domenica, Aprile 11, 2021
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Covid: il vaccino di Pfizer previene i contagi

Il vaccino di Pfizer-BioNTech potrebbe proteggere non solo dai sintomi della CoViD-19, ma anche dall’infezione asintomatica da nuovo coronavirus e, quindi, dalla trasmissione inconsapevole del virus da parte di chi è stato vaccinato. Secondo un’analisi preliminare del Ministero della Salute Israeliano in collaborazione con Pfizer, il vaccino impedirebbe alla maggior parte dei vaccinati anche di rimanere infetti senza accorgersene e di trasmettere l’infezione a loro volta.

Il vaccino di Pfizer e BioNTech potrebbe offrire quindi un’immunità sterilizzante: il requisito minimo per far sparire del tutto il virus in un Paese con un tasso molto alto di immunizzati.

Stop alla circolazione del virus? Secondo l’analisi, ripresa da Reuters e da Bloomberg, il vaccino avrebbe un’efficacia dell’89,4% nel prevenire i casi di infezione confermati da analisi di laboratorio (dunque anche quelli asintomatici). Una capacità sulla quale rimanevano dubbi, perché i trial farmacologici si sono soffermati sull’efficacia nel ridurre la malattia con sintomi.

La differenza è però sostanziale: con un vaccino in grado di prevenire i casi gravi si salvano vite, necessità oggi impellente. Con un vaccino capace di prevenire contagi e trasmissione potremmo sperare anche di sbarazzarci del coronavirus in ampie porzioni di territorio, a patto che la maggior parte delle persone si vaccini.

I dubbi… L’analisi non convince una parte della comunità scientifica. Lo studio – affermano gli scettici – si basa su dati di test nazionali, e non tiene conto delle differenze nel tasso di test tra persone vaccinate e non vaccinate. È meno probabile che le persone vaccinate siano testate per la CoViD-19, e questo porta inevitabilmente a una riduzione delle infezioni rintracciate in questo gruppo, specialmente quelle asintomatiche. Il rischio è che la riduzione dei casi di infezione tra chi ha ricevuto il vaccino sia stata sovrastimata.

… e le buone notizie . La riduzione reale nella trasmissione potrebbe quindi essere inferiore all’89,4%, ma ci si aspetta comunque un effetto importante: di quanto, staremo a vedere. Se l’impatto fosse confermato si tratterebbe di un’ottima notizia, anche perché nel periodo considerato dallo studio – dal 17 gennaio al 6 febbraio 2021 – l’80% dei casi di covid in Israele era riconducibile alla variante inglese di SARS-CoV-2, più facilmente trasmissibile.

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