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Nuovo Dpcm Draghi: scuole chiuse in zona rossa, in arancione decidono i governatori

ROMA – Ministri e Regioni da Mario Draghi per chiudere il nuovo Dpcm con le misure anti-Covid, la cui firma dovrebbe arrivare in giornata. Ma il presidente del Consiglio, al contrario della “tradizione Conte”, non terrà alcuna conferenza stampa.

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02 Marzo 2021

Tra i nodi da sciogliere c’è in particolare quello sulla scuola. L’idea, confermata da diverse fonti di governo, sarebbe di chiudere gli istituti automaticamente in zona rossa e dare la facoltà nelle altre aree di chiudere gli istituti se, a livello locale, in zona gialla o arancione poco importa, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti. La decisione sarebbe dunque rinviata ai governatori e ai sindaci.

Questa soluzione recepisce in sostanza le indicazioni del Cts sulle scuole che chiedeva ulteriori restrizioni nella aree con molti contagi e porta alla chiusura anche delle elementari e delle medie, con il ritorno alla didattica a distanza, nelle aree ad alto contagio.

Cts: nelle zone rosse tutte le scuole chiuse. Governo pronto a stop selettivi

di

Corrado Zunino

27 Febbraio 2021

Proprio sulle scuole in zona arancione si era consumato ieri lo scontro nel governo. Il nodo principale riguardava l’eventuale stop alla scuola da associare (come sostiene il ministro Bianchi e il centrosinistra) o meno (come vorrebbe la Lega) a negozi e centri commerciali.

Per chiudere il Dpcm questa mattina a palazzo Chigi si è riunita la cabina di regia. Presenti, oltre al premier, i ministri Roberto Speranza (Salute), Maria Stella Gelmini (Affari regionali), Daniele Franco (Economia), Patrizio Bianchi (Scuola), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Dario Franceschini (Cultura), Stefano Patuanelli (Politiche agricole), Elena Bonetti (Famiglia) e i rappresentanti del Cts.

Scuola, stop alle lezioni in zona rossa ma sull’arancione è lite nel governo

di

Alessandra Ziniti

Corrado Zunino

01 Marzo 2021

A seguire il governo ha incontrato gli enti locali – Regioni, Province e Comuni – per discutere del prossimo Dpcm con le nuove misure per contrastare l’epidemia da Covid. Al tavolo per l’Anci partecipa il presidente Antonio Decaro, per l’Upi il presidente Michele De Pascale, per le Regioni il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. E ancora: il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli.

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02 Marzo 2021

Ristori per le zone rosse decise a livello locale

Ristori nazionali per le attività che si trovano nelle zone rosse decise a livello locale per limitare i contagi Covid è il provvedimento che potrebbe essere inserito nel prossimo Dpcm. A sollecitare il provvedimento era stata nei giorni scorsi la Regione Umbria con una lettera al Governo della presidente Donatella Tesei. Poi, seguita dalle altre, nella Conferenza Stato-Regioni.

L’allarme di Agenas: 9 regioni con terapie intensive sopra la soglia critica

La linea del rigore che sembra comunque, per ora, caratterizzare anche questo governo è supportata dai numeri: scrive Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), che sono passate da 8 a 9 le regioni che sono sulla soglia critica del 30%, o l’hanno superata, dei posti letto in terapia intensiva occupati dai malati di Covid. Le situazioni più critiche si hanno in Umbria (56%), Molise (49%) e la Provincia autonoma di Trento (47%). Seguono poi Abruzzo (40%), Friuli Venezia Giulia (35%), Marche (32%), Emilia Romagna (31%), Lombardia (31%),  Provincia autonoma di Bolzano (31%) e Toscana (30%) . A livello nazionale la media è del 25%. Non sono lontane dalla soglia critica Piemonte (28%) e Puglia (29%), anche se quest’ultima è scesa dell’1% rispetto al precedente monitoraggio. Le situazioni migliori si hanno in Sardegna e Basilicata (9%), Val d’Aosta (10%) e Veneto (11%).

Per quanto riguarda invece i reparti di area non critica, cioè malattie infettive, pneumologia e medicina generale, i letti occupati dai malati di Covid a livello nazionale sono il 30%, dunque sotto la soglia critica del 40%. Le regioni in cui questo valore è stato superato sono Abruzzo (43%), Marche (49%), Molise (44%), Provincia autonoma di Bolzano (40%) e Umbria (52%), una in più rispetto al precedente monitoraggio. Vicino alla soglia di allerta Emilia Romagna e Lombardia, entrambe al 39%.

 

 

 

 

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