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Sanremo si può fare: via libera del Cts al protocollo Rai

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Il Comitato tecnico scientifico accoglie le linee guida per un’edizione senza pubblico della kermesse in programma dal 2 al 6 febbraio

di Francesco Prisco

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Il Comitato tecnico scientifico accoglie le linee guida per un’edizione senza pubblico della kermesse in programma dal 2 al 6 febbraio

3′ di lettura

Habemus Festival. Alla fine arrivò il via libera dal Comitato tecnico scientifico al festival di Sanremo. Gli esperti, secondo quanto si apprende, hanno approvato il protocollo presentato dalla Rai che prevede lo svolgimento dell’evento senza spettatori e tutta una serie di misure organizzative del Teatro Ariston per ridurre le possibilità di contagio. Soddisfazione da parte del mondo discografico. Il protocollo Rai, per gli aspetti di competenza dell’azienda, già contribuisce a mitigare i rischi nelle zone limitrofe ai luoghi che ospiteranno l’evento – hanno fanno notare gli esperti del Cts – eliminando gli eventi esterni e i programmi collaterali. Tuttavia – è il ragionamento del Comitato – normalmente l’evento richiama a Sanremo circa 10mila persone, in più all’anno, fa, curiosi, turisti e quindi non si possono escludere assembramenti. Di qui il coinvolgimento delle istituzioni preposte a livello locale per contenere i rischi di contagio e per garantire il diritto di cronaca e informazione su un grande evento popolare come il festival. Tra le criticità segnalate – a quanto si apprende – i set radiofonici ospitati nelle vetrine dei negozi accanto all’Ariston che rappresentano un punto di richiamo per il pubblico. Tra i suggerimenti del Comitato tecnico scientifico per ridurre il rischio di assembramenti a Sanremo durante il Festival c’è anche l’uso di navette con vetri oscurati per artisti e celebrità.

Amadeus: «Una decisione che vuol dire non fermare la musica »

Esulta il direttore artistico Amadeus: «Siamo felicissimi, perché vuol dire non fermare la musica e poter dare agli italiani uno spettacolo importante che stiamo organizzando in un anno così difficile: far sì che una festa ci possa essere, nelle case degli italiani», ha dichiarato il presentatore. «Fiorello? Secondo me è già a Sanremo», ha poi detto riferendosi allo showman che sarà al suo fianco durante la settimana del festival.

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Il plauso di Fimi

«Con l’approvazione del protocollo si definiscono meglio i contorni del Festival,e le misure di sicurezza invocate dall’industria discografica per artisti e staff vanno nella direzione auspicata», commenta Enzo Mazza, ceo di Fimi, l’associazione confindustriale dei discografici. «Le case discografiche, come già previsto dalle linee guida promosse dalle associazioni di settore, adotteranno tutte le misure approvate dal Cts integrando i propri protocolli aziendali», ha aggiunto Mazza. «Restano poi da definire le procedure per la città e le aree alberghiere che ci auguriamo prefetto e sindaco metteranno a punto a breve».

Pmi: «Senza pubblico, sarà una sfida»

Sul versante degli indipendenti, soddisfazione da Pmi che «plaude al recepimento in toto delle indicazioni delle tre associazioni di categoria (Afi, Fimi e Pmi) congiuntamente proposte a Rai e al Cts per una maggiore sicurezza di artisti e maestranze al fine di individuare soluzioni atte a facilitare lo svolgimento del Festival in piena sicurezza». L’associazione delle indie label «consapevole che l’assenza di pubblico comporterà per Rai e per il direttore artistico» Amadeus «un notevole impegno per rendere lo spettacolo televisivo del Festival all’altezza delle precedenti edizioni, confida nelle straordinarie capacità organizzative e creative di tutta l’Organizzazione del Festival che troverà soluzioni adeguate, innovative e di grande effetto».

Ferrante: «Non c’è cultura di serie A e serie B»

Ancora sul versante discografico, si fa sentire Claudio Ferrante, ceo di Artist Firt: «A chi ha criticato il fatto che si faccia Sanremo mentre cinema e teatri sono ancora chiusi, dico che non dobbiamo pensare che ci sia, in Italia, una cultura di serie A e una cultura di serie B. Il sistema- cultura in Italia è sempre stato, in qualche modo, votato al nazionalpopolare, e Sanremo è per la musica ciò che il Festival di Venezia è per il cinema: la vetrina della nuova musica italiana».

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