domenica, Aprile 11, 2021
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Il ritorno di Ebola in Congo e Guinea

A soli tre mesi dalla fine ufficiale dell’epidemia di Ebola nella parte occidentale del Paese, la Repubblica Democratica del Congo deve di nuovo fare i conti con un focolaio del virus che sembrava aver sconfitto. Lo scorso 3 febbraio una donna di Biena, nella provincia orientale di North Kivu, è morta per le conseguenze della febbre emorragica. La paziente era la moglie di un sopravvissuto alla precedente epidemia di Ebola, e si sta cercando di capire se ci sia un legame tra le nuove infezioni – 4 casi finora – e la vecchia epidemia.

Riserve virali. Il virus Ebola può sopravvivere dormiente nel liquido seminale dei pazienti guariti per almeno un anno, come accertato da precedenti studi, e questi residui potrebbero avere un ruolo nelle nuove ricomparse dell’infezione (anche se la presenza di RNA virale nei fluidi dei sopravvissuti non dà informazioni sulla capacità di trasmettere il patogeno). L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta studiando il nuovo ceppo di virus per capire se sia connesso al precedente, e ha chiarito che alcuni casi sporadici di infezione possono verificarsi, come coda di precedenti epidemie.

Ritorno contemporaneo. Intanto nel Paese è partita la campagna vaccinale con le 8000 dosi rimaste del vaccino Ervebo, il primo vaccino anti-Ebola approvato dalla FDA nel 2019 e acquistato per la scorsa ondata epidemica, che aveva ucciso 2.287 persone dall’agosto 2018. Tutto questo avviene mentre un altro distante Paese africano – la Guinea, nella parte occidentale del continente – dichiara un nuovo focolaio di Ebola, con sette casi confermati e tre morti. I contagiati avevano partecipato allo stesso funerale nella città di Gouécké.

Anche nella prima epidemia di Ebola i riti di accompagnamento ai defunti avevano agito da moltiplicatori dei contagi, con il 20% dei nuovi casi riconducibili proprio a un funerale. L’usanza di lavare, ungere e vestire le salme favorisce il contatto con i fluidi potenzialmente infetti del defunto, che veicolano il virus. Ebola si trasmette all’uomo attraverso il contatto con animali infetti, ma passa poi da persona a persona attraverso i fluidi corporei del malato (in particolare con il sangue dei contagiati, colpiti da emorragie interne).

Pandemie sovrapposte. L’esistenza di un vaccino approvato è motivo di sollievo, ma al momento ci sono solo 500.000 dosi messe da parte dalla GAVI Alliance, la cooperazione internazionale per migliorare l’accesso ai vaccini per i Paesi poveri. La popolazione totale di Guinea, Liberia e Sierra Leone, i tre Stati più colpiti dall’epidemia di Ebola 2013-2016, è di 22,5 milioni di persone, e al momento la preoccupazione principale delle case produttrici sono i vaccini anti-covid.

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