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«Mia figlia? Mai nella squadra Usa di ginnastica»

«Mia figlia? Mai nella squadra Usa di ginnastica». Simone Biles, una delle più grandi ginnaste di tutti i tempi, è ancora in attività e i figli sono di là da venire, ma per lei è una certezza: se avesse una figlia non la manderebbe nella squadra statunitense di ginnastica artistica. Le vicende sono note, hanno coinvolto lei e decine di altre atlete, ancora praticamente bambine, molestate dal medico Larry Nassar.

Nonostante Nassar sia stato condannato praticamente a vita nel 2018, ancora la pluricampionessa olimpica non ha riacquisito la fiducia nel team statunitense. Intervistata dalla trasmissione della CBS 60 Minutes ha detto un secco no, non farebbe allenare la figlia con la squadra di cui lei stessa ha fatto lungamente parte, prima di poter avere un team personale. «Non mi sentirei sicura, non si sono assunti le loro responsabilità per le loro azioni e per quanto successo e soprattutto non sono stati in grado di assicurare che questo non accada mai più».

Nel gennaio 2020 la federazione Usa di ginnastica ha annunciato un piano di risarcimenti da 215 milioni di dollari per le vittime degli abusi. Per molte atlete non basta.

Simone Biles, 4 volte oro alle Olimpiadi e 19 volte campionessa del mondo, ha chiesto più volte un’inchiesta indipendente sulla federazione statunitense, incapace di fermare gli abusi e le molestie perpetrati per anni da Nassar. Per ora la richiesta è rimasta inascoltata. «Chi sapeva? Quando lo ha saputo? Troppe atlete sono state vittime e la maggior parte minorenni. Noi facciamo la nostra parte, portiamo medaglie. Loro dovrebbero fare la loro e proteggerci».

Di medaglie, l’atleta che vive in Texas, ne ha portate più di chiunque altro. E non ha ancora finito di farlo. Lo racconta in un documentario Simone vs. Herself, Simone contro se stessa, che andrà in onda prima dei giochi olimpici di Tokyo della prossima estate, che potrebbero essere per lei gli ultimi. Proprio in vista di Tokyo sta provando, già dallo scorso anno, un salto finora realizzato solo dagli uomini, lo Yurchenko doppio carpiato. La federazione internazionale potrebbe però non accettarlo nel programma olimpico femminile per la sua pericolosità. Simone va sempre oltre nello sport e nella ricerca della verità. In passato la federazione ha attribuito punteggi  bassi a movimenti complessi per evitare che le atlete rischiassero gravi infortuni tentandoli.

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