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Moderna: “Messo a punto un vaccino per la variante sudafricana”. La produzione passerà da 700 milioni a un miliardo di dosi

Da oggi abbiamo un vaccino contro la variante sudafricana. Lo ha messo a punto la biotech americana Moderna. Le prime dosi sono state spediti ai National Institutes of Health per essere sottoposte a una sperimentazione. Saranno testate varie opzioni, per trovare la migliore. O un richiamo con il vaccino aggiornato contro la variante sudafricana, o un richiamo con un mix del vaccino tradizionale e di quello aggiornato, o una terza dose con il vaccino tradizionale. Per chi deve ancora ricevere l’iniezione, si potrà decidere quale versione del vaccino somministrare in base al ceppo che circola di più in quella zona.

“Stiamo cercando di essere vigili e rapidi di fronte alle varianti” ha detto Stéphane Bancel, ceo di Moderna. “La piattaforma a Rna è molto flessibile e ci permette di testare nuovi vaccini contro le varianti emergenti. Siamo pronti a fare tanti aggiornamenti quanti se ne renderanno necessari per controllare l’epidemia”.

Finora tutti i vaccini approvati si sono dimostrati ugualmente efficaci contro la variante inglese, ma meno efficaci contro i ceppi sudafricano e brasiliano. La variante inglese infatti è caratterizzata da una mutazione nella posizione 501 della spike che la rende più contagiosa del 50%. Le altre due hanno una mutazione nella posizione 484 della spike che rende il coronavius più agile nello sfuggire al sistema immunitario. Tutti i vaccini messi a punto finora si basano sulla versione originaria della spike, quella che circolava a Wuhan all’inizio dell’epidemia. Resa pubblica già a gennaio del 2020, la sequenza del suo genoma è quella che tutti i laboratori del mondo hanno subito preso per gettarsi a rotta di collo nella preparazione di un vaccino.

Moderna ha anche dichiarato di essere in grado di aumentare la sua produzione per il 2021, passando da 700 milioni di dosi a un miliardo. Ma per il momento non è sul tavolo l’uso di impianti in Italia. L’anno prossimo la capacità produttiva sarà portata a 1,4 miliardi di dosi. E’ allo studio con la Food and Drug Administration americana l’ipotesi di aumentare le dosi in ogni fiala. Questo faciliterebbe alcuni processi industriali e permetterebbe di superare uno dei colli di bottiglia attuali: la mancanza di vetro adatto per i contenitori dei vaccini.

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