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Influenza 2020/2021: 1,7 milioni di casi finora

Influenza 2020/2021: 1,7 milioni di casi finora

1,7 milioni di casi di influenza 2020/2021 da ottobre e fino a fine febbraio. L’anno scorso era 9 milioni i casi noti.

1.775.000, questo il numero di casi da ottobre 2020 a febbraio 2021 per quello che riguarda l’influenza 2020/2021. L’anno scorso si parlava già di 9 milioni di italiani a letto a causa dei sintomi dell’influenza. Malattia che, come avevamo visto anche nell’altro emisfero, è stata praticamente cancellata dalle misure preventive messe in atto per quello che riguarda il contrasto all’infezione da Covid-19.

Secondo i dati resi noti al Ministero della salute, nella settimana dal 15 al 21 febbraio 2021 sono stati 101.000 i casi stimati di sindrome simil influenzale. La curva dei contagi si trova stabilmente sotto la soglia epidemica. Mentre nella scorsa stagione in questa settimana “la curva continuava la sua discesa dopo aver raggiunto il picco epidemico stagionale e il livello di incidenza era pari a 9,1 casi per mille assistiti contro 1,7 di questa stagione“. Questi i dati che arrivano dal bollettino di sorveglianza epidemiologica InfluNet, a cura dell’Istituto superiore di Sanità (Iss).

L’incidenza risulta essere oggi pari a 1,7 casi per mille assistiti. Nei bambini di età compresa tra 0 e 4 anni sale a 4,8, tra li over 65 anni, complice anche la massiccia campagna vaccinale, scende a 0,80 casi per mille assistiti.

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Influenza 2020/2021, dati più bassi della norma

Di solito le sindromi influenzali interessano ogni stagione il 9% della popolazione italiana. E non mancano ricoveri per complicanze e purtroppo anche decessi tra le fasce più deboli dei malati, in particolari anziani e pazienti cronici. La sorveglianza attiva per l’influenza, avviata in tutte le Regioni italiane, ha svelato che il livello di incidenza si trova al momento sotto la soglia di base, che di solito dà ogni anno il via all’epidemia.

L’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati.

Questa la precisazione dell’Istituto Superiore di Sanità, che aggiunge inoltre che due regioni, la Sardegna e la Calabria, non hanno affatto attivato questo monitoraggio.

Via | Ansa

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

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