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Vaccini extra da Usa, Cina e India: così AstraZeneca cerca di colmare il gap

ROMA – Nel grande risiko dei vaccini, due interrogativi – quanto è davvero efficace il vaccino AstraZeneca? Quando arriveranno le dosi che l’Italia ha comprato? – minacciano la fase dell’immunizzazione di massa. Perché il piano proceda in modo equo, serve che le consegne, tagliate del 60 per cento, tornino al più presto a regime.

Esigenza ribadita ieri, alla vigilia dell’avvio della somministrazione del farmaco, durante una riunione tra governo, Aifa e Regioni. In particolare la Lombardia con l’assessora Letizia Moratti e il Friuli col governatore Massimiliano Fedriga hanno chiesto che il vaccino AstraZeneca venga dato anche alle persone senza patologie nella fascia di età 55-69 anni che rischiano di essere immunizzate tardi. Attualmente, infatti, l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) ne ha consigliato l’uso solo per gli under 55, il che riduce di molto la platea dei candidati. Una cautela che sbatte con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità: in un documento pubblicato proprio ieri l’Oms precisa che il vaccino di AstraZeneca è consigliato anche per gli ultra 65enni e può essere usato nei Paesi in cui sono presenti le varianti del virus.

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A questo punto, dunque, diventa cruciale ricevere le fiale promesse. L’Italia doveva avere 8 milioni di dosi entro il primo trimestre dell’anno ma il colosso farmaceutico, a causa di una produzione inferiore alle aspettative nello stabilimento belga, a gennaio ha comunicato che ne avrebbe mandate solo 3,4 milioni. Ora AstraZeneca pare essere riuscita a risolvere parte del problema e punta a consegnarne 5 milioni entro marzo. Per recuperare il gap, inoltre, ha siglato un accordo di collaborazione con la Idt Biologika per aumentare la capacità industriale rafforzando lo stabilimento a Dessau in Germania. Non solo. Sta valutando di fare arrivare in Europa una parte dei vaccini prodotta nei loro stabilimenti in Cina, Stati Uniti e India. Non è escluso che – come previsto dal contratto con l’Ue – anche il sito di Oxford possa alla fine contribuire. Niente di deciso, ma l’ipotesi è sul tavolo. Non risulta, invece, che siano state avanzate ad AstraZeneca richieste di acquisto di dosi aggiuntive dalle Regioni. Neanche dal Veneto e dall’Emilia Romagna, che hanno annunciato di voler seguire questa via.

Andiamo al secondo interrogativo. A fare chiarezza sull’efficacia del vaccino è l’ultimo studio di AstraZeneca pubblicato sulla rivista scientifica Lancet: se tra la prima dose e la seconda passano 4 settimane, l’efficacia è al 53 per cento; se passano 8 settimane sale al 72 per cento, alla dodicesima settimana raggiunge l’82 per cento. Non a caso nell’ultima circolare del ministero della Salute si legge: “Il momento ideale per il richiamo è tra i 78 e gli 84 giorni dopo la prima iniezione”. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare, e che dovrebbe rassicurare chi sta per ricevere la somministrazione. In fase di sperimentazione il vaccino è stato testato su un campione di 17 mila persone in Inghilterra, Brasile e Sudafrica: nessuno, stando al documento ufficiale, ha sviluppato insufficienze respiratorie o è finito in ospedale. Per questo AstraZeneca ha sottolineato più volte che, al di là della percentuale di efficacia di immunizzazione, chi si fa il vaccino si protegge comunque dal rischio di ammalarsi gravemente.

Rimane però il problema delle varianti. Il governo del Sudafrica ha stoppato la campagna di vaccinazione con le dosi AstraZeneca perché – secondo una ricerca dell’Università di Johannesburg realizzata su un campione di mille volontari – sono poco utili nel contrastare la B.1.351, ossia la variante sudafricana del coronavirus. L’efficacia sarebbe intorno al 22 per cento. Per potenziare l’effetto copertura contro le varianti brasiliana e sudafricana, AstraZeneca conta entro alcuni mesi di realizzare un “aggiornamento” del vaccino. Non è da escludersi il ricorso a una terza dose, nel caso in cui questa pratica dovesse risultare utile a migliorare la protezione le difese contro l’infezione da variante.

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