martedì, Aprile 13, 2021
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Usa, suicida il coach olimpico Geddert: era accusato di abusi sessuali sulle ginnaste

New York – L’ex allenatore della nazionale americana olimpica di ginnastica femminile, John Geddert, si è ucciso. Il corpo è stato trovato dalla polizia nel pomeriggio, in un’area di sosta lungo la Intestate 96, l’arteria che va da Detroit a Grand Rapids, in Michigan. Tre ore prima il l’ex coach olimpico era stato formalmente incriminato di ventiquattro capi d’accusa che andavano dal traffico di esseri umani agli abusi sessuali.

“Questa è una tragedia finita in tragedia, per tutte le persone coinvolte”, ha commentato la procuratrice federale del Michigan, Dana Nessel, che solo poche ore prima aveva fatto una conferenza stampa per annunciare l’incriminazione. Stavolta è bastato un comunicato: “Al mio ufficio è stato notificato il ritrovamento del corpo di John Geddert, che questo pomeriggio si è tolto la vita”, ha scritto la procuratrice.

Geddert, 63 anni, sposato, tre figli, si sarebbe dovuto presentare nel pomeriggio davanti al giudice, per rispondere di reati che gli potevano costare l’ergastolo. Ma la sua storia era già finita da tempo, da quando era emerso il suo coinvolgimento in quello che è stato uno degli scandali più agghiaccianti dello sport americano: anni di violenze, stupri, abusi, minacce, a spese di aspiranti ginnaste o giovani atlete della nazionale femminile.

Geddert, carismatico allenatore della squadra olimpica a Londra 2012 dopo essere entrato nel giro della federazione all’inizio degli anni Duemila, era stato utilizzato per 25 anni dal medico della nazionale, Larry Nassar, per avvicinare le ragazzine attratte dalla prospettiva di guadagnare borse di studio con la ginnastica, per risucchiarle in un inferno fatto di violenze.

John Geddert (reuters)

Il primo scandalo era scoppiato con la storia di Nassar, 57 anni, medico ufficiale della federazione, condannato nel 2016 a 60 anni per pedopornografia, ma con la prospettiva di altri 175 anni di carcere per gli abusi e gli stupri su più di 150 atlete, tra cui anche bambine di meno di dieci anni.

Tra i 24 capi d’accusa che hanno riguardato Geddert, solo uno era legato direttamente al suo rapporto con Nassar, un particolare che lascia emergere un aspetto agghiacciante: c’era un altro inferno oltre a quello creato dal medico, e ha visto al centro l’allenatore più famoso della ginnastica femminile americana degli anni duemila.

L’inchiesta era partita nel febbraio del 2018. Dalle testimonianze era emerso che nel 2012, Geddert aveva penetrato, con le dita, una ginnasta dall’età compresa tra i 13 e i 16 anni, un dato anagrafico sfumato per non consentire l’identificazione della vittima.

Decine di ragazzine, traumatizzate, sono finite nel tunnel della bulimia, dell’anoressia, alcune sono cadute in depressione, altre hanno tentato di togliersi la vita. Al centro dei loro incubi c’era quest’uomo dai capelli bianchi, i modi gentili, i gesti d’affetto ripresi dalle televisioni di tutto il mondo, quando a bordo pedana abbracciava le sue atlete per consolarle dopo una prova incerta, o per complimentarsi per la perfezione dell’esercizio.

John Geddert festeggia Jordyn Wieber dopo la vittoria dei mondiali di Tokyo del 2011 (afp)

Il luogo dell’”orco”, secondo l’accusa, era la palestra gestita da Geddert, a Dimondale, in Michigan, il Twistars Usa Gymnastic Club, dove lo stesso Nassar aveva abusato delle giovani atlete durante i lunghi stage di allenamento. Geddert, secondo l’accusa, aveva fatto finta di niente, per poi diventare lui stesso il carnefice. L’uno avrebbe finito per coprire l’altro.

Durante i Mondiali del 2011 a Tokyo, mentre erano in macchina per un trasferimento, l’ex atleta olimpica McKayla Maroney aveva mostrato al coach come era stata toccata dal medico la sera prima. Geddert non aveva reagito. Il racconto della ginnasta verrà confermato dalle compagne, che erano in auto.

La federazione americana aveva sospeso il coach nel gennaio 2018, dopo una serie di denunce di ex atlete che avevano parlato dei suoi atteggiamenti troppo morbosi. Geddert annunciò il ritiro dall’attività e la messa in vendita della palestra, passata di mano proprio nelle scorse settimane. I nuovi proprietari hanno cambiato il nome, per chiudere con il passato. Rachael Denhollander, la prima ad accusare pubblicamente Nassar di abusi sessuali, ha commentato la morte di Geddert con un messaggio dedicato alle vittime degli abusi: “Per favore, abbiate cura di voi, qui siete amate e protette”. 

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