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Emirati Arabi su Marte: ci siamo quasi

La prima missione spaziale degli Emirati Arabi su Marte, la sonda “Hope”, dovrebbe raggiungere l’orbita del Pianeta Rosso martedì 9 febbraio 2021 e sarà la prima di tre navicelle che questo mese arriveranno attorno o sul Pianeta Rosso. Si tratta di tre missioni che Emirati Arabi Uniti, Cina e Stati Uniti lanciarono verso il Marte lo scorso luglio, approfittando di un periodo in cui la Terra e Marte erano vicini tra loro. Se la missione Hope avrà successo, il ricco stato del Golfo diventerà la quinta nazione a raggiungere Marte – un’impresa annunciata nel 2015 per celebrare il 50° anniversario dell’unificazione degli Emirati Arabi Uniti – e la Cina diventerà la sesta il giorno successivo. A chiudere la parata sarà il rover della Nasa Perseverance, che dovrebbe appoggiarsi sul suolo marziano il 18 febbraio.

Una manovra rischiosa. “Hope”, noto come “Al-Amal” in arabo, orbiterà attorno al pianeta per almeno un anno marziano, pari a 687 giorni terrestri. Dopo essere partita dal Giappone lo scorso luglio, la missione Hope deve ora affrontare quella che viene definita “la sua manovra più critica e complessa” dagli funzionari degli Emirati, con una probabilità del 50% di entrare con successo nell’orbita di Marte.

Il veicolo spaziale deve rallentare la sua velocità in modo significativo per essere catturato dalla gravità marziana e per raggiungere questo scopo accenderà i suoi sei propulsori per 27 minuti. Il tal modo Hope ridurrà la velocità di crociera, che è di 121.000 km/h, fino a circa 18.000 chilometri orari. L’inizio della manovra, che consumerà metà del suo carburante, è programmato per martedì 9 febbraio alle 16:30 ora italiana, ma ci vorranno 11 minuti affinché un segnale dell’avvenuta accensione raggiunga il controllo a terra.

Pronti a festeggiare. Omran Sharaf, project manager della missione degli Emirati Arabi Uniti, ha affermato che per il Paese è un “grande onore” che Hope sia la prima delle missioni che quest’anno raggiungeranno Marte. In caso di esito favorevole, negli Emirati Arabi sono in programma festeggiamenti che culmineranno con un grande spettacolo presso la Burj Khalifa di Dubai, la torre più alta del mondo. 

La sonda emiratina è stata progettata per fornire un’immagine completa delle dinamiche meteorologiche del pianeta, ma è anche il primo passo verso un obiettivo molto più ambizioso: costruire un insediamento umano su Marte entro 100 anni. Ma c’è un fine ancora più nobile: gli Emirati Arabi Uniti vogliono che il progetto serva da fonte di ispirazione per i giovani arabi, in una regione troppo spesso martoriata da conflitti e crisi economiche. Hope utilizzerà tre strumenti scientifici per monitorare l’atmosfera marziana e dovrebbe iniziare a trasmettere informazioni sulla Terra nel settembre 2021, con dati che saranno resi disponibili agli scienziati di tutto il mondo.

La sonda cinese. La cinese Tianwen-1, o “Questions to Heaven”, ha già inviato la sua prima immagine di Marte – una foto in bianco e nero che mostrava caratteristiche geologiche tra cui il cratere Schiaparelli e la Valles Marineris, un profondo canyon.  La Tianwen-1, dal peso di cinque tonnellate, include un orbiter, un lander e un rover a energia solare che per tre mesi studierà il suolo e l’atmosfera del pianeta, scatterà foto, realizzerà mappe cartografiche e cercherà segni di vita passata. La Cina spera di far atterrare il rover da 240 chilogrammi a maggio, in Utopia Planitia, un enorme bacino da impatto. Il suo orbiter invece, dovrebbe lavorare per un anno marziano. Tianwen-1 non è il primo tentativo della Cina per raggiungere Marte. Una precedente missione con la Russia nel 2011 si concluse prematuramente con il fallimento del lancio.

Infine gli USA. A finire sotto le luci dei riflettori sarà poi il rover Perseverance della NASA, che atterrerà (incrociando le dita) sul Pianeta Rosso il 18 febbraio alle ore 21:55 italiane, diventando il quinto rover a completare il viaggio dal 1997. Sarà impegnato in una missione di astrobiologia per cercare segni di antica vita microbica e tenterà di far volare per la prima volta un elicottero-drone da 1,8 chilogrammi, su un altro mondo. Perseverance, in grado di navigare autonomamente per 200 metri al giorno, raccoglierà campioni di roccia che potrebbero fornire indizi inestimabili sul fatto che ci sia stata vita passata su Marte. Ha le dimensioni di un piccolo SUV, pesa una tonnellata, ha 19 telecamere e due microfoni che permetteranno di registrare suoni marziani. La missione dovrebbe durare almeno due anni.

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