martedì, Aprile 13, 2021
Disponibile su Google Play
HomeCulturaIl coraggio delle donne ebree nella Resistenza

Il coraggio delle donne ebree nella Resistenza

Giorno della memoria

Le donne che decisero di combattere la folle dittatura di Hitler: storie individuali, spesso ancora poco conosciute, che rivelano un eccezionale coraggio

di Giulio Busi

default onloading picUno dei vagoni della morte diretto al campo di sterminio polacco

Le donne che decisero di combattere la folle dittatura di Hitler: storie individuali, spesso ancora poco conosciute, che rivelano un eccezionale coraggio

5′ di lettura

Un’isola appartata, una grande casa con vista sul mare, molti libri e un solido patrimonio alle spalle. Sembrerebbe una sicura ricetta di tranquillità. Ma è il 1940 ed è difficile sentirsi al sicuro nell’Europa occupata dai nazisti. Tanto più arduo, per chi, come Lucy, ha un genitore ebreo, simpatie comuniste ed è legata sentimentalmente a un’altra donna.

Lucy Schwob e Suzanne Malherbe, questo il nome della compagna, hanno vissuto un’intensa stagione artistica a Parigi, durante gli anni 20 e 30. Vicine alla cerchia dei surrealisti e legate ad André Breton, entrambe vengono da famiglie benestanti di provincia. Il padre di Lucy, Maurice Schwob, è un importante editore. Ancora più celebre è lo zio, Marcel, grande protagonista della letteratura simbolista. Lucy e Suzanne sono sorellastre e questo legame “ufficiale” rende più agevole la loro storia d’amore e le protegge dai maldicenti. Unite nella vita, condividono la passione per l’arte. Lucy scrive testi d’intonazione onirica e si dedica alla fotografia, con immagini di sottile erotismo e splendidi collage. Suzanne è illustratrice di ottima mano.

Loading…

Nel 1937, le due compiono il gran passo. Decidono di lasciare la vita, brillante ma movimentata, della capitale francese e si trasferiscono nell’incanto agreste di Jersey. Vicinissima alle coste della Normandia, l’isola appartiene alla corona d’Inghilterra e ha tutte le caratteristiche del buen retiro, ove immergersi nel lavoro intellettuale e godere delle bellezze della natura . L’idillio prosegue indisturbato fino al 1° luglio 1940. Costretti a evacuare le loro truppe dall’avanzata tedesca in Francia, gli inglesi abbandonano Jersey in balia dei nazisti. In una sua lettera agli abitanti, del 9 luglio, il re Giorgio VI assicura che la decisione di ritirare i presidi militari, «per ragioni strategiche […] è stata presa nell’interesse della popolazione». Retorica a parte, l’invito è chiaro. Che i fedeli isolani si arrangino come possono, in attesa di tempi migliori. Lucy e Suzanne decidono invece di non aspettarli, questi ipotetici tempi migliori, e passano all’iniziativa. Lo fanno come possono e come sanno, con la penna, la macchina fotografica e la tavolozza dei colori.

“Pallottole di carta”

Il bel libro che Jeffrey H. Jackson ha dedicato a questa vicenda, finora sconosciuta al grande pubblico, s’intitola Paper Bullets, “Pallottole di carta”. Nell’espressione c’è tutta l’utopia di una resistenza spontanea, individualistica, apparentemente velleitaria. E proprio per il suo carattere “fuori dalle righe”, la testimonianza sulle due resistenti dell’isola di Jersey è significativa. Due donne senza contatti e senza un’affiliazione politica stabile, che si mettono in testa di fronteggiare le forze di occupazione di Hitler sono, di per sé, rimarchevoli. Ma è il modo in cui questa opposizione si realizza che colpisce maggiormente. Lucy e Suzanne scelgono di svolgere la loro propaganda in tedesco e di diffonderla tra i soldati della Wehrmacht. Sono messaggi ironici, incentrati sui fallimenti militari hitleriani e sull’inutilità della guerra. Inviti a disertare, fotomontaggi di sapore surrealista, vere performances artistiche, come quella delle false croci di guerra inserite nel cimitero dedicato ai soldati tedeschi caduti in servizio. Iniziative degne di due artiste d’avanguardia, ma non per questo meno rischiose. È solo questione di tempo.

L’isola è piccola, la rete delle spie al soldo dei tedeschi molto efficiente, e il cerchio si stringe progressivamente attorno alle due cospiratrici. Alla fine di luglio 1944, Lucy e Suzanne vengono arrestate e accusate di attività sovversiva. La detenzione, un tentativo di suicidio, il processo, la condanna a morte, la china sembra irreversibile. Se due bohémiennes si sono trasformate, quasi d’incanto, in agguerrite sabotatrici, è ben possibile che anche un’esecuzione venga rimandata, o addirittura cancellata. E così avviene, all’ultimo momento, la sentenza è tramutata in dieci anni di prigione.

Covid Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Valle d’Aosta Veneto Italia Agrigento Alessandria Ancona Aosta Arezzo Ascoli Piceno Asti Avellino Bari Barletta-Andria-Trani Belluno Benevento Bergamo Biella Bologna Bolzano Brescia Brindisi Cagliari Caltanissetta Campobasso Carbonia-Iglesias Caserta Catania Catanzaro Chieti Como Cosenza Cremona Crotone Cuneo Enna Fermo Ferrara Firenze Foggia Forlì-Cesena Frosinone Genova Gorizia Grosseto Imperia Isernia La Spezia L’Aquila Latina Lecce Lecco Livorno Lodi Lucca Macerata Mantova Massa-Carrara Matera Messina Milano Modena Monza e della Brianza Napoli Novara Nuoro Olbia-Tempio Oristano Padova Palermo Parma Pavia Perugia Pesaro e Urbino Pescara Piacenza Pisa Pistoia Pordenone Potenza Prato Ragusa Ravenna Reggio Calabria Reggio Emilia Rieti Rimini Roma Rovigo Salerno Medio Campidano Sassari Savona Siena Siracusa Sondrio Taranto Teramo Terni Torino Ogliastra Trapani Trento Treviso Trieste Udine Varese Venezia Verbano-Cusio-Ossola Vercelli Verona Vibo Valentia Vicenza Viterbo

YouGoNews