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La sfida di De Gregori: “Un ministro al Divertimento per il ritorno dei concerti”

Francesco De Gregori interviene con un commento, che sarà pubblicato domani su Affari & Finanza, a un lungo articolo che illustra la drammatica situazione della musica dal vivo, che da un anno ha vissuto un blocco pressoché totale e poco sostegno pubblico. Il cantautore pone l’accento sulla situazione imposta dalla pandemia all’industria musicale e al suo indotto, che coinvolge migliaia di lavoratori.

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di

Anna Bandettini

21 Febbraio 2021

Un’industria che non ha grandi contributi statali, al contrario di cinema e teatro, che vive di iniziativa privata, paga le tasse, e ha un’imposizione Iva del 22%, proponendo ironicamente la nascita di un “ministero del Divertimento” che finalmente se ne possa occupare.

Il problema resta quello delle riaperture di club e grandi spazi per i concerti, linfa vitale per tutto il settore, non solo per le grandi star ma anche per gli artisti più giovani o i generi musicali diversi dal pop: “Credo che dovremo scordarci per un po’ i grandi concerti come li abbiamo fatti e visti fino a un anno fa”, ha detto Francesco De Gregori.

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di

Agnese Ananasso

Michele Bocci

26 Febbraio 2021

“È inimmaginabile per ora riempire uno stadio di pubblico, cosa che del resto vale anche per le partite di calcio . Mi auguro però che se la campagna di vaccinazione avrà successo e i contagi si ridurranno come si spera in maniera significativa, si possano questa estate organizzare (ovviamente distanziati, tracciati e tutti con la mascherina), concerti all’aperto nei grandi spazi portando la capienza massima a duemila persone. Al di sotto di questo numero di spettatori paganti sarebbe impossibile per la maggior parte di noi ripartire. E del resto non mi sembra ragionevole stabilire un tetto massimo di 400 persone esteso indiscriminatamente a tutti gli spazi indipendentemente dalla loro dimensione reale. Un conto è fare un concerto al Pantheon e un conto è farlo al Circo Massimo”.

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