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Clausole vessatorie, nuova procedura Antitrust: “La Lazio sugli abbonamenti non ha informato i suoi tifosi”

I club di serie A continuano a essere al centro dell’attenzione di Antitrust, l’autorità per la concorrenza e il mercato. Dopo l’ondata di provvedimenti dello scorso novembre, quando aveva bollato come “vessatorie” alcune clausole degli abbonamenti di nove club che impedivano ai tifosi di essere risarciti per le partite giocate a porte chiuse, ora l’autorità ha di nuovo bacchettato la Lazio.

La società biancoceleste faceva già parte dei nove club presi di mira a novembre: allora Antitrust aveva rilevato che due clausole erano scritte in modo da non riconoscere il rimborso del rateo di abbonamento non goduto, a causa delle partite giocate a porte chiuse per evitare la diffusione del contagio da Coronavirus. A chiusura di quel procedimento Antitrust aveva chiesto alla Lazio di pubblicare sul proprio sito, entro 30 giorni, un estratto di quella decisione per informare i tifosi. Cosa che, al 2 febbraio 2021, la Lazio non ha ancora fatto. In pratica il club biancoceleste continua a tenere i suoi abbonati all’oscuro di quali siano i loro diritti, in questo caso la restituzione di quella parte di abbonamento non goduto. Per questo motivo l’Antitrust ha avviato un procedimento che porterà a una sanzione fino a 50.000 euro. Pochi spiccioli per un club di calcio di questo livello. La vicenda però solleva, ancora una volta, il problema della scarsa trasparenza delle società nei confronti dei propri tifosi. 

In un primo momento la Lazio non aveva informato i tifosi perché aspettava il pronunciamento del Tar regionale, al quale aveva chiesto la sospensione della delibera Antitrust. Il 15 gennaio 2021  il Tar ha rigettato la richiesta del club di Claudio Lotito, ma del fatto che le clausole dell’abbonamento erano ingiuste, sul sito continua a non esserci traccia.

Una qualche forma di rimborso c’è stata, almeno agli abbonati che hanno fatto richiesta: un voucher spendibile in biglietti o parte del rinnovo dell’abbonamento per la stagione 2020-2021. Ma la possibilità di ricevere un rimborso in denaro non è prevista, come del resto per la quasi totalità dei club della massima serie.   

Pochi giorni fa Antitrust ha sanzionato anche la piattaforma tv Sky per 2 milioni di euro: durante i mesi in cui il campionato 2019-2020 è stato sospeso, Sky non ha né rimodulato né rimborsato gli abbonamenti dei pacchetti che prevedevano la trasmissione della partite di Serie A.

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