martedì, Aprile 13, 2021
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Borse di oggi 28 gennaio: andamento listini europei e mondiali

MILANO – Ore 16.45. Giornata debole ma in miglioramento per le Borse europee, trascinate al ribasso da un lato dalla seduta molto negativa di ieri di Wall Street, appesantita a sua volta delle parole della Fed, con il presidente Jerome Powell che ha indicato una ripresa a passo più lento del previsto, dall’altra tra la crescenti preoccupazioni per i ritardi nella distribuzione dei vaccini in Europa, con lo scontro aperto tra Commissione europea e Astrazeneca. Dagli Stati Uniti sono arrivati risultati leggermente sotto le attese sul fronte economico: il Pil del quarto trimestre è infatti salito del 4%, mentre gli analisti si aspettavano +4,2%, e il bilancio dell’intero 2020 è così diventato del -3,5%. Peggior performance dal 1946. Segnale positivo, invece, dalle nuove domande per i sussidi di disoccupazione negli Usa che sono scese a 847.000 unità nella settimana che si è conclusa il 23 gennaio contro attese per un calo più contenuto a 875.000 unità.

Nel Vecchio Continente gli indici si risollevano nel pomerigggio. Milano gira in rialzo e sale dell’1,06%, dopo aver superato il -1%. In evidenza Stm, che ha chiuso il 2020 con un utile netto di 1,1 miliardi di dollari, in aumento del 7,2% su base annua, e ricavi netti di 10,2 miliardi (+6,9%). Più attardate le altre Piazze del Vecchio continente, che comunque risalgono dai minimi della mattina: Londra perde lo 0,42%, Francoforte guadagna lo 0,39% e Parigi  dell’1,1%. Positiva anche Wall Street, con il Dow Jones che rimbalza dell’1,52% e il Nasdaq del’1,09%.

Molto negativa anche la giornata sulla sponda asiatica, con tutti i principali indici in calo e Tokyo che ha chiuso in flessione dell’1,53%. Ad accusare il colpo è stato in particolare il comparto tecnologico, con i rifornitori di Apple penalizzate dalle cautela espressa dall’ azienda sulle prospettive per il 2021.

Le fibrillazioni legate alla formazione del nuovo governo continuano a non scuotere lo spread. Oggi partiranno le consultazioni con i partiti e il presidente della Repubblica avrà un quadro  più chiaro sugli eventuali numeri in Parlamento a sostegno di un nuovo esecutivo. Il differenziale resta come detto poco movimentato, segnando 119 punti base contro i 120 della chiusura di ieri, con il rendimento del titolo decennale italiano è allo 0,64%. Intanto il Tesoro ha collocato 7,25 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni con tassi in lieve rialzo. Il rendimento medio del quinquennale è salito a 0,07% da 0,01% del collocamento di novembre e quello del decennale allo 0,65% da 0,59%. Assegnati anche 1,5 miliardi di euro di Ccteu allo 0,04%.

Trai i dati macrcoeconomici arrivano indicazioni in chiaroscuro dall’Istat a gennaio, che registra un leggero calo della fiducia dei consumatori (da 101,1 a 100,7) a fronte di un miglioramento di quella delle imprese aumenta lievemente (da 87,7 a 87,9). Gli indici – evidenzia comunque l’istituto di statistica –  “mostrano modeste variazioni”. Il dato per le imprese, scrive l’Istat è  “trainato dai servizi, dalle aspettative sull’occupazione nelle costruzioni e sulle vendite nel commercio al dettaglio”; per i consumatori “sono in peggioramento i giudizi sulla situazione economica generale e le attese sulla disoccupazione; recuperano invece per il secondo mese consecutivo le aspettative sulla situazione economica generale e familiare”. Segnali di recupero autunnale per i consumi tracciati da Eurostat nell’area della valuta unica: nel terzo trimestre del 2020 i consumi reali delle famiglie pro capite hanno recuperato, aumentando del 12,1% dopo essere scesi del 10,3% nel trimestre precedente.

I timori per un rallentamento della ripresa si fanno sentire come sempre anche sul petrolio, sui timori di una prolungata contrazione della domanda. In mattinata il greggio Wti cede lo 0,5% a 52,54 dollari al barile, il Brent scende a 55,49 dollari al barile, sempre in calo dello 0,5%. In calo anche l’oro: lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.836 dollari l’oncia, con una perdita dello 0,4% avviandosi a chiudere il  primo mese dell’anno in flessione.

 

 

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