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Agrifood tech, il 2020 è stato l’anno del boom

30 miliardi di dollari investiti: per il settore dell’agrifood tech il 2020 non è stato un buon anno, è stato l’anno del boom. I numeri si ricavano dal rapporto annuale sui finanziamenti per la tecnologia agroalimentare pubblicato dalla società AgFunder. Le aziende di questo settore hanno raccolto 26 miliardi di dollari nel 2020, un aumento del 15,5% rispetto al 2019. Ma AgFunder si aspetta che la cifra, già record, raggiunga i 30,5 miliardi di dollari man mano che verranno rivelati ulteriori accordi conclusi nel 2020.

L’Agrifoodtech Investing Report suddivide il settore in società “a monte” (upstream), più vicine all’azienda agricola, e società “a valle” (downstream), più vicine al consumatore. AgFunder ha affermato che per la prima volta nella storia le società a monte hanno superato le società a valle nel 2020. Le prime hanno raccolto 15,8 miliardi di dollari in 1.950 accordi, mentre le società a valle hanno raccolto 14,3 miliardi di dollari in 1.142 operazioni.

Le aziende delle categorie più vivaci e innovative, come quelle che producono proteine ​​alternative e nuovi ingredienti, hanno raccolto 2,3 miliardi di dollari in 26 contratti, mentre quella degli alimentari online (e-grocery) è la categoria a valle più finanziata, con 5,1 miliardi di dollari raccolti in 119 contratti. AgFunder ha osservato che il settore tecnologico agroalimentare sta maturando, con startup sia in crescita che in fase avanzata che ottengono finanziamenti sempre più grandi.

“Questo non è più visto come un settore di nicchia, sperimentale e rischioso”, ha detto Louisa Burwood-Taylor, responsabile dei media e della ricerca di AgFunder, nella conferenza stampa. “Gli investitori si sono affollati nonostante il Covid; la prima ondata di innovatori in ciascuna categoria è ora matura e in grado di tirare su enormi finanziamenti, con molti nomi familiari come Impossible Foods; e la seconda ondata di innovatori sta ora raccogliendo risultati molto migliori rispetto alla prima ondata nella stessa fase “. La cosa interessante  è che  questa crescita nell’agrifood tech è avvenuta nonostante la pandemia. Sebbene il Coronavirus abbia causato enormi difficoltà economiche in tutto il mondo, sembra anche che ci sia stato un aumento degli investimenti in certi settori. Le tecnologie a valle, in particolare, ne hanno beneficiato in quanto ristoranti e negozi hanno accelerato l’adozione di sistemi che riducevano l’interazione tra esseri umani, e hanno contribuito a soddisfare la crescente domanda di e-commerce. Unica nota dolente, la posizione dell’Italia, che nella classifica per nazioni non entra nella top 20.

[Fonte: The Spoon]

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