è abbassata di ben 80 millimetri – otto centimetri! Non pochi, se si tiene conto del fatto che, secondo gli esperti, su quelle coste il livello del mare si alzerà di circa 30 centimetri entro il 2050.

Parson ha fatto un censimento di tutti i palazzi di San Francisco che si trovano lungo la costa, un’area dove abitano quasi 8 milioni di persone, e ha stimato il peso complessivo degli edifici e del loro contenuto: 1,6 trilioni di kg (1 trilione equivale a mille miliardi nella cosiddetta scala corta di denominazione, in uso nei Paesi anglofoni), equivalenti – se vogliamo fare un paragone – al peso di 8,7 milioni di Boeing 747.

Secondo il ricercatore un peso del genere è sufficiente a fare flettere la litosfera, cioè l’involucro solido più esterno del pianeta, ma anche ad abbassare i livelli della faglia sulla quale poggia la città. Tra l’altro, fa notare Parsons, la stima di peso è per difetto, perchè non considera tutto ciò che è esterno agli edifici come le persone, i mezzi di trasporto e le infrastrutture.

previsioni più precise. Il modello di San Francisco, pur con le opportune modifiche, può essere esteso a tutte le città del mondo, in particolare a quelle lungo le coste, che sono maggiormente esposte al rischio di sprofondamento – mentre nelle zone continentali interne la litosfera è più spessa e rigida. Il modello è ancora grezzo e può essere arricchito da numerose variabili, come per esempio la differenza nella composizione del sottosuolo tra una zona e l’altra di una stessa megalopoli.

I primi risultati della ricerca sembrano però essere sufficientemente accurati da suggerire ai ricercatori di inserire anche il peso di una città tra le variabili di cui tenere conto nelle previsioni relative all’innalzamento delle acque. Prossimo obiettivo di Parsons è quello di arricchire il proprio lavoro con i dati provenienti da foto aeree e dai satelliti, così da rendere le misurazioni ancora più precise.

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