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Iran-Italia, 160 anni di amicizia

Caro direttore,

un proverbio persiano recita: “Ogni cosa nuova è buona, tranne l’amicizia”. L’amicizia tra l’Iran e l’Italia affonda le radici nella storia antica di due grandi civiltà. Radici di secoli in cui le due civiltà persiana e romana interagendo tra loro, hanno tessuto la trama e l’ordito della storia. Le relazioni di queste due civiltà sono lo specchio delle interazioni umane, nonché della storia delle relazioni tra l’Occidente e l’Oriente del mondo; una storia lunga più di 20 secoli.

Il primo patto culturale tra i due Paesi fu siglato nel 533 d.C. tra il re sassanide Anushirvan e l’imperatore romano Giustiniano. Oltre al legame intellettuale e filosofico tra l’Iran e Roma, nella letteratura dei due Paesi si possono vedere manifestazioni di attenzione reciproca. Nell’antica poesia persiana, Roma e gli antichi romani sono ripetutamente menzionati come esempi di bellezza. Interessanti riferimenti all’Iran sono stati fatti nella letteratura latina, come nelle poesie dell’antico poeta Orazio. D’altra parte, negli ultimi duemila anni, nonostante le difficoltà e le tensioni sorte, soprattutto nel I secolo d.C., tra i due imperi dell’Iran e di Roma, le rotte commerciali sono state spesso aperte e le interazioni tra le persone sono sempre esistite.

Più recentemente con l’Unità d’Italia,  il diplomatico Marcello Cerutti fu inviato in Iran con incarichi ufficiali. Quest’anno si celebra il centosessantesimo anniversario di questo evento, e alla luce di questo fatto le relazioni tra l’Iran e l’Italia moderna risalgono  alla nascita di questo Paese come Stato Unitario.

In questi centosessant’anni i rapporti tra i due Paesi sono sempre stati amichevoli. L’Italia ha una buona reputazione e un posto particolare nel cuore degli iraniani. Parte dell’industria iraniana è dovuta a diligenti specialisti e artigiani italiani. Molti iraniani che da tanti anni vivono e studiano in Italia testimoniano l’affinità culturale e l’amicizia con il popolo italiano. Le nostre popolazioni, eredi di due antiche civiltà, hanno sempre mantenuto stretti legami culturali.

 

L’Iran conta sull’Italia per un dialogo con l’Unione europea

di

Gabriella Colarusso

30 Dicembre 2020

 

In questi giorni ricorre anche  la celebrazione del quarantaduesimo anniversario della vittoria della rivoluzione islamica dell’Iran. Nel 1979 a seguito di un libero referendum a cui partecipò il 98% degli iraniani, la monarchia fu sostituita dalla Repubblica islamica  e con essa la nostra nazione e il nostro governo decisero il proprio destino. Il modello che gli iraniani hanno scelto per vivere nella comunità internazionale negli ultimi quarant’anni nasce da un’indipendenza basata sull’interazione costruttiva con il mondo. Uno degli aspetti più significativi dell’impatto della Rivoluzione islamica dell’Iran furono i cambiamenti nel campo della politica estera iraniana, che portano alla formazione di una politica estera indipendente, attiva e innovativa, basata sui tre principi di dignità, saggezza e convenienza e allo stesso tempo, ancorata al forte e inviolabile  duplice pilastro della non ingerenza: da una parte l’ Iran non consente interferenze straniere negli affari interni del Paese, dall’altra non interferisce negli affari degli altri Paesi.

Dall’inizio della vittoria della Rivoluzione Islamica, 42 anni fa, la Repubblica Islamica dell’Iran ha basato infatti la sua politica estera su diversi principi:
1- Il Sostegno al  multilateralismo e alla Diplomazia per la pace e la sicurezza
2- L’interazione positiva e costruttiva con la comunità internazionale
3-  La promozione della Pace e della stabilità nella regione con la cooperazione dei paesi dell’ Area medio orientale.
4- Il contrasto al terrorismo e alla violenza
5- La creazioni  di  buone e amichevoli relazioni  di buon vicinato con i Paesi confinanti.
6- Il contrasto all’occupazione dei territori di Palestina e all’ oppressione del suo popolo

Nel corso degli anni, gli Stati Uniti hanno intrapreso varie azioni regionali e internazionali contro l’Iran. Queste azioni si sono intensificate durante il mandato dell’ex presidente degli Stati Uniti (Trump) e di fatto si sono trasformate in una vera e propria  guerra economica contro la Repubblica islamica dell’Iran.

Il mio Paese, l’Iran, ha sempre dimostrato la propria adesione al  multilateralismo, in quanto pilastro della sua politica estera e forse l’esempio più chiaro di questa cooperazione si è concretizzato nel raggiungimento dell’Accordo nucleare. In effetti, il JCPOA è stato il più grande risultato, frutto del multilateralismo, che non sarebbe stato possibile senza la partecipazione dell’Unione europea. Dopo la firma, l’Iran ha mantenuto fede a tutti i propri impegni in seno all’ Accordo, pur osservando  il contrario da parte degli altri  interlocutori; come ben attestano 15 relazioni dell’AIEA ogni possibile sforzo è stato fatto per tenere in vita l’Accordo quale importante risultato dell’impegno diplomatico multilaterale.

Le azioni ostili degli Stati Uniti non si sono limitate alla continuazione della guerra economica e all’escalation delle sanzioni, con l’assassinio di uno degli alti comandanti militari della Repubblica islamica dell’Iran, il generale Qassem  Soleimani, tra i  più importanti ed efficaci strateghi nella  lotta al terrorismo, costantemente impegnato in prima persona  contro l’Isis, essi hanno cercato di destabilizzare ulteriormente la Regione.

Ritornando alle relazioni Iran-Italia, posso affermare che fortunatamente, esse sono state amichevoli negli ultimi quattro decenni. In questo lungo periodo  sono stati siglati  tra i due Paesi più di 25 accordi e Memorandum d’intesa per cooperazioni nei settori politico, culturale, economico e commerciale.

L’Italia è stata ed è presente in modo significativo nelle relazioni estere dell’Iran. Nonostante le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi abbiano registrato  alti e bassi nel tempo, l’Italia si è quasi sempre posizionata ai primi posti in Europa per volume di interscambio con la Repubblica Islamica dell’Iran. Nel 2010, il volume delle relazioni commerciali tra i due Paesi ha superato i sette miliardi di euro. Successivamente, intorno al 2015 con l’imposizione di dure sanzioni all’Iran, il volume dell’ interscambio è sceso a meno di due miliardi di euro. Con la firma dell’ Accordo nucleare e successivamente lo scambio di visite del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran e dell’allora Primo Ministro d’Italia rispettivamente a Roma e Teheran si giunse alla firma  di Accordi e MoU per un valore di 30 miliardi di euro per collaborazioni economiche e commerciali tra i due Paesi, nonché all’apertura di una linea di credito (MCA)  che posero le basi per  un importante balzo in avanti nelle relazioni bilaterali.

Il volume dell’ interscambio economico- commerciali tra i due Paesi ha raggiunto fino al 2018  il valore di più di cinque miliardi di euro e l’Italia è diventata ancora una volta il primo partner commerciale dell’Iran in Europa. Purtroppo, con l’abbandono da parte di Trump dell’ Accordo e la grave violazione della Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, anche le relazioni commerciali Iran-Italia ne hanno pesantemente risentito, raggiungendo negli ultimi mesi un volume pari a meno di un quinto di quello registrato nel  2018, ovvero meno di un miliardo di euro. Ciò non è in linea con le capacità e le potenzialità dei nostri due Paesi.

Le relazioni economiche tra i due Paesi hanno avuto una evoluzione sorprendente dopo la firma dell’Accordo nucleare. Ciò grazie alla visione realistica e alla corretta comprensione delle reciproche potenzialità. Operatori economici e parti politiche in entrambi i Paesi, attraverso una precisa comprensione dei reciproci interessi nazionali, hanno saputo creare le condizioni per lo sviluppo delle relazioni. Pertanto, la significativa diminuzione del volume delle relazioni economiche tra i due Paesi nella situazione attuale è dovuta principalmente a fattori esterni e nell’ultimo anno in particolare a due elementi principali: le minacce statunitensi contro i partner economici dell’Iran in Italia e l’epidemia di coronavirus.

Sebbene entrambe le minacce siano sostanzialmente ancora presenti, speriamo che con lo sviluppo della scienza e il notevole impegno dei ricercatori, la crisi sanitaria possa essere controllata  nei prossimi mesi attraverso una campagna di  vaccinazione globale. Per quanto riguarda la crisi causata dal comportamento irresponsabile degli Stati Uniti e dal loro abuso del sistema finanziario internazionale, possiamo auspicare che con la fine della presidenza Trump e con essa degli approcci distruttivi in politica estera  di parte degli interlocutori politici americani suoi sostenitori, si possa assistere a positive  evoluzioni nell’arena internazionale.

La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre sottolineato la propria piena disponibilità ad interagire con l’Italia in diversi ambiti di cooperazione bilaterale tra cui quella politica, regionale, economica e commerciale. I successi ottenuti dopo la firma dell’Accordo nucleare e i documenti e gli accordi esistenti costituiscono un grande  potenziale per la prosperità delle relazioni economiche tra i due Paesi.

Il rilancio di precedenti accordi, insieme ai numerosi settori nuovi di interesse emersi negli ultimi anni, possono portare rapidamente le relazioni commerciali tra i due paesi a record senza precedenti. Le nuove potenzialità esistenti sono  frutto del costante impegno degli operatori economici e industriali iraniani nelle condizioni  difficili  causate dal regime delle sanzioni.

Ora, la capacità dell’Iran in vari settori industriali e dell’innovazione tecnologica è stata migliorata grazie a grandi investimenti nei settori della scienza , della salute e dell’ energia. Questa capacità implementata dalla necessità dell’ Iran di raggiungere l’autosufficienza, offre ora le condizioni più adeguate alle industrie italiane e iraniane per operare congiuntamente sia sul mercato iraniano che sui mercati della Regione.

Con una popolazione di 83 milioni di abitanti, l’Iran è pronto ad aumentare la cooperazione economica e commerciale e le joint venture con l’Italia. Inoltre l’Iran, dispone di una manodopera specializzata e grandi capacità naturali con accesso ad un mercato di  circa 400 milioni di persone che vivono nei Paesi dell’ Area.  Questa può essere una buona opportunità per la distribuzione e il consumo di articoli di produzione congiunta con l’Italia.

L’Iran e l’Italia, in quanto due importanti Paesi nelle due regioni dell’Asia occidentale e del Mediterraneo, possono svolgere un ruolo importante nel garantire pace e  sicurezza. Nel centosessantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, la Repubblica Islamica dell’Iran onora i legami di lunga data tra le nazioni e i governi dei due Paesi. A nostro avviso, il rafforzamento del multilateralismo, soprattutto in un momento in cui persone come Trump, con arroganza hanno minato le interazioni globali, sabotando le possibilità di dialogo e promuovendo l’unilateralità per diversi anni, potrebbe essere la migliore opportunità per aumentare la cooperazione negli ambiti  bilaterale, regionale e internazionale.

L’Iran e l’Italia, grandi nazioni e culle di civiltà,  hanno interagito con amicizia per secoli; questi legami profondi continueranno. Desideriamo espandere le relazioni tra i popoli dei due Paesi e anche tra i governi. Tutti i nostri sforzi e quelli delle autorità italiane sono volti ad approfondire questi legami. Cultura e relazioni culturali, prima e più che relazioni politiche ed economiche, hanno avvicinato le nostre due nazioni, creatrici di cultura . Siamo amici dell’Italia e l’Italia è amica dell’Iran e di questa amicizia andiamo fieri.

 

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