sabato, Maggio 15, 2021
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Alberghi, prezzi in caduta libera. A ottobre meno 3,8 per cento, crollano città d’arte

Prosegue ininterrotto, in autunno, il crollo delle tariffe alberghiere. Lo afferma l’Unione nazionale consumatori, secondo cui la frenata maggiore si registra ad Ascoli Piceno, (-23,1% rispetto ad ottobre 2019), Venezia, con una flessione su base annua del 21,3%, e Firenze, con una riduzione delle tariffe dei servizi di alloggio del 17%. Al quarto posto Bologna (-16,5%), al quinto Milano (-15,2%); seguono, distanziate, La Spezia con -10,8% e, al settimo posto, Roma, con -10,2%, ultima città a registrare un calo a due cifre. In media nazionale, a ottobre i prezzi degli alberghi scendono su base annua del 3,8%.

Santa Maria del Giudice, Lucca: la Toscana è la regione dove i prezzi sono calati di più (foto Arturo Cocchi) 
 “Non si arresta la deflazione record per gli alberghi. Dopo la discesa delle tariffe durata tutta l’estate, per via del minore afflusso di turisti, anche in autunno, nonostante in ottobre non fossero ancora scattate le misure restrittive del Dpcm del 3 novembre, i servizi alberghieri registrano, nelle principali città italiane, un crollo a due cifre. Il bonus vacanze ha ormai esaurito la sua funzione. Senza fiducia nel futuro, nessun consumatori farà ulteriori richieste. Sarebbe bene, quindi, pensare ad altro”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Dall’altra parte della classifica, i rialzi annui più alti per Pescara (+18,2%) Trapani (+15,5%) e, in netta controtendenza con tutte le altre grandi città italiane, Genova, che, per via del Salone Nautico e del suo spostamento di data da settembre a ottobre, segna un +15,4%. “Genova dimostra, se ce ne fosse bisogno, che, essendo i prezzi degli alberghi collegati alla domanda di camere, se gli eventi ripartono ed il pubblico ritorna, i prezzi risalgono e la crisi finisce. Tra Genova e Milano c’è una differenza di oltre 30 punti percentuali, 30,6 per la precisione. Una voragine” conclude Dona.

A Venezia prezzi crollati del 21,3% rispetto a un anno fa (foto Arturo Cocchi) 
A livello regionale, la regione più in deflazione è il Lazio, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 9,4%, poi la Toscana (-7,6%) e al terzo posto la Lombardia (-6,5%). Alzano i prezzi, invece, in Liguria, con un rincaro record del 9,5%, sempre per via del Salone Nautico, al secondo posto la Calabria con +9,2% e al terzo il Trentino, +2,5%.

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