domenica, Marzo 7, 2021

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Covid e futuro, un giovane su quattro è negativo per il lavoro

È fra i giovani che più di ogni altra categoria il senso di precarietà portato dalla pandemia ha colpito. Sono quelli che, finiti gli studi, stanno cercando lavoro in questo periodo, ma sono anche quelli che per primi hanno risentito della crisi e dei tagli: con le donne i giovani sono fra le categorie più colpite. Un giovane su due considera peggiorata la propria posizione e uno su quattro è particolarmente preoccupato per il lavoro.

Il nuovo Osservatorio sulle Giovani Generazioni di Flowe che si occupa di educare i giovani sui temi dell’innovazione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale ha proposto una ricerca, condotta da AstraRicerche, sul futuro post-Covid fra i giovani che hanno fra i 15 e i 30 anni.

Il 47,9% considera il lavoro come l’aspetto prioritario per il proprio futuro, superiore anche all’importanza data agli amici e alla famiglia che si fermano attorno al 45%. Due ragazzi su tre dicono di dover accettare lavori non all’altezza (64,4%) e di vedere la scelta del lavoro all’estero come una necessità (62,7%).

Quasi la metà degli intervistati, il 44,8%, dice che la situazione è peggiorata rispetto al 2019, per il 12,2% è molto peggiorata: pessimismo e paura sono i sentimenti più segnalati rispetto a ottimismo e serenità. L’80,8% degli intervistati si dice preoccupato per il futuro del mondo, il 66,4% è preoccupato per il proprio futuro e il 54,2% è preoccupato per il futuro della famiglia.

I problemi che sono prioritari sono quelli economici e di lavoro, seguiti da salute e ricadute psicologiche del Covid-19, cioè ansia, depressione e solitudine. «Sono i temi tipici dell’età adulta a preoccupare i più giovani, segno che i ragazzi sono consapevoli, informati, interessati al proprio futuro» ha spiegato Ivan Mazzoleni, amministratore delegato di Flowe.

Il timore maggiore è che i giovani si scoraggino, anche se il 71,9% degli intervistati crede che la qualità della vita che lo attende dipenda dalle proprie scelte e dal proprio impegno. Non è il futuro immediato però quello a cui guardano con occhi positivi. Pensando al futuro fra 5 anni l’ottimismo prevale sul pessimismo e la serenità sulla paura. Le vie per recuperare passano per la formazione: scolastica per il 41,6%, continuativa e specializzante per il 59,5%. Fondamentali per il 64,4% degli intervistati le problematiche ambientali.

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