sabato, Maggio 15, 2021
Disponibile su Google Play
HomeNotizieRegno Unito, la rivincita di Boris Johnson grazie ai vaccini

Regno Unito, la rivincita di Boris Johnson grazie ai vaccini

LONDRA – Un anno fa stava entrando in un tunnel in fondo al quale molti gli pronosticavano le dimissioni: minimizzando la pandemia e gestendo in maniera contraddittoria e confusa le misure per arginarla, Boris Johnson sembrava la variante europea di Donald Trump, un leader incapace di governare di fronte alla minaccia più grave per il suo paese, e per l’umanità, dalla Seconda guerra mondiale in poi. Dodici mesi più tardi il premier britannico vola nei rilevamenti d’opinione: l’ultimo sondaggio, pubblicato oggi, gli assegna sette punti di vantaggio sul leader dell’opposizione laburista Keir Starmer, batttuto 43 a 36 per cento, e Mario Draghi indica il Regno Unito a tutta Europa come il modello da seguire per sconfiggere il Covid.

Cosa è successo per trasformare così radicalmente e rapidamente l’inquilino di Downing Street? La risposta breve è: 20 milioni di vaccinati. In due mesi, il Regno Unito ha somministrato almeno una dose di Pfizer o AstraZeneca a circa un terzo della popolazione nazionale: un record in Europa, nel mondo soltanto Israele ha fatto di meglio. Dopo avere sbagliato molto, se non tutto, nella prima fase della lotta al coronavirus, Johnson ha centrato l’obiettivo in grado di riabilitarlo politicamente, con un piano articolato in tre mosse: 1) l’accelerata approvazione dei vaccini da parte delle autorità sanitarie; 2) la capacità di procurarsi per tempo abbastanza dosi da inoculare tutti (Londra ne ha così tante che si è già impegnata a fornire il surplus a paesi emergenti); 3) e una rete capillare di distribuzione per vaccinare da 400 mila a mezzo milione di persona al giorno, utilizzando ospedali, ambulatori pubblici, farmacie private, con l’aiuto di un esercito di volontari e dell’esercito vero e proprio.

La quota di 20 milioni di vaccinati, raggiunta oggi, è anche il risultato della scelta, caldeggiata dai consiglieri medici e scientifici del governo britannico, di inoculare più gente possibile il più in fretta possibile con una dose, piuttosto che procedere subito con due dosi a testa. La decisione di allungare la distanza fra prima e seconda dose da quattro a dodici settimane, insieme alla disponibilità di un gran numero di vaccini, facilitata dalla produzione in Gran Bretagna di quello della AstraZeneca, ha permesso di arrivare in breve tempo a questo risultato. Non tutti gli esperti sono convinti: un articolo sulla rivista Lancet, bibbia della ricerca medica, esprime ancora dubbi sulla percentuale di protezione dal virus con tre mesi fra una dose e l’altra. Ma l’opinione dominante, sostenuta per primo dall’ex-premier laburista Tony Blair, è che convenisse dare una protezione sia pure minima al maggior numero di abitanti, per diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere e permettere di fare ripartire al più presto l’economia. Il governo prevede di vaccinare entro aprile tutti coloro che hanno dai 50 anni in su e l’intera popolazione entro giugno, mese in cui si dovrebbe tornare “alla normalità”: traguardo reso possibile pure da un lockdown iniziato prima di Natale e senza i tentennamenti delle chiusure della primavera scorsa.

A fare crescere i consensi per Johnson, infine, hanno contribuito gli aiuti di stato forniti da Rishi Sunak, ministro del Tesoro e astro nascente dei conservatori, che ne ha elargiti a piene mani l’anno passato e si prepara ad annunciare una nuova iniezione di fondi pubblici a sostegno delle imprese nel budget 2021: ieri ha anticipato che si tratterà di 5 miliardi di sterline, con un minimo di 18 mila sterline (circa 20 mila euro) ad azienda, ripetendo il famoso slogan di Draghi sull’euro con l’impegno di fare “whatever it takes”, qualsiasi cosa sia necessaria, per salvare l’economia britannica. 

Beninteso, ci sono proteste anche qui, in particolare da parte del settore dell’ospitalità, dai pub agli alberghi, che risente maggiormente del lungo lockdown; e non mancano i no vax neppure fra gli inglesi, tanto che la regina Elisabetta prima e stamane il principe William e la moglie Kate sono intervenuti nel dibattito esortando i propri sudditi a vaccinarsi contro il Covid. Oltretutto, il record positivo nella campagna di vaccinazioni non fa dimenticare gli errori commessi da Downing Street, inclusa la riapertura delle scuole, che hanno causato un nuovo picco di vittime nella seconda ondata del virus, in questo autunno-inverno 2020-2021: se da un lato il Regno Unito ha oggi 20 milioni di vaccinati, dall’altro ha già avuto più di 100 mila morti, il maggior numero di vittime in Europa, i cui familiari non scorderanno quando Boris Johnson diceva che bastava “lavarsi le mani cantando due volte happy birthday e tutto sarà a posto”. 

Ma era da luglio che il premier non aveva un vantaggio così ampio nei sondaggi e ad apparire in difficoltà, ora, è il suo avversario, il laburista Starmer, che sembra in crisi e non sa come attaccarlo. BoJo, come lo chiamano i tabloid, non è più il clone europeo di Trump, dal quale ha pur tardivamente preso le distanze. Grazie all’epurazione dei brexitiani più fanatici dalla sua squadra, come il consigliere Dominic “Rasputin” Cummings e almeno due dei suoi collaboratori, frutto si dice dell’accresciuta influenza dietro le quinte della first-lady Carrie Symonds, ora presenta un volto più moderato e suadente. Ci sono sempre delle incognite, a cominciare dall’indipendentismo della Scozia, dove si tengono a maggio elezioni regionali da cui può dipendere l’unità del Paese. Ma Johnson spera di accogliere i leader mondiali, al summit del G7 in giugno in Cornovaglia e al vertice dell’Onu sull’ambiente in novembre a Glasgow, nei panni di un padrone di casa sicuro di sé e vincente. 

 

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews