sabato, Maggio 8, 2021
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Giornata internazionale delle donne nella scienza. Perché non è materia solo da maschi, ma le pari opportunità dove sono?

«La scienza è un luogo bellissimo e c’è posto davvero per tutte e tutti». È sul treno che da Torino la porta a casa dopo la giornata all’università dove frequenta il terzo anno di Fisica. Ed è da lì, che Linda Raimondo, 21 anni, ci racconta la sua passione sfrenata per le stelle e per la scienza . Iniziata con una videochiamata su Skype, a 12 anni, con Margherita Hack a cui ha chiesto una spiegazione sulla meccanica quantistica. E l’ha ricevuta.

La scienza è diventata dimensione quotidiana di Linda.

Come studentessa, aspirante astronauta, divulgatrice scientifica. Sia all’interno di programmi televisivi su RaiGulp e come lei stessa ha raccontato nel suo primo libro Tra le stelle e un po’ più in là, pubblicato da Mondadori.

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L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza , un’occasione per ribadire quanto numeri e formule non siano solo una «cosa da maschi».

Oggi nel nostro Paese, secondo quanto rivela l’organizzazione internazionale Save The Children, solo il 16,5% delle giovani si laurea in facoltà scientifiche, contro il 37% dei maschi; appena il 22% si diploma in istituti tecnici, a fronte del 42% tra i coetanei maschi. Un gap che nasce già nei primi anni di scuola e prosegue nel mondo del lavoro: nelle aree STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica)  le donne rappresentano solo il 20% dei professori ordinari. L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza , un’occasione per ribadire quanto numeri e formule non siano solo una «cosa da maschi».

Giusto?
«Sì, nessuno me lo ha mai detto direttamente, ma purtroppo temo che all’interno della società rappresenti un pensiero abbastanza comune basato su vecchi stereotipi che ormai, nel 2021, dovrebbero già essere stati superati. Nonostante questo, sono fortemente convinta che le cose stiano cambiando: ci stiamo piano piano muovendo verso la parità di genere e spero che tra qualche anno questo obiettivo venga raggiunto e non si debba più parlare  di “mestieri da maschi” e “mestieri da femmine”».

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Come descriveresti la tua esperienza di ragazza nella scienza ?
«È un’esperienza totalizzante, ma al tempo stesso bellissima. Totalizzante perché lo studio e l’università occupano la maggior parte del mio tempo, bellissima perché studio quello che mi piace e non smetto mai di imparare. Penso che il bello della scienza sia il fatto che insegni ad essere perseveranti: la perseveranza infatti è una caratteristica necessaria per uno scienziato, ma credo che spesso sia fondamentale anche nella vita».

La perseveranza ti ha già portata a raggiungere diversi obiettivi. 
«Ad oggi i miei principali obiettivi sono lo studio universitario e la divulgazione. Il 2020 è stato un anno particolare e, come tutti quanti, da un giorno all’altro mi sono ritrovata ad essere bloccata nelle quattro mura di casa. Ne ho approfittato per capire meglio cosa volessi fare, è stata una pausa che alla fine mi ha giovato e oggi sono convinta più che mai di voler impegnarmi nella divulgazione, che sia in tv o su un palco o nelle scuole, voglio impegnarmi per portarla avanti al meglio, perché credo che ci sia tanto bisogno di parlare di scienza alle persone».

Come riuscirci?
«La scienza è alla base del progresso ed è necessario che tutti lo sappiano. Continuare a investire nella ricerca scientifica è la soluzione ai grandi problemi dell’umanità e ci consentirà non solo di risolverli, ma ci porterà a toccare con mano anche le vette più alte del pensiero umano, permettendoci di evolvere come specie».

I dati dicono che in Italia le ragazze e le donne che intraprendono percorsi scientifici sono ancora poche.
«Consiglio di farlo senza timore. La scienza è un “luogo” bellissimo e c’è posto davvero per tutte e tutti. Consiglio inoltre di essere determinate perché, come dicevo prima, a volte è solo questione di perseveranza e di voglia di andare avanti nonostante le difficoltà che si possono incontrare».

Il sogno?
«Ne ho tanti di sogni nel cassetto, quindi diciamo che per realizzarli mi pongo ogni giorno lo stesso obiettivo: arrivare alla sera ed essere soddisfatta della giornata, perché magari durante la giornata ho imparato qualcosa di nuovo. Non pongo limiti ai miei sogni, e voglio vedere fino a dove riesco ad arrivare contando solo sulle mie forze».

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