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Dalla Normandia a Norimberga, dalla Sicilia a Danzica. A 75 anni dalla WW2, nasce il cammino della Memoria

Dalle spiagge della Normandia a Norimberga, da Berlino a Danzica. È un sentiero della memoria la Liberation Route Europe, un lunghissimo itinerario internazionale, che segue la strada della liberazione, lanciato ora, nel 2020, in occasione delle celebrazioni per i 75 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

In questo itinerario dal ritmo slow, pieno di storia e sentimento, creato per celebrare la pace tra i popoli, si rivive la storia della Seconda Guerra Mondiale, toccando, tappa dopo tappa, l’avanzata degli Alleati. Eletto “Cultural Route of the Council of Europe”, è nato da una staffetta di associazioni storiche e culturali europee, che fa capo alla Fondazione Liberation Route Europe: “il viaggio attraversa i confini nazionali che hanno diviso il nostro continente per troppo tempo”, si legge sul sito, “collega la storia passata con la vita nell’Europa moderna, sottolineando il ruolo della riconciliazione internazionale e la promozione della riflessione sul valore delle nostre libertà conquistate con grande fatica”.

È un progetto ampio e complesso, ancora in stato di sviluppo: per ora il tracciato è percorribile in treno o seguendo i diversi sentieri ciclo-pedonali già esistenti, che verranno collegati in un unico, lungo, articolato percorso. Con un totale di 3500 chilometri – un vero record – la strada della memoria legherà in un solo incredibile sentiero i vari cammini legati a siti bellici. La via sarà strutturata e ben organizzata grazie alla segnaletica ideata dall’architetto Daniel Libeskind, che ha disegnato una serie di installazioni chiamate Vectors of Memory, che spiegano il tracciato e diffondono la storia. Per avere la Liberation Route per intero bisogna aspettare la primavera, quando secondo i piani (pandemia permettendo) dovrebbe essere completata almeno gran parte.
Norimberga
Lungo il percorso si possono visitare diversi musei, luoghi della memoria, monumenti e cimiteri di guerra, ascoltare racconti dei veterani che hanno vissuto la guerra mediante un’app o presso i cosiddetti ‘luoghi di ascolto’.

La prima tappa, ça va sans dire, è la Normandia, vicino alle spiagge dello sbarco degli Alleati. In Olanda, si fa uno stop significativo a Nijmegen, dove si è tenuta una delle più importanti battaglie del fronte, quella del ponte simbolo dell’Operazione Market Garden. La traversata del ponte che conduce ad Arnhem dura una decina di minuti, poi si procede per visitare i dintorni della cittadina, un’altra sosta irrinunciabile di questo lungo itinerario, seguendo il passaggio degli Alleati.

La Germania offre il capitolo successivo, un capitolo importante, con sosta a Norimberga, completamente riscostruita dopo la grande guerra. Qui c’è un Documentation Center, che spiega la nascita e la diffusione del Nazismo. Interessante anche l’Art Bunker, dove i nazisti nascosero opere d’arte preziose e rarità trafugate nelle case e nei musei, come le insegne regali degli Imperatori del Sacro Romano Impero, o l’altare gotico di Veit Stoss, rubato nella cattedrale polacca di Santa Maria Maggiore a Cracovia.
Normandia
Tra le tante tappe di questo importante progetto ci sarà anche l’Italia. Paolo Bongini, tra i fondatori della Via Francigena, è il curatore della sezione italiana del progetto, pensata per promuovere anche nel nostro Paese i luoghi della memoria e lo storytelling dei veterani, per spiegare World War II da punti di vista inediti.

La Liberation Route è un itinerario commemorativo lungo le regioni in cui è avvenuta la Liberazione dell’Italia dal regime fascista e dall’occupazione nazista. In Sicilia, dove gli Alleati sono sbarcati nel 1943, si visita il Museo Storico dello Sbarco e i cimiteri di guerra di Catania. Proseguendo si toccano Anzio e Salerno, per poi proseguire per Ortona, sede del Museo della battaglia, e Casoli, con il castello dove scoprire la storia di Wingforce. Raggiunta l’Abbazia di Montecassino, si percorre parte della linea di Gustav, linea difensiva tedesca sul fronte dell’Italia. L’itinerario prosegue per Roma, dove vale la pena una visita al Museo Storico della Liberazione. Ma le tappe sono tante.

Quando sarà completato, con i marcatori di percorso di Libeskind e le numerose vie ciclo-pedonali già esistenti ben collegate tra loro, i 3500 chilometri della Liberation Route arricchiranno l’Europa della sua memoria storica. E legheranno i paesi tra loro in nome della libertà.

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