lunedì, Marzo 1, 2021

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Trasporto aereo, ripresa (vaccini permettendo) solo a fine 2023. I viaggi di piacere saranno nazionali, i voli per lavoro al tappeto

MILANO – Se tutto andrà bene sul fronte sanitario, quindi avremo vaccini efficaci e ampiamente disponibili entro la prossima estate, il settore areo dovrà comunque attendere la fine del 2023 per una piena ripresa. E’ quanto sostengono gli specialisti della società di consulenza Bcg in un report dedicato alle compagnie aree, “tra le realtà più colpite dalla pandemia di Covid-19”.

Eccolo dunque lo scenario migliore nel quale possono confidare le compagnie ad oggi: vaccini efficaci e ampiamente disponibili entro l’estate 2021, test rapidi accurati effettuati prima del viaggio e possibilità di spostarsi per ogni tipo di motivazione. Se invece il rimbalzo fosse meno veloce e la distribuzione dei vaccini dovesse spostarsi tra fine 2021 e inizio 2022, costringendo i governi a mantenere una limitata restrizione per gli spostamenti, il ritorno in quota del settore dovrebbe arrivare a fine 2024. Il terzo scenario, quello che ovviamente i lavoratori si augurano di non vedere, prevede una distribuzione su larga scala dei vaccini solo a fine 2022, viaggi limitati allo stretto necessario e quindi una ripresa non prima del 2025.

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18 Febbraio 2021

Gabriele Ferri, Managing Director e Partner di BCG, sintetizza la situazione del report del Boston Consulting Group dicendo che “ci aspettano mesi e forse ancora anni di incertezza e la domanda subirà dei cambiamenti strutturali. Le nostre analisi prevedono una contrazione in uscita dalla crisi del 3-5% del traffico aereo di lungo raggio in favore del breve e medio, e del 2-8% del traffico business in favore dei viaggi di piacere”.

Al di là del timing della ripresa, lo studio evidenzia come ci saranno dei cambiamenti strutturali per alcuni segmenti dei viaggi . Nel caso dei voli d’affari, “difficilmente andranno incontro a una ripresa completa”. Secondo il BCG “i viaggi di lavoro saranno meno frequenti in futuro: ne è convinto il 91% dei ceo intervistati e il 52% ritiene che non raggiungeranno mai i livelli pre-pandemia. Le cause? La progressiva normalizzazione dello smart working e la digitalizzazione di meeting, conferenze ed eventi, ma anche i tagli al budget delle aziende e la necessità di salvaguardare la salute dei dipendenti. Anche le compagnie aeree sono della stessa idea: già a maggio e giugno 2020, il 95% di quelle intervistate riteneva che questi cambiamenti sarebbero stati permanenti”.

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Lucio Cillis

18 Febbraio 2021

I viaggi di piacere per il tempo libero dovrebbero recuperare più in fretta le caratteristiche pre-Covid, pur con qualche aggiustamento a favore delle brevi e medie distanze rispetto alle destinazioni internazionali per una percezione di maggiore sicurezza: i voli entro i confini nazionali saranno preferiti dal 53% delle famiglie, dal 50% delle coppie e dal 35% dei viaggiatori solitari. “E i viaggi in aereo saranno pianificati nella maggioranza dei casi per distanze superiori alle 500 miglia: solo il 18% dei viaggiatori sceglierà di volare per coprire distanze tra 251 e 500 miglia e appena il 6,4% per distanze sotto alle 250 miglia. All’aereo, infatti, si preferisce ancora la macchina: quando si tornerà a viaggiare il 66% delle famiglie, il 60% delle coppie e metà dei viaggiatori che si spostano da soli sceglierà di utilizzare l’automobile (e rispettivamente solo il 33%, il 32% e il 43% di queste categorie opterà per l’aereo)”.

Per Ferri, visti questi prevedibili cambiamenti le compagnie devono passare dalla “modalità crisi” a strutturare il loro futuro: “Per assicurarsi un posizionamento competitivo è indispensabile quindi che le compagnie definiscano oggi gli elementi centrali del proprio modello futuro, anche mettendo in discussione alcune “certezze”. Network, flotta, alleanze, pricing, distribuzione e operations devono essere ricalibrati ai nuovi scenari. La precisione e la velocità di azione saranno armi fondamentale per vincere sul mercato, e anche in un momento di prolungata incertezza, non c’è forse momento migliore per fare la prima mossa.”

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